Intercettazioni: il Governo tratta la resa ma Fi si oppone

 Valentina Stella Dubbio 1 luglio 2026

In tema di intercettazioni la resa del Governo alla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo sarebbe contenuta in un emendamento da presentare entro oggi al ddl di conversione del decreto legge ‘Giustizia e Patto Ue su migrazione e asilo’ approdato il 23 giugno nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato. Ma Forza Italia sarebbe pronta a fare le barricate per impedire l’operazione. Tutto nasce da una lettera inviata ad aprile dal PNAA Giovanni Melillo al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Ministro dell'interno Matteo Piantedosi e alla Presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo in cui lanciava un allarme sulle criticità che la disciplina sull'utilizzabilità delle intercettazioni a fini della prova di reati diversi da quelli per i quali sono state autorizzate porrebbe in rapporto ad attività di indagine in materia di criminalità organizzata e terrorismo. Il riferimento è in particolare alla disciplina di cui all'art. 270, comma 1 c.p.p., come modificato dal d.l. n. 105/2023, ai sensi del quale «I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti, salvo che risultino rilevanti e indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza». Secondo Melillo, a seguito di una «sommaria ricognizione» la preclusione riguarderebbe delitti contro la pubblica amministrazione, come concussione e corruzione sino a quelli di scambio elettorale mafioso. Nordio l’8 maggio aveva risposto al vertice di Via Giulia chiedendo maggiori dettagli: «È essenziale disporre anzitutto di dati circa le fattispecie di reato, oggi escluse dalla utilizzabilità delle intercettazioni svolte in procedimenti diversi», scrisse il Guardasigilli invitando il super procuratore ad «un momento di confronto tecnico funzionale alla definizione di un efficace progetto normativo». Le interlocuzioni non sono mancate poi tra Melillo e il capo di gabinetto di Via Arenula, Antonio Mura, al termine delle quali sarebbe spuntata l’ipotesi di proporre un emendamento correttivo al dl giustizia. Il problema però, secondo fonti di Forza Italia, è che il PNAA non sarebbe riuscito a specificare, come richiesto, la reale portata della norma nel frenare le indagini di criminalità organizzata. Da qui l’opposizione all’approvazione dell’emendamento e su due direzioni. La prima: sarebbe inammissibile per estraneità della materia. Una modifica del genere non si può certo legare all’articolo sull’esame di Stato per l'accesso alla professione di avvocato, a quello del gip collegiale o a quelli sulla magistratura onoraria e l’ufficio per il processo. Ma la vera contrarietà da parte degli azzurri è nel merito: «Un conto – ci spiega una fonte di FI – è ipotizzare di mettere mano ai reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza, altra cosa è stravolgere la ratio della norma». Che è quella di porre un limite alle intercettazioni a strascico e che era stata voluta proprio da Forza Italia nel 2023 durante la discussione sul decreto Omnibus. Lo aveva ricordato proprio il vice Francesco Paolo Sisto nel recente incontro organizzato dal Dubbio e dal Cnf “Avvocatura, presidio di legalità” durante il quale il numero due del Ministero della Giustizia si era rivolto a Melillo, seduto accanto a lui: «Stiamo attenti a non trasformare le regole in obbligazioni dei risultati. Le regole non sono fatte per ottenere i risultati, ma per essere regole. Poi il risultato dipende dalla qualità delle indagini e dalle prove raccolte. Sul 270 cpp, noi corriamo il rischio di avere intercettazioni a strascico. Se io non pongo un limite nel rapporto fra imputazione e autorizzazione alla violazione della privacy - ripeto - corro un rischio gravissimo, cioè di un ‘liberi tutti’». In quella occasione Sisto parlò a livello personale, consapevole della diversa posizione del Governo sensibile alle istanze del procuratore nazionale antimafia ma, evidentemente, i suoi dubbi sono stati fatti propri da Forza Italia al completo a Palazzo Madama e messi come sbarramento all’emendamento. Dunque Forza Italia di nuovo traccia un distinguo rispetto alle altre forze di maggioranza e rivendica la sua linea garantista. Una diversità che sarà netta ed evidente anche nella prossima campagna elettorale in vista del rinnovo del Parlamento. Le divisioni restano ancora pure sulla legge che vorrebbe dare al gip e non più al solo pm il potere di autorizzare il sequestro degli smartphone, già passata al Senato, e arenatasi alla Camera sempre dopo un intervento di Melillo in audizione. Le preoccupazioni del PNAA erano state condivise dalla presidente Colosimo che si è fatta promotrice di un emendamento che punta ad allentare le procedure per il sequestro in caso di cybercrime e reati di mafia. Da quanto appreso sarebbero in corso le interlocuzioni tra la parlamentare di Fratelli d’Italia e il solito Sisto ma l’accordo non sarebbe ancora stato trovato. Quindi non è detto che il provvedimento vada in Aula per l’approvazione finale prima della pausa estiva di Montecitorio. Bisognerà attendere la prossima capigruppo per capire quali provvedimenti verranno messi all’ordine del giorno. Insomma l’estate si preannuncia sempre più calda. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Garlasco, sì alla revisione del processo? Indagato Andrea Sempio

Pdl Sciascia Tortora: si acceleri

Lettera della famiglia Poggi