Forza Italia incalza Nordio

 Valentina  Stella Dubbio 19 giugno 2026

Forza Italia non si arrende e torna a incalzare il ministro della giustizia Carlo Nordio sulle riforme monche della giustizia. Il pretesto è la presentazione di una interrogazione parlamentare presentata al Senato sulla revisione della normativa in tema di riparazione degli errori giudiziari ma poi allarga il campo delle richieste esigendo tempi certi. L’azzurro Pierantonio Zanettin, nell’atto di sindacato ispettivo, ha chiesto se Via Arenula intenda rivedere la disposizione vigente secondo cui «non può dar luogo a responsabilità l'attività di valutazione del fatto e delle prove», ma anche se miri ad «una nuova definizione di colpa grave, oggi interpretata in modo molto restrittivo e che rende quasi impossibile ottenere un risarcimento». In più i forzisti hanno auspicato una modifica «dell’anomalia italiana della custodia cautelare, collegandola agli errori giudiziari e ai risarcimenti per ingiusta detenzione». Tuttavia il punto maggiormente enfatizzato da Zanettin è stato quello relativo ad una timeline chiara su provvedimenti come quello del sequestro degli smartphone, che porta come prima firma la sua e approvato in Senato ma bloccato alla Camera dopo l’allarme lanciato dal procuratore Melillo e accolto dalla deputata di FdI Chiara Colosimo, e quello sulla prescrizione, passato a Montecitorio ma in stallo a Palazzo Madama. A Nordio non è restato che ribadire quanto già detto nelle settimane e giorni precedenti perché evidentemente sulla questione ancora non si è trovata una quadra con gli alleati di maggioranza. Sui tempi «ovviamente non mi posso pronunciare perché dovrebbero essere iniziative governative più che ministeriali». Sulla responsabilità delle toghe ha ripetuto che «il magistrato inetto, quello inadeguato, quello infedele non va sanzionato nel portafoglio con una sanzione platonica che non riguarda lui ma l'assicurazione, ma va sanzionato sulla carriera e sulla promozione ed eventualmente nel giudizio disciplinare».  Poi per il resto, «tenuto conto che l'attività del giudicare è un'attività estremamente difficile, non è ipotizzabile una generalizzata responsabilità pecuniaria di un magistrato». Detto questo, invece, «altro problema è quello del risarcimento delle vittime. Spero di poter arrivare al più presto a un provvedimento che sia concretamente utile. Il risarcimento delle vittime non significa soltanto riparazione per l'ingiusta detenzione che già avviene, anche se in misura inadeguata - e cercheremo un domani di adeguarla -, ma significa soprattutto rimborsare tutti quei danni materiali e immateriali che la persona ha subìto, a cominciare dalle spese legali». Nulla sul tema della custodia cautelare: era prevedibile chiudere definitivamente questo capitolo per due ordini di ragioni. La prima: la soluzione per il Ministro è nel gip collegiale, che entrerà in vigore a febbraio. La seconda: un provvedimento che miri a rivedere i presupposti per comminare il carcere preventivo sarebbe problematico da presentare all’elettorato forcaiolo di destra ad un anno dal rinnovo del Parlamento.  Nella controreplica Zanettin si è detto «parzialmente soddisfatto» in quanto «in questo momento il timing, al di là del merito di quelli che sono i provvedimenti, è assolutamente essenziale perché troppo tempo, secondo me, è stato forse dedicato alla campagna referendaria e invece dobbiamo ricordare anche che esistono altri provvedimenti». 

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