Oltre ogni ragionevole dato

 Valentina Stella Dubbio 2 giugno 2026

«Oltre ogni ragionevole dato» è un progetto di divulgazione scientifica del Dipartimento di Statistica, Informatica e Applicazioni “G.Parenti” dall’Università di Firenze, con il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Giuridiche e del Festival della Giustizia Penale che racconta casi reali in cui errori statistici hanno inciso su decisioni giudiziarie. Come viene spiegato nella pagina web «una condanna può cambiare una vita. E a volte si basa su un numero. “Oltre ogni ragionevole dubbio” è il principio costituzionale su cui si fonda la presunzione di innocenza. Ma cosa succede quando quel dubbio viene cancellato da una statistica interpretata male? Una probabilità diventa una certezza. Un dato diventa una prova». Per questo gli ideatori del progetto (Giulia Cereda, Gabriele Lombardi, Alessandra Sanna, Paola Felicioni, Marco Malvaldi) hanno deciso di realizzare un podcast narrativo di 6 episodi e eventi pubblici interattivi, per mostrare quanto sia facile fraintendere una prova scientifica. Gli autori spiegano come «quando la statistica entra in tribunale, il rischio di errore non scompare.  Si nasconde nei dettagli. E può cambiare una vita. Anche i numeri possono essere fraintesi. E quando accade in un processo, le conseguenze non restano sulla carta. Sono reali». Il podcast sarà ispirato alle atmosfere del true crime ma costruito con il rigore della divulgazione scientifica. Ogni puntata partirà da un caso giudiziario reale — dalla vicenda di Sally Clark ai grandi processi mediatici come O.J. Simpson, fino a casi italiani legati alla prova scientifica e ai disastri ambientali — per mostrare come numeri, probabilità e statistiche possano influenzare il corso della giustizia. Prendiamo appunto il caso di Sally Clark: era una donna britannica, avvocato, condannata nel 2000 per l’omicidio dei due figli maschi neonati. Il primo morì nel 1996 a undici settimane. Inizialmente la causa del decesso fu attribuita alla sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids). Due anni dopo morì anche il secondo all’età di otto settimane. Dopo questo secondo tragico evento la Clark fu arrestata con l’accusa di omicidio. Per l’accusa era estremamente improbabile che le due morti fosse avvenute naturalmente. Il pediatra testimoniò che la probabilità che due bambini di una famiglia benestante e non fumatrice morissero di Sids fosse di circa 1 su 73 milioni. La donna fu condannata nel 2000. Nell'ottobre del 2001, la Royal Statistical Society (RSS) rilasciò una dichiarazione pubblica esprimendo la propria preoccupazione per «l'uso improprio delle statistiche nei tribunali». Aveva osservato che non vi era «alcuna base statistica» per la cifra di «1 su 73 milioni». La sentenza venne annullata in un appello bis dopo che si scoprì che il patologo forense aveva omesso di rilevare la presenza di una infezione batterica nel corpo del secondo figlioletto morto. La madre fu assolta dopo tre anni di ingiusta detenzione. L'esperienza causò alla donna gravi problemi psichiatrici e morì nella sua casa nel marzo 2007 per avvelenamento da alcol. Secondo gli ideatori del progetto, soprattutto in questo periodo in cui alla ribalta della cronaca c’è il caso Garlasco, «l’obiettivo non è stabilire colpe o innocenze, ma aiutare il pubblico a sviluppare uno sguardo più critico sui dati, sulle prove quantitative e sul modo in cui la scienza entra nei processi. Perché capire i numeri non è soltanto una questione tecnica: è una forma di cittadinanza consapevole». Per scoprire di più sul progetto e sostenerlo basta visitare la pagina: https://www.ideaginger.it/progetti/oltre-ogni-ragionevole-dato.html


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