Spifferi: dopo Nordio chi?

 Valentina Stella Spifferi dubbio 24 marzo 2026

Oggi, devo confessarlo, ero spompata per approcciare ad un vero Spiffero. Questa campagna referendaria ha prosciugato anche le mie energie e confesso di essere sollevata di non dover rincorrere le bozze delle norme attuative della riforma costituzionale. Ammetto anche di non aver potuto indagare con solerzia per regalarvi qualcosa di succulento, anche perché chi di solito mi parla era impegnato a raccattare voti. Però nei prossimi giorni aspettatevi sull’edizione cartacea qualche retroscena sul nuovo presidente dell’Anm: la scelta non appare così scontata.

Quello su cui invece si chiacchiera in queste ore è chi sarà il successore del Ministro Carlo Nordio. Lui per ora non molla la poltrona di Via Arenula e promette di portare a casa almeno il Piano Carceri. Ma su una cosa è sicuro: alla fine della legislatura torna alla sua vecchia vita. “No, credo che potrò ritornare ai miei diletti studi e ai miei hobby. Non tanto per il fatto che le sconfitte politiche si pagano, è inutile far finta di nulla, ma anche per ragioni non solo di età ma anche di completamento di un certo percorso di riforme che cercheremo di terminare entro quest'anno” ha detto a Sky Tg24 rispondendo all'ipotesi di un prosieguo del suo mandato in un eventuale futuro governo Meloni. “Il prossimo anno compio un anno matematico a seguito del quale penso di aver diritto a un po' di riposo. Sono stato chiamato a questo altissimo incarico, per il quale ringrazio e ringrazierò sempre la premier, per fare una serie di riforme, la più importante delle quali purtroppo non è andata bene probabilmente anche per colpa mia”, ha poi concluso. 

Ma chi verrà dopo di lui? Anzi, qualcuno vorrebbe che già adesso fosse sostituito. E due sono i nomi: quello di Gian Domenico Caiazza e quello di Nicolò Zanon. Per quanto concerne il primo sarebbe quasi impossibile che possa diventare un candidato della destra, soprattutto quella che esprime l’elettorato più forcaiolo. Semmai circolava la voce di una sua entrata in Azione, con Carlo Calenda, dopo l’esperienza fallita con Italia Viva per le scorse elezioni europee.

Le quotazioni dell’altro sarebbero invece in salita. Se è vero che come presidente del Comitato Sì riforma di Fratelli d’Italia ha perso la battaglia referendaria, dall’altro lato è sempre vero che ha tutte le caratteristiche culturali e istituzionali per ricoprire il ruolo di Guardasigilli.

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