Nuovo dibattito sulla giustizia
Valentina Stella Dubbio 11 giugno 2026
A poco più di due mesi dal referendum sulla separazione delle carriere, ieri si è tornato nuovamente a parlare di giustizia in un incontro organizzato dalla Fondazione Iniziativa Europa di Michele Vietti e da Kleos, società di comunicazione. Michele Vietti, Presidente Fondazione Iniziativa Europa, già Vicepresidente del CSM, ha introdotto i lavori: "il referendum è stato un trauma che ha diviso il Paese. Ora bisogna andare avanti perché i problemi della giustizia sono rimasti sul tavolo: dalla lunghezza dei processi alla sfiducia dei cittadini dinanzi alla magistratura". E a nostra domanda ha risposto: " Sì, occorre una nuova legge elettorale del Csm, è il primo nodo da affrontare. Abbiamo parlato tanto contro le correnti, quindi servirebbero dei correttivi". Per il Governo è intervenuto il vice Ministro Francesco Paolo Sisto: “il referendum non ha intaccato la Costituzione. I suoi principi restano. Si torna alle battaglie che non sono referendarie, nel dialogo e nel rispetto". E ha annunciato che "nell'ultimo decreto legge sono stati previsti i compiti degli Upp che saranno inquadrati tra i funzionari" a supporto della giurisdizione e soltanto in via eccezionale come supporto amministrativo. Ha poi elencato gli obiettivi del Pnrr raggiunti e ha specificato: "accanto all'efficienza, che non deve mai significare riduzione delle garanzie, abbiamo altri provvedimenti che vogliamo portare a termine a partire dalla prescrizione che varrà da quando andrà in vigore". Gli altri punti all'ordine del giorno di fine legislatura: "sequestro degli smartphone, la modifica della legge professionale forense che è agli ultimi metri, sicurezza sul lavoro, responsabilità dei medici. Insomma il Governo non vuole subire il colpo del referendum". E sulla modifica della legge elettorale del Csm ha risposto a Vietti parlando a Tango: "il problema delle correntismo è essenzialmente una patologia della magistratura. Cosa volete fare voi magistrati? Siete disponibili ad una rilettura della responsabilità civile dei magistrati? Qui chiedo io un dialogo". Poi Maria Elena Boschi, Capogruppo IV alla Camera dei deputati: “È chiaro che è positivo il fatto che ci sia un clima di confronto però appare un po' tardivo dopo quattro anni di Governo. Avevamo fatto una apertura di credito a Nordio sulle sue linee programmatiche. Ma dopo 4 anni la parte sul panpenalismo è stata rispettata ma la parte più liberale non è diventata realtà". Su cosa fare nell'ultimo scorcio di governo ha detto: "Credo si possa fare poco. Se la spinta riformatrice non c'è stata in quattro anni ora, dopo il referendum e a poco dal termine della legislatura, è difficile che arrivi un percorso che possa vedere delle riforme condivise. Se dovessi dare una mia priorità la riporterei sul tema delle carceri". Per il Pd ha preso la parola il senatore Andrea Giorgis: “Non occorre chiudersi in una miope esultanza corporativa" tuttavia ha rilevato che "la mitezza, la disponibilità al confronto che vediamo oggi dal Governo non l'ho mai vista in questi quattro anni. La riforma costituzionale ad esempio è arrivata blindata in parlamento. Ma anche su altri provvedimenti il protagonismo del parlamento è quasi pari a zero". Non potevano mancare esponenti dell’avvocatura e della magistratura. Secondo Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense: "Partiamo da un dato: nessuno può dirsi soddisfatto della giustizia in Italia, nè chi ha votato Sì nè chi ha votato No. Durante questo dibattito ho sentito parlare solo della velocizzazione dei processi ma prima che veloce il processo deve essere giusto". Su aspetti più pratici ha concluso: "Non credo che una pianta organica immutata possa dare impulso alla giustizia così come occorre una rivalutazione dei carichi di lavoro". Per la magistratura ha parlato Giuseppe Tango, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati: "Io sogno una riforma di sistema mettendo al tavolo avvocatura e magistratura. Occorre però prendere atto che siamo quasi a scadenza della legislatura e bisogna concentrarsi sulle emergenze. Come sul problema delle piante organiche: più della metà dei Tribunali hanno, ad esempio, solo due o tre magistrati assegnati alle sezioni gip/gup". Ha poi risposto alle provocazioni di Sisto: "Sono stato, credo, il primo presidente Anm a prendere il coro per le corna. Però dovete darci tempo. Abbiamo intanto preso consapevolezza delle degenerazioni del correntismo e questo non è poco. Comunque il deliberato dell'ultima assemblea ha approvato alcuni punti precisi come rendere più trasparenti le decisioni del Csm".
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