Venditti non sarebbe corrotto
Valentina Stella Dubbio online 3 giugno 2026
Chiamarlo colpo di scena forse è esagerato ma la notizia fa comunque rumore. Come rivelato oggi dal Tg1, Carabinieri e Guardia di Finanza di Pavia hanno depositato alla procura di Brescia la doppia informativa in merito alla presunta corruzione da parte della famiglia di Andrea Sempio dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e quella in merito al “sistema Pavia”, in cui anche in questo caso risulta indagato l'ex magistrato accusato di corruzione per la gestione di auto affidate alla Procura pavese e per l'affidamento di servizi di intercettazione. Si tratta di procedimenti satelliti a quello principale sul delitto di Chiara Poggi.
Su Venditti non sarebbe emerso alcun elemento in merito alla corruzione per archiviare la posizione di Andrea Sempio, che tra l’altro comunque non spettava a lui ma al giudice. L’archiviazione era in effetti stata richiesta in data 15.3.2017 e accolta dal gip in data 23.3.2017. Dunque nessuna ombra su quell’atto che escluse ogni responsabilità del 37enne commesso rispetto al delitto di Garlasco.
Il sospetto era nato da alcune vecchie intercettazioni e da un appunto a penna su un bloc notes “Venditti / gip archivia X 20-30 euro” con la data febbraio 2016 ritrovato a casa dei Sempio nel maggio 2025 e che avrebbe la grafia di Giuseppe Sempio, padre del nuovo sospettato del delitto di Chiara Poggi, ma con la data erroneamente anticipata di un anno dato che l'archiviazione arrivò appunto solo nel 2017. Quell’appunto sarebbe relativo a spese legali. I pm potrebbero a questo punto potrebbero chiedere l'archiviazione di Venditti.
Ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano pronti a notificargli l'invito a comparire, l'avvocato Simone Grassi avrebbe replicato: “Non ho fatture perché non le emesse anche se ho ricevuto dei soldi dai Sempio, somma di circa 15.000 euro”. Dello stesso tenore sarebbero state le parole del collega Federico Soldani alla Guardia di finanza di Brescia: “Non ho mai emesso alcuna fattura per i denari percepiti dalla famiglia Sempio e per le prestazioni rese ho ricevuto pagamenti esclusivamente in contanti”. E il più loquace ex difensore Massimo Lovati avrebbe replicato allo stesso modo: “Non ho la documentazione richiesta, in quanto non ho emesso fatture nei confronti di Andrea Sempio, in quanto lo stesso non mi ha mai consegnato soldi ed io non glieli ho mai chiesti. Ho ricevuto unicamente denaro in contante per circa 15.000 euro, in più tranche, dai miei colleghi: avvocato Soldani e avvocato Grassi, nei confronti dei quali non ho emesso fatture”. Gli ex avvocati di Sempio non rischiano nessuna conseguenza almeno sul penale (da verificare quello amministrativo), mentre gli approfondimenti investigativi potrebbero concentrarsi su un paio di ex carabinieri pavesi.
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