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Decreti attuativi: Nordio e Mantovano aprono al dialogo

  Valentina Stella Dubbio 3 febbraio 2026 Uno sguardo oltre il referendum e un invito esplicito alla leale collaborazione tra le istituzioni. È il messaggio lanciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio  Alfredo Mantovano  nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 nel distretto della Corte d’Appello di Napoli. «Se prevalesse il “sì”, si prospetta una complessa messa a terra, che avrà un peso quanto meno pari al contenuto della riforma», ha spiegato, evidenziando la delicatezza della fase successiva all’eventuale approvazione popolare. Al centro ci sarebbe la costruzione dell’architettura normativa necessaria a rendere operativa la riforma.  Secondo Mantovano, la futura legge attuativa dovrebbe intervenire su numerosi fronti: «dovrà regolamentare un organismo nuovo, quale la Corte di giustizia disciplinare, un organo che si rinnoverà sdoppiandosi, come il Csm, le modalità di accesso all’una e agli altri, i concorsi per l’ammiss...

Intervista a Silvia Albano

  Angela Stella Unità 3 febbraio 2026 Silvia Albano, Presidente di Magistratura Democratica, dopo le immagini degli scontri al corteo per Askatasuna, il Governo, in primis con Giorgia Meloni, accelera sul pacchetto sicurezza e prepara le misure forti. Non se ne vede proprio la necessità, le norme per punire le condotte violente ci sono già. A Torino c’è stata una grande manifestazione, gli organizzatori dicono 50.000 la Questura 20.000 persone, assolutamente pacifica. Le violenze hanno riguardato una sparuta minoranza. Lo Stato nella gestione dell’ordine pubblico dovrebbe garantire il diritto di manifestazione pacifica, le norme del precedente decreto sicurezza e le anticipazioni riguardanti le nuove misure in cantiere tendono invece a reprimere proprio il diritto di manifestare pacificamente. I conflitti sociali, il diritto di esprimere il dissenso sono la sostanza della democrazia e le politiche repressive, non creano più sicurezza ma rischiano di alimentare la violenza, esaspera...

Scintille da Meliadò e Bartolozzi

  Valentina Stella dubbio online 31 gennaio 2026 Chi pensava che la celebrazione dell’anno giudiziario nei vari Distretti filasse liscia si è sbagliato. Seppur quest’anno le toghe non abbiano attaccato al petto la spilla tricolore, né agitato la Costituzione in mano e voltato le spalle ai rappresentanti del Governo come lo scorso anno non sono mancate affatto le scintille. Soprattutto in Corte di Appello a  Roma , dove il capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia,  Giusy Bartolozzi , abbandonando per qualche minuto il copione del suo intervento ha attaccato il presidente del Corte  Giuseppe Meliadò . Quest’ultimo nella sua relazione ha sottolineato inizialmente come il “patto fra magistratura e società si spezza”, se “si confonde l’indirizzo interpretativo della legge con l’indirizzo politico di governo”, “si apre una crepa nella credibilità complessiva delle istituzioni” e “si crea un cortocircuito nelle forme in cui si esercita la volontà popolare, che vincol...

Nordio attacca all'inaugurazione dell'anno giudiziario

 Angela Stella Unità 31 gennaio 2026 Riforma della giustizia e indipendenza della magistratura sono stati i temi al centro dell’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi ieri nell’Aula Magna della Cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato. A meno di due mesi dal referendum costituzionale sulla separazione delle carriere le questioni sono state toccate nei vari interventi che si sono susseguiti. A cominciare da quello del Primo presidente di Piazza Cavour Pasquale D’Ascola che dopo aver elencato i risultati raggiunti, ad esempio sull’arretrato, ha richiamato ad “rispetto reciproco e fattiva collaborazione tra le istituzioni, che permetta lo sviluppo di un dialogo pacato e razionale sul futuro della Giustizia”. E ha aggiunto, con evidente richiamo alla norma che verrà sottoposta al gradimento dei cittadini il prossimo 22 e 23 marzo: “La preoccupazione della magistratura è quindi volta a garantire che resti effet...

Inaugurazione anno giudiziario: toni pacati ma...

  Valentina Stella Dubbio 31 gennaio 2026 Seppur con toni pacati, quasi a voler sottoscrivere una sorta di tregua, il tema che più ha riecheggiato, nelle posizioni contrapposte, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi ieri nell’Aula Magna della Cassazione è stato quello della riforma costituzionale della separazione delle carriere. Mancano sette settimane all’appuntamento plebiscitario. Tutti - forse consapevoli che dopo il voto del 22 e 23 marzo occorrerà raccogliere le macerie di uno scontro ormai asprissimo tra politica, magistratura e avvocatura - hanno voluto ieri auspicare coralmente l’abbassamento dei toni, il dialogo, la ricostruzione di un patto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Grande (quasi) assente il tema del carcere. Insieme al presidente della Repubblica e del Csm,  Sergio Mattarella , un importante parterre ad assistere alle relazioni: i vertici di Camera e Senato,  Lorenzo Fontana  e  Ignazio La Russa , il presidente della C...

Ora lo scontro è sul quesito

  Angela Stella Unità 30 gennaio 2026 L’ultima parola spetta ora alla Cassazione che dovrà almeno inizialmente certificare la validità delle oltre 550 mila firme raccolte dal “Comitato dei 15”. La data del voto è ormai quella del 22 e 23 marzo ma non si esclude che possa essere sollevato un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale proprio da quel Comitato sulla questione del quesito referendario. Se ne discuterà lunedì prossimo, annuncia il loro portavoce Carlo Guglielmi. Com’è noto la Cassazione il 18 novembre ha ammesso quello dei parlamentari, mentre i cosiddetti “15 volenterosi” ne hanno proposto un altro che elenca però tutti gli articoli della Costituzione che verrebbero modificati se la riforma Nordio passasse anche nelle urne. Oltre che sulla data anche su questo aspetto il Tar avrebbe messo un punto nella sentenza di tre giorni fa con cui ha respinto il ricorso per posticipare la due giorni referendaria presentato dagli stessi. Infatti vi si legge altres...

Nervi tesi tra Ucpi e Tajani

  Valentina Stella Dubbio 30 gennaio 2026 Nervi tesi tra  Forza Italia  e  Unione Camere Penali . Da quanto appreso, all’associazione dei penalisti guidati da  Francesco Petrelli  non sarebbero piaciute le ultime uscite del vice premier,  Antonio Tajani . Lo strappo tra le due anime dell’ampio fronte del Sì non avverrà mai ufficialmente, sarebbe un autogol a sette settimane dal voto, ma cominciano a circolare spifferi.  La dichiarazione che avrebbe fatto di più irritare gli avvocati sarebbe quella rilasciata dal Segretario azzurro sabato scorso all’evento di Fi a Roma: «Dobbiamo continuare ad andare avanti, perché non basta la separazione delle carriere, non basta la riforma del Csm. Penso alla responsabilità civile, penso anche ad aprire un dibattito se è giusto o meno continuare a conservare la polizia giudiziaria sotto l'autorità dei magistrati». Ecco, la possibilità di togliere la gestione della pg ai pm non sarebbe affatto piaciuta per due mo...