Intervista a Simone Silvestri

 Valentina Stella Dubbio 24 giugno 2026

Simone Silvestri, segretario di Magistratura Democratica, coordinatore della sezione Gip/Gup al tribunale di Lucca, è arrivata l’estate rovente. Proprio nel carcere della sua città il sovraffollamento è al 278 per cento. Questa fotografia cosa ci restituisce in termine di legalità nelle carceri italiane?

Un Paese che non riesce a garantire che l’esecuzione della pena detentiva avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana non può definirsi un Paese civile.  Un sovraffollamento medio superiore al 140%, superiore al 200% in otto istituti non solo non consente di realizzare i percorsi rieducativi, ma diventa trattamento contrario al senso di umanità, ossia viola entrambi i precetti dell’art. 27 della Costituzione.

A Sollicciano hanno sequestrato sette sezioni. Prima volta in Italia. Stiamo davvero toccando il fondo?

Md ha visitato due volte la Casa Circondariale di Sollicciano, nel 2022 e nel 2025. La prima volta volevamo avere una visione diretta degli istituti più degradati e affollati e siamo stati anche a Le Vallette a Torino e a Poggioreale a Napoli, la seconda abbiamo avuto la conferma che in tre anni non era stato fatto nessun progresso, anzi abbiamo visto che si poteva anche arrivare più in basso di dove ci saremmo immaginati: stanze sovraffollate in preda all’umidità, muri in gran parte ammuffiti, corridoi e stanze con acqua stagnante a terra, personale di polizia, sanitario e operatori insufficiente e sovraccarico. Allora abbiamo capito che era fondamentale che la comunità esterna, a partire da quella della città, prendesse consapevolezza che una tale situazione di illegalità riguardava tutti, che il carcere voluto dalla Costituzione non doveva essere un luogo separato dai diritti, e abbiamo chiesto a Comune di Firenze e Regione Toscana che si attivassero per la chiusura di Sollicciano. Oggi, nella sostanziale inerzia di progetti bloccati e molteplici iniziative annunciate, è inevitabile che la presenza di condizioni contrarie al senso di umanità dia adito a provvedimenti di sequestro come quello adottato dal GIP di Firenze o a incidenti di costituzionalità come quello sollevato dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze in merito alla possibilità di rinviare l’esecuzione della pena.

Il Governo ha detto no alla proposta di legge Giachetti, all’amnistia e all’indulto. Secondo lei perché?

Il Ministro Nordio ha sempre ribadito che l’adozione di tali misure avrebbe rappresentato un cedimento dello Stato di fronte al crimine e questa visione è coerente con la risposta repressiva e securitaria che il Governo ha sempre dato. Dall’inizio della legislatura sono stati introdotti 50 nuovi reati e più di 57 aggravanti con l’aumento dei casi in cui è ora possibile ricorrere all’arresto in flagranza e all’aumento dei casi in cui è consentito l’arresto in flagranza differita. È evidente che la stessa ipotesi di voler affrontare i temi collegati alla sicurezza in un confronto politico e attraverso interventi di settore diversi dall’intervento di polizia viene vissuta come debolezza. A ciò si aggiunga che la repressione è la via più economica e sposta la responsabilità sulla magistratura.

Servirebbe una seria riforma volta alle depenalizzazioni?

Certamente. Md da anni chiede un intervento di depenalizzazione in materie che riguardano proibizioni di condotte che non destano allarme sociale ed una di queste è sicuramente l’uso di droghe leggere. Oltre ad avere, anche in questo caso, un forte impatto sul sovraffollamento si eviterebbe l’esposizione di molti giovani al contatto con ambienti criminali o criminogeni.

 Secondo lei cosa in generale sarebbe necessario, invece, per il carcere?

Interventi contingenti che non possono che essere l’adozione di provvedimenti di clemenza quali indulto e amnistia e l’approvazione della proposta di legge sulla liberazione anticipata speciale. Solo dopo sarà possibile progettare un nuovo sistema di esecuzione della pena non basato sulla detenzione come pena principale, ma su pene di comunità, riservando al carcere il trattamento per i condannati che rivestano, per il tipo di reato o la personalità, il carattere di soggetti socialmente pericolosi.

Esecutivo e Parlamento stanno lavorando anche a misure per deflazionare la popolazione prevedendo la detenzione in comunità per i tossicodipendenti e per quelli che possono avere i domiciliari ma non hanno un indirizzo da fornire.

In merito al ddl sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti si stima una incidenza del 30% sulla popolazione carceraria, ma occorre tenere presente, rispetto ad entrambe le iniziative legislative, che la loro efficacia è strettamente collegata ad investimenti sulle strutture e sul personale specializzato e all’ampliamento delle piante organiche della magistratura di sorveglianza. Alle riforme occorrono le gambe.

Nordio chiamato a rispondere sul problema del sovraffollamento qualche giorno fa in Senato ha detto tra l’altro: “teniamo conto che non si entra in prigione per un'azione del Governo, ma perché si è commesso un reato e perché la magistratura, nella sua autonomia e indipendenza, ha ritenuto necessaria la custodia cautelare in carcere”. Che ne pensa?

Di nuovo, occorre pensare al carcere come soluzione estrema. Questo avviene già in fase cautelare, deve poter avvenire anche in sede di esecuzione della pena e per questo occorrono investimenti in strutture e personale specializzato.

Alcune associazioni sostenute da vari partiti, tra cui Forza Italia e Pd, appoggiano la proposta di legge Sciascia Tortora che prevede 15 giorni, compresa la notte, di tirocinio in carcere per i magistrati.

La consapevolezza della condizione carceraria è un obiettivo prioritario non solo per la comunità esterna, ma per la stessa magistratura. Tuttavia nutro delle perplessità sull’esperienza di una privazione della libertà. Comunque in questo senso all’interno dell’ANM si stanno moltiplicando iniziative come quelle che abbiamo svolto. Ma di questo è necessario che si faccia carico anche la Scuola della Magistratura.

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