Nordio su Sollicciano valuta impugnazione

 Valentina Stella Dubbio 19 giugno 2026

«Sulla vicenda che riguarda l'intervento dell'autorità giudiziaria, l'amministrazione sta acquisendo gli atti procedimentali e si riserva di valutare eventuali impugnazioni»: così ieri al Senato un laconico Ministro Nordio ha risposto ad un atto di sindacato ispettivo presentato da Italia Viva con cui lo ‘interrogava’ sull’emergenza sovraffollamento e suicidi negli istituti di pena e sul recente sequestro da parte del tribunale di Firenze di sette sezioni del carcere toscano di Sollicciano. Com’è noto due giorni fa, dopo anni di denunce per la situazione a dir poco fatiscente della struttura fiorentina, è arrivata una notizia eclatante: il sequestro di sette sezioni (1, la 2 e la 7 del reparto giudiziario maschile, la 9, la 10 e la 12 del reparto penale maschile, nonché la sezione ‘Accoglienza’) disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Firenze per mancanza delle condizioni igieniche, di abitabilità e di sicurezza obbligatorie per i luoghi di lavoro. È la prima volta che viene adottata in Italia una simile decisione. A far scattare l’indagine numerosi ricorsi ai magistrati di sorveglianza da vari detenuti in ordine alle condizioni igienico sanitarie delle celle di detenzione e di alcuni spazi comuni all’interno dei vari reparti. Com’è noto proprio il 22 settembre la Corte Costituzionale si pronuncerà su giudizio promosso dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze a seguito di un ricorso di un recluso che pur non avendo i requisiti ha chiesto di scontare la pena fuori dal penitenziario a causa delle condizioni degradanti della prigione, infestata da cimici del letto, scarafaggi, celle ammuffite, priva spesso di acqua calda. Non si sa al momento se il fascicolo sia contro ignoti o ci siano degli iscritti nel registro degli indagati anche perché la Procura ha negato ad alcuni giornalisti un accesso al decreto di sequestro ritenendo che basti il comunicato stampa emesso due giorni fa e anche in adempimento della nuova circolare del Csm sulla comunicazione istituzionale. Il Guardasigilli ha poi aggiunto che «sicuramente il Piano carceri vedrà per prima questa struttura essere ridotta o svuotata, appena avremo i posti disponibili, probabilmente entro fine anno». Intanto, pur avendo chiesto al Ministero, non si conosce ancora il numero esatto di detenuti che saranno trasferiti, dove saranno trasferiti visto che le altre carceri toscane sono sempre sovraffollate, se il trasferimento è concluso. Sulla terribile ed inedita vicenda è intervenuto anche Sergio Paparo, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze: «Abbiamo ripetutamente denunciato (anche di concerto con tutti i Dirigenti degli Uffici Giudiziari) le intollerabili e degradanti condizioni del carcere di Sollicciano e le gravi inadempienze del Ministero. Il sequestro di ben sette sezioni del carcere conferma che è assolutamente necessaria una soluzione definitiva. Comunque il problema del sovraffollamento va affrontato immediatamente con interventi legislativi quali l'indulto, l'amnistia e la liberazione anticipata speciale, che non sono atti di buonismo ma strumenti di politica penitenziaria». Ma Nordio non vuol sentire parlare di atti clemenziali come ribadito ieri al Question Time a Palazzo Madama durante il quale ha fatto il solito elenco delle iniziative per ora restate però sulla carta: dall’agevolazione dell'accesso di detenuti tossicodipendenti alle strutture sanitarie pubbliche e alle strutture private alla detenzione in comunità pubbliche e private per i detenuti che pur avendo i requisiti per una misura alternativa della pena non hanno un indirizzo da fornire. Tutto ancora in fieri.  Per quanto riguarda sempre la detenzione, «teniamo conto - ha detto il responsabile del Dicastero - che non si entra in prigione per azione del governo, ma perché si è commesso un reato e perché la magistratura, nella sua autonomia e indipendenza, ha ritenuto che sia nel momento della carcerazione preventiva, sia nel momento della irrogazione della pena, fosse necessario arrivare alla custodia cautelare in carcere». Sui suicidi in carcere il ministro ha rivendicato una diminuzione: «Questo fenomeno dolorosissimo è sempre presente ma la percentuale rispetto all'anno scorso è stata invertita. Ogni suicidio è un fallimento dello Stato ma certamente questa inversione di trend dimostra che le nostre operazioni di prevenzione cominciano ad essere efficaci». La replica del Senatore Scalfarotto: «Signor ministro, quando un magistrato della Repubblica è costretto a sequestrare un carcere, non è un atto di protesta, è lo Stato che si ribella giustamente a sé stesso davanti a una situazione insostenibile, che è una situazione di barbarie. Tutti noi in questi giorni stiamo soffrendo la calura di questa estate incipiente. Immagini che cosa significa essere chiusi dentro un carcere quando la capienza è la metà delle persone che sono lì, come succede in carceri importanti come per esempio il carcere di San Vittore a Milano. E tutto quello che state facendo, signor Ministro, non basta». E ha concluso: «Fa specie che il ministro Nordio, che avevamo conosciuto come sincero garantista, dia la colpa ai magistrati, quando egli e questo governo hanno varato norme come il decreto Caivano, che ha mandato in galera tossicodipendenti per casi di piccolo spaccio. Persone che, come hanno ammesso lo stesso ministro e il sottosegretario Mantovano, non dovrebbero stare dietro le sbarre». 


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