Il pressing di Forza Italia su Nordio

 Angela Stella Unità 19 giugno 2026

Forza Italia per l’ennesima volta richiama all’ordine il Ministro Nordio. Lo fa presentando al Senato una interrogazione sulla revisione della normativa in tema di riparazione degli errori giudiziari ma poi allarga il campo delle richieste esigendo tempi certi. L’azzurro Pierantonio Zanettin chiede di rivedere la disposizione vigente secondo cui “non può dar luogo a responsabilità l'attività di valutazione del fatto e delle prove”, ma anche una nuova definizione di colpa grave, oggi interpretata in modo molto restrittivo e che rende quasi impossibile ottenere un risarcimento. In più gli azzurri hanno chiesto una modifica “dell’anomalia italiana della custodia cautelare” e una time line chiara su provvedimenti come quello sugli smartphone, approvato in Senato e bloccato alla Camera dopo l’allarme lanciato dal procuratore Melillo, e quello sulla prescrizione. A Nordio non resta che ribadire quanto già detto nei giorni precedenti perché evidentemente sulla questione ancora non si è trovata una quadra con gli alleati di maggioranza. Sui tempi “ovviamente non mi posso pronunciare perché dovrebbero essere iniziative governative più che ministeriali”. Sulla responsabilità delle toghe ha ripetuto che “il magistrato inetto, quello inadeguato, quello infedele non va sanzionato nel portafoglio con una sanzione platonica che non riguarda lui ma l'assicurazione, ma va sanzionato sulla carriera e sulla promozione ed eventualmente nel giudizio disciplinare”.  Poi per il resto, “tenuto conto che l'attività del giudicare è un'attività estremamente difficile, non è ipotizzabile una generalizzata responsabilità pecuniaria di un magistrato”. Detto questo, invece, “altro problema è quello del risarcimento delle vittime. Spero di poter arrivare al più presto a un provvedimento che sia concretamente utile. Il risarcimento delle vittime non significa soltanto riparazione per l'ingiusta detenzione che già avviene, anche se in misura inadeguata - e cercheremo un domani di adeguarla -, ma significa soprattutto rimborsare tutti quei danni materiali e immateriali che la persona ha subìto, a cominciare dalle spese legali”. Nulla sul tema della custodia cautelare ma si poteva immaginare perché un provvedimento del genere sarebbe problematico da presentare all’elettorato forcaiolo di destra ad un anno dal rinnovo del Parlamento.  Nella controreplica Zanettin si è detto “parzialmente soddisfatto” in quanto “in questo momento il timing, al di là del merito di quelli che sono i provvedimenti, è assolutamente essenziale perché troppo tempo, secondo me, è stato forse dedicato alla campagna referendaria e invece dobbiamo ricordare anche che esistono altri provvedimenti”. Il Guardasigilli è stato poi chiamato a rispondere da Italia Viva sull’emergenza sovraffollamento e suicidi e sul recente sequestro da parte del tribunale di Firenze di sette sezioni del carcere toscano di Sollicciano. “Sulla vicenda che riguarda l'intervento dell'autorità giudiziaria, l'amministrazione sta acquisendo gli atti procedimentali e si riserva di valutare eventuali impugnazioni”. Nulla di più se non che “sicuramente il Piano carceri vedrà per prima questa struttura essere ridotta o svuotata, appena avremo i posti disponibili, probabilmente entro fine anno”. E sul provvedimento cala il silenzio anche della Procura che ha negato ad alcuni giornalisti un accesso al decreto di sequestro ritenendo che basti il comunicato emesso due giorni fa e in nome della nuova circolare del Csm sulla comunicazione istituzionale. Sui suicidi in carcere rivendica una diminuzione: “Questo fenomeno dolorosissimo è sempre presente ma la percentuale rispetto all'anno scorso è stata invertita. Ogni suicidio è un fallimento dello Stato ma certamente questa inversione di trend dimostra che le nostre operazioni di prevenzione cominciano ad essere efficaci”. La replica del Senatore Scalfarotto: “Signor ministro, quando un magistrato della Repubblica è costretto a sequestrare un carcere, non è un atto di protesta, è lo Stato che si ribella giustamente a sé stesso davanti a una situazione insostenibile, che è una situazione di barbarie. Tutti noi in questi giorni stiamo soffrendo la calura di questa estate incipiente. Immagini che cosa significa essere chiusi dentro un carcere quando la capienza è la metà delle persone che sono lì, come succede in carceri importanti come per esempio il carcere di San Vittore a Milano. E tutto quello che state facendo, signor Ministro, non basta”.

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