Remigrazione: consegnate le firme alla Camera
Angela Stella Unità 1 luglio 2026
Il comitato per la “remigrazione” e la “riconquista”, fondato da realtà di destra estrema come CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, ha depositato ieri le 150mila firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione al servizio testi normativi della Camera dei deputati. “Le firme sono state consegnate. Ora tocca alla politica, a quelli che parlano di remigrazione. Noi crediamo ci sia bisogno di una proposta radicale, vedremo se la metteranno in atto”, ha detto il leader di Casapound Luca Marsella. I cronisti hanno fatto però notare l'assenza di parlamentari, tra cui Domenico Furgiuele (ex leghista ora con Roberto Vannacci), il quale aveva tentato di 'ospitare' una conferenza stampa del comitato a Montecitorio, la cui sala era stata occupata però da deputati di Pd, M5S e Avs che ne avevano impedito lo svolgimento. E Marsella ha replicato sobriamente: “Non c'erano neanche quelli del Pd, non c'era Fratoianni, non c'era Orfini, il M5S. Si sono arresi. Oggi decretiamo la sconfitta dell'antifascismo, siamo entrati in Parlamento. Abbiamo portato la nostra proposta di legge. L'antifascismo oggi muore, finalmente. Ci siamo tolti dalle palle l'antifascismo”. “La remigrazione ormai un tema sdoganato? No, un tema, ributtante, si tratta di deportazione, questo significa la remigrazione per come la intendono loro. I progetti di rimpatrio volontario assistito si cui parla in queste ore Giorgia Meloni esistono da tempo e non hanno niente a che fare con questo orrore del linguaggio e della politica". Ha replicato la deputata del Partito democratico Ouidad Bakkali: “Forse le alte temperature, forse l'illusione che oltre a spacciare una legge per ciò che non è, si possa mentire inesorabilmente su qualunque cosa. No Marsella, c'eravamo eccome! Siete voi che non ci avete visto perché in Parlamento semplicemente non siete potuti entrare. E da fuori capisco che sia faticoso vedere chi c'è all'interno di Montecitorio. Noi eravamo in Parlamento a discutere di sicurezza sul lavoro, tema caro a milioni di italiani, mentre voi eravate gestiti dentro un recinto presidiato dalla polizia e dentro al quale avete potuto chiudere la pratica, consegnare i faldoni e tornare a casa al fresco. Ringrazio le forze dell'ordine e il servizio di sicurezza della Camera che hanno gestito questo ultimo passaggio in modo ordinato e senza che si avvicinassero all'entrata di Montecitorio. E no, non eravate lì in nome del popolo italiano. Semplicemente avete raccolto delle firme per una PdL di iniziativa popolare, così come previsto dalle regole democratiche che questa Repubblica si è data attraverso la sua Costituzione antifascista per promuovere partecipazione e democrazia. Tutte cose che voi "conquistadores remigrazionisti" non riconoscete, ma non esitate a vilipendere ogni volta che potete. Quindi c'è antifascismo anche laddove non pensate, ovunque, perché è nelle radici di questo Paese. Quindi no, non siete entrati nemmeno stavolta". Intanto, sempre ieri, è diventato un caso politico l'omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa e il ferimento di sua sorella Antonella due sera fa a Reggio Emilia. Alcuni esponenti della Lega si sono scagliati contro il presunto killer “straniero”, come da prime informazioni raccolte, salvo poi, con la notizia della nazionalità italiana dell'arrestato, fare retromarcia chiedendo di annullare i comunicati inviati. Una tragedia “che impone una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l'ennesima pizza ad uno straniero. Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all'ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere”, “la remigrazione deve diventare uno strumento concreto di tutela della sicurezza”, aveva scritto senza conoscere i fatti Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione Emilia-Romagna. “Chi riduce la sicurezza ad hashtag lascia la gente sola, e poi cerca un capro espiatorio che non parli italiano. A Raffaele e ad Antonella il rispetto. Agli sciacalli, il silenzio che non hanno saputo tenere” ha replicato il consigliere regionale del Pd Andrea Massari.
Commenti
Posta un commento