La magistrata-star per il Sì che fa mugugnare i colleghi (del Sì)
Valentina Stella Spifferi sul Dubbio 17 marzo 2026
Avviso ai lettori: la questione non è di genere ma di merito. In pratica la bellezza non c’entra – quella ci sta, è indubbio – mancherebbe la preparazione. E a dirlo non sono donne invidiose.
“Quella magistrata del Sì che manda in tilt il No. La Imparato ora decolla”, titolava il Giornale giovedì scorso. Rispondeva Repubblica qualche giorno dopo: “La pm testimonial per il sì e quella consulenza in Senato da 2mila euro al mese bloccata dal Csm”. Di chi sto parlando? Ma di Annalisa Imparato, pubblico ministero a Santa Maria Capua Vetere, dove però la si vedrebbe poco, soprattutto in questi mesi di campagna elettorale, fa notare qualche suo collega.
Per alcuni è “Sorella Imparato”, essendo molto vicina alla destra, in particolare ai Fratelli d’Italia. L’abbiamo vista più volte sul palco di Atreju ma ancor più abbiamo letto i suoi editoriali sul Tempo e Affari Italiani. Nelle ultime settimane è una delle figure più in vista per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere. Il main sponsor? Il Comitato “Sì riforma” presieduto da Nicolò Zanon e nato nelle stanze di via della Scrofa 39.
Nella dialettica giornalistica ci sta che una testata di destra la rilanci e quella di sinistra ne metta in risalto le crepe, per invertire la narrazione immacolata. Tutto normale. Quello che invece stupisce e che voglio raccontarvi oggi è che proprio tra i magistrati del Sì ci sarebbe una fronda di toghe insofferente per il suo eccessivo presenzialismo. A lamentarsi nelle chat e nelle conversazioni con i colleghi pure del No, non sarebbero, come facilmente si potrebbe ipotizzare, magistrate invidiose della popolarità dell’altrui fanciulla bensì magistrati insofferenti per la sua zoppicante dialettica. “Deve per forza avere uno sponsor importante” nel partito di Meloni “altrimenti non si spiega che la mandino ovunque pure se non sa parlare”, scrive una toga del Sì. “Seppur non apprezzata da molti, è dappertutto”, aggiunge un altro. E ancora: “Noi qui lo vogliamo vincere il referendum ma questa ce lo fa perdere”; “ma perché non mandano in tv Natalia Ceccarelli che è lineare nei ragionamenti?”; “a presiedere il comitato c’è uno autorevole come Zanon e mandano la Imparato? Mah…”.
Insomma, i magistrati per il Sì sono preoccupati che la dottoressa Imparato non sia abbastanza autorevole per difendere le ragioni del Sì. A maggior ragione che - ricorda qualcuno - “nel 2022 fece domanda al Csm per fare il giudice”: “Ma come, non è la paladina della separazione delle carriere? E fa domanda per passare dall’altra parte? Proprio a quel Csm post scandalo Palamara che ingiuria quotidianamente?”.
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