I consigli dell'avvocatura

 Valentina Stella Dubbio 25 giugno 2026

Audito ieri nelle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia del Senato il presidente del Cnf Francesco Greco in merito al disegno di legge di conversione del decreto legge recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024. Rispetto all'organizzazione e competenza degli uffici del Giudice di pace, Greco ha sottolineato come lo slittamento al 31 ottobre del 2027 dell’ampliamento delle competenze «non è certamente idoneo a risolvere un grandissimo problema. Non so se il governo, quando ha previsto la norma, avesse contezza della quantità di materie che sono state introdotte: parliamo di usucapione, di diritto di superficie, di esecuzione forzata che non saranno più di competenza di un giudice professionista ma di un giudice onorario. Invece che limitarci a differire al 31 ottobre 2027, chiederei alla commissione di rimettere mano proprio alla norma che rivede le competenze del giudice di pace, riducendole piuttosto che ampliandole». Per quanto concerne invece la nuova disciplina dell'esame di Stato per l'accesso alla professione di avvocato, il vertice del Consiglio Nazionale Forense ha posto in evidenza due criticità rispetto al testo della legge forense. La prima riguarda «l'assenza del diritto ecclesiastico tra le materie orali a scelta previste dal decreto legge, difformemente da quanto stabilito appunto dalla legge forense. Sono stato destinatario di una sollecitazione notevolissima da parte di tutti i giuristi che si occupano di diritto ecclesiastico, e mi sono confrontato sul punto con il professor Nicola Selvaggi (capo del legislativo di Via Arenula, ndr) e abbiamo pensato che l'omissione sia dovuta probabilmente a una svista dell'ufficio legislativo del ministero». La seconda criticità riguarda invece un riferimento normativo: «il decreto attuativo della riforma forense richiama il diritto internazionale, mentre il testo di legge su cui ora stiamo discutendo fa riferimento al diritto privato internazionale, materia su cui da anni i ragazzi sostengono gli esami. Per questo il CNF intende segnalare alla commissione Giustizia la necessità di reinserire il diritto ecclesiastico e di ripristinare il corretto riferimento al diritto privato internazionale». Inoltre il ministero della giustizia è tenuto a bandire entro giugno gli esami di abilitazione che si svolgeranno a dicembre. «Senza un intervento normativo – ha detto Greco - e in assenza dell'approvazione definitiva della riforma forense da parte di Camera e Senato, i candidati si sarebbero trovati a sostenere l'esame secondo la vecchia disciplina, con tre prove scritte e un orale ormai fuori dal contesto. Abbiamo quindi noi sollecitato il ministero della Giustizia per trovare insieme una soluzione proprio per far sì che a giugno venissero indetti gli esami di abilitazione che tenessero conto della riforma. Anche perché ai ragazzi dobbiamo dire come sosterranno gli esami nel mese di dicembre, occorre dare certezza ai candidati sulle modalità d'esame con sufficiente anticipo, avendo ipotizzato che l'iter della legge forense e dei relativi decreti attuativi si possa concludere a ridosso della prova di dicembre, lasciando i giovani senza indicazioni su cui prepararsi. Un'esigenza condivisa anche dalle scuole forensi, che avevano sollecitato indicazioni sulle modalità di svolgimento degli esami». Per quanto concerne il gip collegiale, Greco in ultimo ha ribadito che «il rinvio è indispensabile ma le garanzie sono irrinunciabili e non possono essere sacrificate per motivi organizzativi».


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