Gli inconsolabili del dopo riforma

 

Valentina Stella Spifferi Dubbio 10 marzo 2026

Cosa faranno dal 24 marzo avvocati, magistrati, professori? Mentre i politici – si spera – torneranno a legiferare, i reduci del referendum sulla separazione delle carriere vagheranno come anime in pena. Sicuramente i perdenti avranno bisogno dell'analista (noi giornalisti pure). I vincitori invece vivranno il loro momento di gloria e bullizzeranno gli avversari. Nessun fair play, a differenza di quello che auspicano adesso perché tutti hanno paura di uscire sconfitti dal voto. 

Comunque, a prescindere dal risultato finale, è chiaro ormai da due anni, con una accelerata negli ultimi mesi, che costoro invece di scrivere sentenze, difendere assassini, insegnare agli studenti, hanno trascorso le loro giornate su Facebook a discettare di iter di revisione costituzionale, di funzionamento dell’ordinamento giudiziario, di derive autoritarie, di comunicazione politica. C’è chi lo ha fatto con preparazione, chi invece a gennaio ancora non sapeva la differenza tra referendum costituzionale e abrogativo: dettagli deprimenti da social.


Molte le categorie comunque emerse. Le vittime: coloro che non riescono a non esprimere il loro pensiero ma che se poi li critichi iniziano a frignare. Gli ottusangoli: quelli che ti chiedi perché abbiano il diritto di voto visto che non capiscono manco la domanda che gli stai ponendo. Gli stalker: ti taggano ovunque, anche se tu non gli rispondi, solo per il gusto di farti sapere che ti stanno contraddicendo (il loro in realtà è un bisogno di attenzione). I compulsivi: quelli che vanno su ogni pagina a dire la loro opinione seppur non richiesta, dei troll in pratica. I tuttologi: ti anticipano le decisioni di Tar e Cassazione anche se fino al giorno prima al massimo riuscivano a farti cancellare una multa.

catastrofisti paternalisti: che ti dicono “non siamo nati ieri, è chiaro che domani arriva l’apocalisse ma tu sei piccina e non puoi capirlo”.  Gli esegeti dei defunti: quelli che pure se sei morto prima che nascessero sanno interpretare il tuo pensiero. I ballerini: quelli che pur di stare dalla parte giusta della (loro) storia fanno una bella piroetta e passano dal No al Sì o viceversa con la stessa nonchalance con cui io passo nella mia playlist dagli U2 a Elisa. Gli esibizionisti: sappiate tutti che oggi parlo lì, domani qui, dopodomani mi intervistano qui, sabato sono in treno. Gli scrutatori: quelli con profili inattivi o falsi ma che spiano vita, morte e miracoli di tutti noi e vengono a commentarti poi in privato per non esporsi.


Poi certo, direte: “E tu che ogni giorno posti i tuoi articoli pensando che interessino?”. E avete pure voi ragione. Anche in me c’è un pezzetto di quelle categorie. Ma a me la vita dal 24 marzo non cambia, a voi sì. In particolare a chi spera che vinca il Sì non solo per una questione di “giusto principio” ma perché vorrebbe essere coinvolto in qualità di esperto in qualche eventuale commissione chiamata a scrivere le norme attuative della riforma costituzionale. Le commissioni hanno fatto la fortuna di migliaia di esperti. Che quanto gli piace dire “membro della commissione” pure se alla fine non partorisce nulla. Da qui la richiesta di essere intervistati, di partecipare a convegni, di dire la propria in tempo reale nelle chat che contano. Povere anime in pena, preparatevi a lavorare di nuovo come si deve.

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