Altra proposta sorteggia 3000 toghe
Valentina Stella Dubbio 9 giugno 2026
Sorteggiati ieri, presso il notaio Vincenzo Papi di Roma, 3000 magistrati, che potrebbero ambire a divenire nuovi consiglieri del Csm. Sono stati pescati tra i 6244 aventi la terza valutazione di professionalità, requisito fondamentale, introdotto dalla riforma Cartabia, per divenire consiglieri togati dell’organo di governo autonomo della magistratura. Di questi tremila, quaranta andranno a comporre la lista dei giudici, sedici quella dei pm, otto quella di legittimità. L’iniziativa porta la firma del gruppo ‘Altra proposta’, una rete di toghe iscritte e non all’Anm, che ha deciso di selezionare i candidati a Palazzo Bachelet attraverso un sistema di sorteggio temperato volto a scardinare il peso delle correnti tradizionali. Il meccanismo pratico unisce la casualità dell’estrazione alla successiva disponibilità volontaria del magistrato. Infatti ora dovranno essere contattati quelli estratti per sapere se sono disponibili a proporsi ufficialmente per la corsa al nuovo Consiglio. In questa prima settimana saranno chiamati da quattordici del gruppo ‘Alta proposta’ i primi centoquaranta estratti. Qualora non fossero a disposizione, si scalerà la graduatoria. La procedura esclude il portavoce del Comitato, Edoardo D’Ambrosio, chi abbia rivestito ruoli di vertice nell’Anm nei cinque anni precedenti, coloro che nei cinque anni precedenti le elezioni siano stati componenti del Comitato Direttivo Centrale, come Ida Moretti (ora solo giudice al tribunale di Benevento). Al momento non saranno resi noti tutti quelli estratti. C’è cautela infatti dai promotori dell’iniziativa per evitare che qualcuno che non la condivide si possa risentire nel vedere il suo nome reso pubblico nell’elenco. I magistrati così selezionati non saranno i candidati del Comitato né, tanto meno, se eletti, saranno rappresentanti del Comitato. «Proprio perché i candidati sorteggiati non sono espressione di alcun gruppo di provenienza – si legge in una nota – essi saranno liberi di esercitare il loro mandato (in caso di elezione) senza alcun vincolo se non quello della legge e della loro coscienza, secondo il metodo professionale a cui sono abituati quotidianamente, ossia il rigoroso studio delle pratiche sottoposte alla loro attenzione». E le correnti tradizionali invece a che punto sono con la scelta dei candidati, in vista delle elezioni del 25 e 26 ottobre? La prima a muoversi ufficialmente è stata Unicost che sabato ha presentato i candidati, «risultato di una designazione democratica e di un percorso condiviso all’interno delle assemblee distrettuali» ha detto il presidente Michele Ciambellini. I nomi: per il collegio di legittimità Elisabetta Ceniccola, per i due riservati ai pm Rosalia Affinito e Giuliano Caputo, per i giudicanti Alessandra Salvadori, Valeria Ciampelli, Piero Indinnimeo, Daniela Monaco Crea, Filippo Di Todaro. Il prossimo gruppo a rendere pubblici i candidati ufficialmente sarà Magistratura Indipendente che li formalizzerà il prossimo week end. I nomi che già circolano sono quelli di Ilaria Perinu e Salvatore Casciaro. Magistratura Democratica invece si riunirà in un Consiglio nazionale il 4 luglio. I candidati per i collegi dei giudici che però già circolano sono Monica Ammirante, Daniele Cappuccio, Glauco Zaccardi. Non presenteranno nomi per la Cassazione e per i pm in quanto sosterranno i candidati del gruppo ‘fluido’ di Roberto Fontana, attuale consigliere del Csm: Giovanni Nardecchia, Roberta Amadeo (ex di Autonomia e Indipendenza), Fabio Regolo (in quanto non si candiderà Stefano Musolino). Si avvia, invece, alle primarie AreaDg, alle quali hanno chiesto di partecipare oltre mille magistrati. Se sono certi, infatti, i nomi di Chiara Gallo, Egle Pilla, Cristina Ornano e Giuseppe Pepe, occorre sciogliere alcuni nodi come quello di Luca Poniz ed Eugenio Albamonte. Nessuno dei due al momento infatti si è reso disponibile a fare un passo indietro. Intanto il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha lanciato un allarme all’evento del Cnf di venerdì scorso: «Alle prossime elezioni del Csm il correntismo invaderà la magistratura. Assisteremo, anzi stiamo già assistendo, ad un impazzimento generale della magistratura con una sorta di patologia correntizia che assillerà la magistratura che vuole lavorare». Accanto a lui il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo che ha commentato con uno scorato «Siamo consapevoli» e il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia che ha chiesto alla politica di fare una nuova legge elettorale del Csm.
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