Ultimi appelli al voto

Angela Stella Unità 21 marzo 2026

Ieri, a poche ore dal silenzio elettorale, sono arrivati gli ultimi appelli al voto per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. Urne aperte domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. A piombare sulla campagna in corso è il caso Delmastro, ossi l’inchiesta sugli affari del clan romano dei Senesi, che sono stati associati al caso di una ex società del sottosegretario alla giustizia. Il Fatto Quotidiano ieri ha aggiunto un altro tassello alla vicenda: uno scatto del 3 giugno 2025 che immortala il sottosegretario alla Giustizia insieme alla capa di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, nel locale gestito dal prestanome dei Senese, ora in carcere. Mentre il Domani pubblica una foto sempre di lui a gennaio 2026. Il Pd chiede chiarimenti attraverso una interrogazione parlamentare a attacca con la responsabile dem Debora Serracchiani: “Apprendiamo da una fotografia pubblicata dal quotidiano Il Domani, che il sottosegretario Delmastro delle Vedove sarebbe tornato nel locale di Mauro Caroccia, per giunta con un gruppo di appartenenti alla polizia penitenziaria, alla fine di gennaio 2026. E cioè dopo la condanna in appello del Caroccia e dopo aver dichiarato di aver preso le distanze dal locale e dalla famiglia Caroccia! Trovi il tempo fra una apparizione tv e una social, di spiegare agli italiani cosa realmente è successo e perché il sottosegretario ha agito in questo modo e se lei ne era informata. E soprattutto lo faccia prima di domenica perché gli italiani iniziano legittimamente a pensare che dietro questa riforma scritta anche dal sottosegretario, ci sia la volontà di ridurre i controlli sul governo da parte della magistratura”. Intervenuto anche il leader del Movimento Cinque Stella, Giuseppe Conte: “Dobbiamo reagire tutti insieme a questo degrado istituzionale e non con un forse. Dobbiamo votare un No secco, sonoro, a questo Referendum per far capire a questa classe politica al governo che noi non ci stiamo, che vogliamo una giustizia uguale per tutti anche per i politici che non si stanno dimostrando all'altezza dei loro compiti istituzionali”.  La questione crea pure imbarazzo in Fratelli d’Italia. Per ora la premier fa quadrato intorno a lui – “Poteva essere più accorto, ma da questo a segnalare che abbia contiguità con la mafia ce ne passa. Resta al suo posto? Sì” - ma già qualcuno, come Massimo Milani, sarebbe pronto a reclamarne le dimissioni dopo il voto del 22 e 23 marzo. Mentre per Edmondo Cirielli “questa polemica strumentale in vista del referendum mi sembra un cattivo messaggio che si dà ai cittadini, perché il referendum che riguarda la Costituzione è una cosa seria, non va banalizzata con vicende personali”. Ad intervenire anche Unicost, la corrente centrista dell’Anm che parla di “vicenda gravissima”. Mentre l’Anm sceglie il silenzio: non conviene a nessuno a poche ore dal voto alzare un imprevedibile scontro tra magistratura e politica. In quelli ultime ore si tende ad essere più pompieri che incendiari a maggior ragione che i sondaggi interni circolati tra partiti e comitati danno i due schieramenti in parità. Tuttavia Nordio continua a dirsi certo della vittoria: “Quando sarà passato il sì, perché sono certo della vittoria, i risultati si vedranno il giorno successivo perché convocheremo, come avevamo detto, un tavolo di confronto, di discussione, a cominciare dalla interlocuzione della magistratura, e poi l'avvocatura e il mondo accademico per le norme di attuazione, che sono quasi altrettanto importanti quanto la riforma”. Mentre le Camere Penali, con il loro presidente Francesco Petrelli, tornano ad attaccare l’Anm arrivata a “costituirsi di fatto come un partito politico. Non solo è scesa in campo, ma lo ha fatto adottando pienamente linguaggi e strumenti tipici della propaganda politica, dall'estremizzazione alla semplificazione dei contenuti, fino alla loro distorsione”. Ieri a Roma c’è stato anche l’evento finale dei Comitati per il Sì che si è concluso con un audio di Enzo Tortora del 1987: “Dovete votare sì Dovete assolutamente, se volete evitare di vivere l'avventura che ho vissuto io”. Ieri sera pure al Partito radicale fino a mezzanotte si è tenuta la “Notte dei Sì”. Al contrario il dem Andrea Orlando, ex ministro della giustizia, ha lanciato sui social un appello ad andare a votare No: “vai a votare e vota no. Difendi la Costituzione. Non è in gioco una cosa secondaria, è in gioco l'edificio comune sulla quale si è retta la convivenza civile, la coesistenza di opinioni diverse, di culture diverse per 80 anni”. Mentre l’ex presidente della Camera Luciano Violante l’ha buttata sulle spese: “Il costo complessivo di questa riforma ammonta, per l'avvio, a oltre 100 milioni di euro. L'attuale Csm, oggi, costa più di 50 milioni all'anno. Avviare il funzionamento di altri due organismi, Alta Corte e Csm dei pm costerà circa il doppio”, “risorse sprecate per un progetto profondamente dannoso per i diritti dei cittadini”

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