Md sceglie la linea soft

 Valentina Stella dubbio 14 marzo 2026


Magistratura democratica si è riunita a Roma per il XXV Congresso “Proteggere la Costituzione per proteggere il futuro”. Dopo una campagna referendaria affrontata dall’Anm come opposizione politica al Governo,  il gruppo associativo sceglie di tenere i toni bassi per: rispettare l’invito del Presidente Mattarella, non scatenare polemiche, non esasperare la divisione nel Paese, lacerato dalla battaglia sul voto, lasciare ai partiti lo scontro nel rush finale, pensare al 24 marzo quando bisognerà ricomporre quella divisione. Una scelta tattica ma anche istituzionale.  Ad aprire i lavori il Segretario Stefano Musolino.  “La riforma costituzionale sottoposta al referendum popolare è l’interpretazione nazionale, più soft e opportunistica, di quello spirito del tempo interpretato in modi più rozzi e visibili dal Presidente statunitense. Nella diversità dei modi, è agevole intravedere una comune prospettiva: l’indebolimento degli organi di rilevanza costituzionale, chiamati a garantirne i principi”. Per Musolino l'obiettivo della riforma “è una magistratura servente al potere esecutivo”. Non risparmia critiche alla sua categoria quando analizza la reazione allo “scandalo Ferri-Palamara”: “Se la magistratura avesse fatto con maggiore serietà i conti con la ‘modestia etica’ che abbiamo conosciuto, forse oggi giocheremmo una partita più agevole sul campo referendario. Le risposte date dal sistema di giustizia disciplinare sono state complessivamente modeste, così come l’incidenza di tali vicende sui successivi sviluppi professionali di molti protagonisti di quelle chat, alcuni dei quali addirittura investiti di importanti responsabilità istituzionali”. Poi standing ovation per Enrico Grosso, presidente del “Comitato Giusto dire No” che ha criticato duramente “chi vuole togliere di mezzo la magistratura” (Bartolozzi, ndr), “chi vuole ricondurre la magistratura” (Mantovano, ndr), “chi vuole che la magistratura collabori” col potere politico (Meloni, ndr). Ha preso poi la parola la presidente di Md, Silvia Albano: “non c’è dubbio che si tratti di una battaglia politica sulla natura della Costituzione che non appartiene alla maggioranza di turno”. E rivolta agli avvocati: “non si tratta di una riforma garantista” perchè “non si può prescindere dal contesto” dove, guardando ai decreti sicurezza, “si vogliono reprimere i diritti con la forza”.  Sulla palco una sedia vuota, quella di Francesco Savino, numero due della Cei: “La mia annunciata partecipazione ha dato luogo a letture e interpretazioni polarizzate, rischiando di spostare l’attenzione dai contenuti a dinamiche di contrapposizione” ha scritto in un messaggio inviato all’assemblea. Per questo, “con l’amarezza di chi vede la sostanza soffocata dal frastuono e  con il dovere di custodire le istituzioni, ho deciso di rinunciare alla mia presenza”.  Sulla sua rinuncia si è espresso dal congresso Francesco Boccia, presidente dei senatori dem: “Penso che sia stato veramente grave e un errore soffiare sul fuoco fino a non consentire a una grande personalità di essere qui con noi. Rispettiamo la sua scelta, evidentemente saggia, visto il contesto in cui siamo e il clima che il presidente del consiglio ha creato anche con le dichiarazioni di ieri”. Si sussurra pure che rispetto alla rinuncia abbia agito la mano del sottosegretario Alfredo Mantovano. “Porto il mio saluto personale e quello del plotone di...della Procura di Roma" ha esordito invece il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi. Parole che richiamano quanto detto nei giorni scorsi dalla  Bartolozzi e accolte con un applauso della platea. E poi rivolto a Nordio: “Ho avuto l'onore di far parte del Csm tra il 2002 e il 2006. Di quel Consiglio facevano parte il vicepresidente Rognoni e l’ex ministro Berlinguer. Ne faceva parte anche il professore Spangher, attuale portavoce del Sì al referendum. Mi riesce impossibile associare o anche solo accostare i nomi che ho fatto ad un sistema paramafioso”. In un momento, appunto,  in cui il Csm viene giornalmente svilito dai sostenitori del Sì, il vice presidente Fabio Pinelli, ha difeso, tra gli applausi della platea, il lavoro del Consiglio, in particolare la "funzione disciplinare" che "viene esercitata con il massimo rigore e la massima competenza".  “Il Csm - ha proseguito -  ha lavorato alacremente, adoperandosi per recuperare non solo efficienza, ma anche credibilità ed autorevolezza, minate da vicende ormai consegnate alla storia”. Poi un passaggio sulle “gravissime emergenze del sistema carcerario”: “Lo Stato ha il dovere di rispondere con efficacia e rigore ad ogni forma di criminalità, ma, allo stesso tempo, ha il dovere di occuparsi con serietà ed impegno della rieducazione, della risocializzazione e della sofferenza dei detenuti, uomini che non perdono il diritto alla dignità per il solo fatto di aver perso la libertà”. Tra i relatori anche il presidente del Cnf, Francesco Greco che ha ribadito che “autonomia e indipendenza della magistratura non possono essere messe in discussione. Se le norme attuative della norma dovessero minimamente scalfirle sarei il primo ad andare in piazze per sfilare contro quelle previsioni”. Il Ministro Nordio è intervenuto con un video messaggio: “non sia la magistratura a pensare che un ex magistrato, che si sente ancora magistrato, voglia sottoporre al potere esecutivo sia i pm sia tantomeno i giudici e, cosa ancora peggiore, che li voglia umiliare”. Poi la replica a Lo Voi: “rispondo ancora, e spero per l'ultima volta, che l'aggettivo paramafioso è stato da me citato come riferito da un ex appartenente allo stesso Csm” e ha concluso: “vinca il migliore”. Questa chiosa non è stata apprezzata da Giovanni Zaccaro, leader di Area Dg: “non mi è piaciuta la frase del Ministro, non è una gara, stiamo parlando della Costituzione” e ha concluso: “Apprendo da un video preregistrato che Ministro Nordio è stato al centro di minacce gravissime, che hanno messo a rischio la sua vita, quando era un Magistrato. Gli esprimo la mia solidarietà personale.  Ora so come dev'essersi sentito quando Giusi Bartolozzi ha affermato che la magistratura va tolta di mezzo”. Applausi dalla platea.

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