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Dl sicurezza passa al Senato

  Angela Stella Unità 18 aprile 2026 È stato approvato ieri al Senato, con 96 voti favorevoli e 46 contrari, il ddl di conversione del decreto Sicurezza. In Aula la votazione è stata accompagnata da una protesta dei partiti di opposizione che hanno mostrato cartelli con su scritto “Governo Meloni: zero risorse, zero sicurezza”. In particolare per il presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia, il decreto “è una alluvione legislativa panpenalistica totalmente inefficace. Siamo al quarto decreto sulla sicurezza ma è del tutto evidente il fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza. Quattro decreti ma questo paese non è più sicuro: questo provvedimento è solo un manifesto di propaganda, che restringe solo i diritti, che rende le carceri ancora più invivibili, che trasforma il paese in un Far west”. Critico pure il leader di Iv, Matteo Renzi: “Dicono che è la loro priorità ma la Presidente non c’era, il Ministro dell’Interno non c’era, nessuno e...

"Remigrazione" con l'aiuto degli avvocati

  Valentina Stella Dubbio 18 aprile 2026 Approvato ieri al Senato, con 96 voti favorevoli e 46 contrari, il ddl di conversione del decreto Sicurezza. In Aula la votazione è stata accompagnata da una protesta dei partiti di opposizione che hanno mostrato cartelli con su scritto «Governo Meloni: zero risorse, zero sicurezza». In particolare per il presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia, il decreto “è una alluvione legislativa panpenalistica totalmente inefficace. Siamo al quarto decreto sulla sicurezza ma è del tutto evidente il fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza». Critico pure il leader di Iv, Matteo Renzi: «Dicono che è la loro priorità ma la Presidente non c’era, il Ministro dell’Interno non c’era, nessuno era in Aula». Al contrario per il senatore di Fratelli d'Italia, Alberto Balboni, «la sinistra vota contro non al governo, ma contro l'Italia onesta. Negli interventi delle opposizioni è stata pronunciata una sequela di ...

Dl sicurezza: scontro a Palazzo Madama

  Angela Stella Unità 16 aprile 2026 Il dl sicurezza è sbarcato ieri nell’Aula del Senato ed è stata subito polemica. Il provvedimento è giunto all’attenzione dell’emiciclo di Palazzo Madama senza il mandato al relatore, visto che la commissione Affari Costituzionali non è riuscita a terminare l’esame a causa dell’alto numero di emendamenti presentato dalle opposizioni. La maggioranza ha fretta di chiudere in quanto  il dl dovrebbe essere approvato intanto al Senato e va convertito in legge entro il 25 aprile, compreso il passaggio alla Camera, pena la decadenza. Tuttavia le opposizioni non indietreggiano e promettono ostruzionismo, confermando di aver ripresentato i mille emendamenti già depositati in Commissione: “per noi possono arrivare a domenica o lunedì, non abbiamo limiti di tempo. Siamo qui. Sul dl sicurezza è l'ennesimo atto di arroganza istituzionale". La maggioranza, al contrario, ha messo sul tavolo trentasette proposte di modifiche, segno della necessità di inter...

Tra Senato e Palazzo Bachelet il dl sicurezza accende lo scontro

  Valentina Stella Dubbio 16 aprile 2026 Dall’Aula del Senato a quella del  Csm : ieri le polemiche sul dl sicurezza si sono duplicate tra Palazzo Madama e quella che in molti definiscono la  Terza Camera . Partiamo proprio da Palazzo Bachelet chiamato ad esprimere in plenum un voto sul parere fornito dalla Sesta Commissione (tre voti favorevoli -  Cosentino, Papa, Laganà  - , due contrari -  Nicotra e Porena  - , una astensione -  Cilenti  - ). Il provvedimento, come già spiegato nell’articolo di due giorni fa su questo giornale a firma di Simona Musco,  solleva criticità su più fronti, come illustrato dal  relatore di Unicost Laganà . Dalla tenuta costituzionale del fermo preventivo alle ricadute sull’attività giudiziaria, fino al rischio di compressione delle libertà fondamentali nelle manifestazioni pubbliche. Il punto più attenzionato è proprio il fermo preventivo. La norma consente agli ufficiali e agenti di polizia, in occasi...

"Altro che ventre a terra, l'Anm ci ha dato una pista"

  Spifferi 14 aprile 2026 Si avvicina il 18 aprile, giorno in cui a Roma  Francesco Petrelli  incontrerà i 129 presidenti della Camere penali territoriali per fare il punto di persona dopo la sconfitta referendaria. E prima dell'incontro capitolino i vertici dell'Unione voglio raccogliere informazioni e arrivare preparati al meeting che ahimè sarà a porte chiuse (non posso neanche origliare come fatto in una seduta del Comitato direttivo centrale dell'Anm). Per questo la vice presidente dell'Ucpi,  Giulia Boccassi , su whatsapp ha inviato il messaggio che vi faremo leggere a cui poi è seguita una comunicazione ufficiale del presidente. "Riuscite per cortesia - scriveva Boccassi qualche giorno fa ai presidenti territoriali -  a  raccogliere i dati di quanti eventi sono stati organizzati dalle vostre Cp (inclusi i banchetti allestiti nell’ambito delle 129 piazze) e a quanti eventi avete partecipato in rappresentanza del Comitato  (scuole, associazioni, p...

Intervista a Mario Serio

  Angela Stella Unità 15 aprile 2026 Mario Serio, Professore Emerito dell'Università di Palermo, membro del Collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, in base al monitoraggio fatto nei Cpr qual è la situazione in generale? Come è noto, sono frequenti le visite che il Garante compie nei centri di permanenza per il rimpatrio disseminati nel territorio nazionale. Quante? Quattro o cinque all’anno in media e altrettante nei locali idonei delle Questure. Lo scorso autunno è stato visitato anche il centro situato in Albania. Limitando, per il momento, lo sguardo all'Italia la situazione è purtroppo molto precaria per una somma di ragioni di ordine strutturale, materiale, psicologico. Il giudizio è stato sostanzialmente condiviso nel rapporto, pubblicato alla fine del 2024, dal Comitato per la prevenzione della tortura istituito presso il Consiglio d'Europa a seguito dell'accesso ad alcuni centri svolto nella primavera dello stesso anno. Si...

Intervista a Nello Rossi

  Valentina Stella Dubbio 15 aprile 2026 Nello Rossi, direttore della rivista di Magistratura democratica, Questione giustizia, da dove si riparte dopo il referendum? Della vicenda non restano solo il rumore e la furia che hanno contagiato tanti, a partire dalla premier, ma anche preziose indicazioni di fondo. Nel derby tra la “comunicazione” generalista (con la sua tendenza a veicolare, sui grandi media e sui social, messaggi semplificati) e la “partecipazione”, diretta, capillare, puntuale, ha prevalso quest’ultima, realizzata in migliaia di incontri con cittadini curiosi e desiderosi di capire. Nel confronto tra le “cautele” delle grandi organizzazioni a promuovere la raccolta delle firme e la “fiducia” di un gruppo di semplici cittadini nei meccanismi della democrazia diretta, è stato il loro coraggio a imprimere la svolta decisiva per l’esito del referendum. Nell’alternativa tra il riservare attenzione al tema della giustizia come “servizio”, di contro al tema della giustizia ...