Il magistrato intollerante

 Valentina Stella Spifferi sul Dubbio 2 giugno 2026


Il magistrato Gennaro Varone ha ‘bannato’ due avvocati dalla sua pagina Facebook. Il motivo? Hanno osato criticare gentilmente un suo post sulla politica internazionale.


Facciamo un passo indietro perché sicuramente qualcuno tra voi si starà chiedendo chi sia Gennaro Varone. Pubblico ministero a Pescara, musicista, favorevole alla separazione delle carriere.


Ma vediamo come è successo. Ieri Varone ha scritto un lungo post su Facebook che iniziava così: «La asserita ‘difesa’ dell’Ucraina ha il significato strategico/militare di aggressione bellica verso la Russa da parte dell’Occidente. La propaganda presenta l’intervento occidentale come necessitato: a difesa di uno Stato “invaso”, benché nessun trattato lo definisca “alleato”. D'altro canto, nessuno può permettersi di sostenere (tranne, forse, Papa Francesco) esservi stata una continua provocazione filo occidentale, senza essere additato a traditore….».


Due avvocati avevano commentato quel post scrivendo in pratica che pur avendo apprezzato le posizioni di Varone sul referendum questa volta non condividevano la posizione assunta sulla invasione russa dell’Ucraina. Gli avevano fatto notare che a loro dire quando Varone scriveva di giustizia lo faceva con cognizione di causa, quando ha tentato di discettare di geopolitica ha deluso. Nessuna offesa, nessuna ingiuria verso il magistrato. Come si direbbe in gergo “una opinione dissenziente” che aveva raccolto anche diversi like, compreso il mio.


Ebbene poco dopo quei commenti critici rispetto alla posizione di Varone scompaiono e i due avvocati vengono ‘bannati’.  Alla fine sono rimasti solo quelli che davano ragione a Varone.


Che strano che la cancellazione del pensiero critico avvenga da parte di uno come Varone che su Facebook si presenta così: “Il pensiero libero è l'arma più forte di cui dispone l'uomo”…aggiungerei, dopo quanto accaduto, “se però è diverso dal mio allora può essere rimosso”.

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