Investì l’uomo che l’aveva scippata, 18 anni a Cinzia Dal Pino

 Valentina Stella 12 giugno 2026

Condanna a 18 anni per Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice balneare di 67 anni di Viareggio, per l’omicidio volontario di Nourredine Mezgoui, marocchino senza fissa dimora di 47 anni. Nella notte fra il 7 e l’8 settembre 2024, l'uomo l'aveva rapinata della borsa mentre lei stava salendo in auto, la donna lo aveva inseguito con la macchina e lo aveva investito più volte, uccidendolo, lasciando poi lì il suo corpo.

Il video di quella tragica notte lo conosciamo tutti, purtroppo. Dal Pino ha ascoltato la sentenza in aula accompagnata dalla figlia senza mostrare reazioni. La sentenza di primo grado è arrivata in tribunale a Lucca al termine di una camera di consiglio durata un’ora e mezza, iniziata alle 10 dopo la decisione del pubblico ministero Sara Polino di rinunciare alla replica finale. Durante la precedente udienza l'accusa aveva chiesto l'ergastolo, con le aggravanti della crudeltà, dei futili motivi, della minorata difesa della vittima, dell’uso del mezzo insidioso. Due sono risultate soccombenti alle attenuanti, ritenute prevalenti. La difesa aveva invece chiesto l'eccesso colposo di legittima difesa o in subordine l’omicidio preterintenzionale.

La Corte ha stabilito che al momento resterà ai domiciliari, dove già si trovava in misura cautelare con il braccialetto elettronico. Una decisione che ha scatenato già polemiche sui social, ritenendo che dovessero aprirsi subito le porte del carcere. Ma è chiaro che quelle eventualmente si spalancheranno dopo una sentenza definitiva. «È la decisione che ci aspettavamo, cioè dura, severa, 18 anni sono tanti», inoltre «ci soddisfa il riconoscimento della tesi accusatoria, e quindi della componente dell'omicidio volontario, della volontarietà»: così ai cronisti l'avvocato di parte civile Enrico Carboni che ha spiegato ancora: «Le esclusioni delle aggravanti e il riconoscimento delle attenuanti generiche determinano la riduzione della pena a 18 anni. L'ergastolo viene chiesto perché l'ipotesi accusatoria piena, comprensiva di tutte le aggravanti, determina la pena massima».

Aggiunge l'altro avvocato di parte civile, Gian Marco Romanini: «Non esiste una soddisfazione, quando indossiamo la toga non ci sono tifoserie, agiamo per la giustizia. Siamo rasserenati però da questa sentenza perché verranno scritte istruzioni serie e rigorose che diranno cosa è successo. 18 anni è una pena giusta». I legali di parte civile hanno anche spiegato che Dal Pino è condannata alle spese legali. Invece per quanto riguarda i risarcimenti alla famiglia del marocchino, la sentenza non esclude una provvisionale ma rimette un'eventuale decisione del tribunale civile. «Ciò perché da tre giorni è stato avviato il percorso di giustizia riparativa per la Dal Pino. Un percorso di cui siamo disponibili a far parte», aggiunge l'avvocato Carboni ricordando comunque che la famiglia, in Marocco, «aveva già percepito delle prime somme, degli acconti, a titolo risarcitorio benché non bastevoli». Di parere opposto il legale della donna, l’avvocato e professore Enrico Marzaduri: «Mi aspettavo una soluzione diversa sia sul piano della qualificazione giuridica, sia sul piano dell'entità della pena». Fare appello? «Aspettiamo le motivazioni a 90 giorni, ma penso di sì». A noi ha aggiunto che «l’uomo fu colpito solo una volta e non quattro e a soli 10 km orari».

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