Intervista a Claudio Fava
Valentina Stella Il Dubbio 2 settembre 2026 «L’appello a scendere in piazza (accade oggi a Catania) per Sigfrido Ranucci, con maglietta e logo d’ordinanza in sua difesa, mi conferma sulla fragilità di un tempo, il nostro, che ha sempre fame di nuovi martiri e di nuovi idoli». Così ha scritto due giorni fa sul proprio profilo Facebook Claudio Fava, giornalista, scrittore, sceneggiatore ed ex membro del Parlamento europeo, a cui abbiamo chiesto di approfondire il pensiero. Sull’ex conduttore di Report ci dice che manca di sobrietà ed è incapace di sorvegliare il suo ego. Onorevole Claudio Fava, cosa ha provato quando ha letto il post di Sigfrido Ranucci che ha accostato la sua vicenda a quella di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Piersanti Mattarella e Aldo Moro? Fastidio, ma nessuno stupore. Evocare, ed avocare a sé, la storia di vittime illustri di mafia è un vizio diffuso. Che parte da una contraddizione: quelli sono morti; coloro che ne parlano, per fortu...