Giustizia amministrativa: sì al voto palese

 Valentina Stella Dubbio 20 giugno 2026

l 10 giugno il plenum del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa (Cpga) - l'equivalente del Csm per la magistratura ordinaria - con una storica delibera ha cambiato il regolamento per le modalità di voto sulle nomine, che ora avverranno a scrutinio palese e non più segreto. Il tutto è avvenuto a seguito di una raccolta di 176 firme organizzata dalla magistrata Barbara Cavallo con Roberto Valenti, Silvana Bini, Nicola Fenicia, Francesco Tallaro, Stefano Tenca e l'apporto di tutte e tre le associazioni dei giudici amministrativi (Amcds, Conma, Anma).La miccia dietro tale iniziativa è scoppiata con la mancata nomina a presidente aggiunto del Consiglio di Stato di Luigi Carbone, saltata con voto segreto lo scorso 15 aprile con 7 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti, che però valgono come voto contrario. Una questione non di poco conto, dal momento che il presidente aggiunto è a sua volta il candidato naturale alla successione del vertice del Consiglio di Stato e che il massimo organo della giustizia amministrativa italiana verrà rinnovato l'anno prossimo al pensionamento di Luigi Maruotti, ormai prossimo al limite d'età. Nel frattempo la nomina del secondo in classifica, Luciano Barra Caracciolo, è sospesa: sarebbe stata portata all'odg del plenum il 10 giugno, ma poi è sparita. Non si esclude che questo sia avvenuto a seguito dell'incontro avuto dal presidente Maruotti la sera prima al Quirinale con il Capo dello Stato. Un rebus che, come raccontato a fine aprile dal Domani, sarebbe anche l'effetto di interlocuzioni con il sottosegretario Alfredo Mantovano, il quale, come avviene per qualsiasi governo con Palazzo Spada, aveva fatto sentire la voce dell'Esecutivo sulla scelta dei futuri vertici.Luigi Carbone, molto stimato tra i colleghi anche per aver sostanzialmente redatto il nuovo codice dei contratti pubblici, avrebbe attirato su di sé molte invidie. A causa di questo terremoto, alcuni magistrati amministrativi hanno messo nero su bianco la proposta per la modifica dell'articolo 16 del regolamento interno per il funzionamento del Cpga, che prevedeva il voto segreto e che, secondo i firmatari, non assicurava «né la trasparenza, né l'obbligo di motivazione dei provvedimenti adottandi».Si tratta di magistrati che si sono mobilitati a prescindere dall'appartenenza al Tar o al Consiglio di Stato o dalla funzione rivestita. Nel documento redatto si legge, tra l'altro, che «si ritiene di dover stigmatizzare ogni tentativo di mettere in discussione uno dei pilastri della nostra giurisdizione, ossia la imprescindibile validità del criterio della anzianità senza demerito per la nomina agli incarichi direttivi e semidirettivi, sia in relazione alle posizioni interne agli uffici giudiziari, sia in relazione alle posizioni apicali della giustizia amministrativa». Criterio non rispettato nel caso della mancata nomina di Carbone. C'era solo una eccezione in passato e aveva riguardato Filippo Patroni Griffi. I firmatari, «fuori dagli schemi di appartenenza a schieramenti e/o sigle», hanno proposto di «sollecitare gli organi di competenza e le Associazioni dei magistrati amministrativi, oltre che i singoli colleghi, a considerare la necessità - ormai ineludibile - di regolamentare le modalità del voto del plenum per il conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi, nonché dei passaggi di qualifica, con voto palese». Al plenum del 10 giugno, dopo una lunghissima discussione, con il presidente Luigi Maruotti contrario, la proposta è stata approvata con 8 voti, ed è stata deliberata in segreto su richiesta dei laici (tre in quota centrodestra, uno in quota Azione). Invece non è stata introdotta una norma per modificare la disciplina della richiesta di voto segreto da parte di 4 consiglieri.«Questo risultato - commenta Cavallo - è importante non solo per il merito ma anche perché rappresenta la forza della base dei magistrati che, lontani dagli schieramenti, si sono mossi per cambiare il regolamento a favore di una maggiore trasparenza. Era avvenuto anche nella precedente consiliatura quando un'altra raccolta firme era riuscita a ottenere la diretta streaming delle sedute del plenum su Radio Radicale, come avviene già per il Csm. Questo dimostra l'importanza e il ruolo dell'autogoverno in sinergia con le esigenze dei magistrati amministrativi».

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