Pdl Sciascia Tortora: si acceleri
Valentina Stella Dubbio 18 giugno 2026
Calendarizzare quanto prima in Commissione giustizia della Camera la proposta di legge che prevede, dopo il concorso, l’obbligo formativo per i futuri magistrati di passare 15 giorni, compresa la notte, fra i comuni detenuti. È l’appello lanciato ieri durante una conferenza stampa dai quattro promotori della pdl: l’avvocato Guido Camera per ItaliaStatodiDiritto, Simona Viola, presidente dell’Associazione “Amici di Leonardo Sciascia”, Giulia Boccassi, vice presidente della giunta dell’Unione Camere penali, Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione Enzo Tortora. Nel 46esimo anniversario dell’arresto del conduttore di Portobello, proprio la sua compagna ha ricordato come «il nome di Tortora, vittima di un crimine giudiziario, e quello di Sciascia rappresentano insieme questa pdl che va assolutamente portata avanti. La formazione dei magistrati deve essere anche umana e culturale, non solo tecnica». Infatti la pdl prevede altresì di inserire nel curriculum formativo dei magistrati la lettura della letteratura anche non scientifica sui principi dello Stato di diritto, da Manzoni a Sciascia, per esempio. Mentre Simona Viola nel dirsi «solidale con i magistrati fiorentini che hanno sequestrato sette sezioni nel carcere di Sollicciano» ha auspicato l’approvazione almeno in prima lettura della norma «nel decennale della morte di Marco Pannella: sarebbe un bel segnale». Camera, invece, ha ribadito: «Si tratta di una norma di grande ragionevolezza, se non senti l’odore del carcere ti manca un tassello importante per decidere sulla vita delle persone». Sulla contrarietà da parte della magistratura al pernottamento in carcere ha replicato: «I magistrati dovrebbero invece essere curiosi, dovrebbero voler sapere». E poi in ultimo un appello al Guardasigilli: «Capisco la disillusione post sconfitta referendaria e anche la necessità di ricucire i rapporti con l’Anm ma questa è una battaglia che sta nella storia di Nordio. Fu proprio lui anni fa, in occasione di un evento promosso dagli Amici di Sciascia, ad affermare che, se mai fosse divenuto ministro, la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata rendere “obbligatorio leggere Sciascia” per i magistrati. E allora mi auguro che voglia intestarsi questa pdl nello spirito liberale e garantista che lo contraddistingue». Boccassi ha poi condiviso nuovamente il «pieno sostegno dell’Ucpi alla norma all’interno della più ampia battaglia sulle carceri, rispetto al quale ogni magistrato dovrebbe avere cognizione di ciò che è, soprattutto in questo momento in cui in Italia ci sono più Sollicciano». La norma è sostenuta trasversalmente da vari partiti, tranne Lega e M5S. Primo firmatario Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa: «Non si può pensare che la sconfitta referendaria abbia messo un punto alla necessità e urgenza di portare avanti altre riforme della giustizia a Costituzione invariata. Occorre dunque un sostegno sempre più ampio intorno alla norma senza dimenticare che il dovere di visitare gli istituti di pena dovrebbe valere anche per i politici» spesso pronti a aggravare pene e inserire nuovi reati nel codice. A tal proposito è intervenuto il capogruppo dei deputati di Forza Italia Enrico Costa per il quale «ogni volta che si mette mano al codice penale e al codice di procedura occorrerebbe una maggioranza qualificata». Anche lui ovviamente ha sottoscritto la pdl: «Quando sono stato nominato vice ministro alla giustizia chiesi alla struttura del Ministero di stare in carcere per due o tre giorni per capire ma non fu possibile. A maggior ragione credo fondamentale che i magistrati sappiano, al di là della specializzazione tecnica». Poi sulla fattibilità dell’approvazione si è detto dubbioso rispetto ad ottenerla in questo scorcio di legislatura ma ha auspicato almeno l’inizio di una serie di audizioni, a partire dal ‘sindacato’ delle toghe: «Che ne pensa, infatti, l’Anm?». Pessimista è apparso anche il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti: «Dalle dichiarazioni all’azione è sempre complicato pensando a questa maggioranza. Non siamo riusciti ad approvare neanche la giornata dedicata alle vittime di errori giudiziari». Tra le firmatarie della pdl anche la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani: «Da parte nostra c’è intenzione di discutere del provvedimento in Commissione anche perché significherebbe riportare al centro del dibattito il tema del carcere». E poi apre la strada ad un’approvazione nella ‘forma legislativa’ ossia solo in Commissione, senza passare dall’Aula mentre l’alternativa sarebbe quella della ‘forma deliberativa’ ossia di approvare tutti gli emendamenti in Commissione con approvazione finale in Aula. Tra i sottoscrittori anche Fabrizio Benzoni di Azione: «Io porto le scuole in visita nelle carceri e dopo mi accorgo che diversi pregiudizi cadono. Lo stesso varrebbe per la magistratura chiamata ad irrogare le pene». In collegamento è intervenuta infine pure la deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi: «Condivido l’impianto della norma: chi ha l’onore e l’onere di indossare la toga e di privare i cittadini della libertà personale deve conoscere a fondo il pianeta carcere». Tuttavia, ha precisato, «non condivido l’obbligo di pernottamento, dovrebbe essere facoltativo. Per questo non l’ho sottoscritta ma sono favorevole ad una accelerazione e alle audizioni. Per questo parlerò quanto prima con il collega Gallo (deputato del gruppo Misto che ha chiesto la calendarizzazione, ndr».
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