Sollicciano: sequestrate sette sezioni
Angela Stella Unità 17 giugno 2026
Un terremoto per il carcere di Sollicciano. Dopo anni di denunce per la situazione a dir poco fatiscente della struttura fiorentina, ieri è arrivata una notizia eclatante: il sequestro di sette sezioni (1, la 2 e la 7 del reparto giudiziario maschile, la 9, la 10 e la 12 del reparto penale maschile, nonché la sezione ‘Accoglienza’) disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Firenze per mancanza delle condizioni igieniche, di abitabilità e di sicurezza obbligatorie per i luoghi di lavoro. La decisione, adottata per la prima volta in Italia, è stata comunicata dalla procuratrice Rosa Volpe: gli inquirenti, si legge in una nota, contestano la violazione delle norme in materia di “pulizia dei locali di lavoro”, “abitabilità dei dormitori” e impiantistica elettrica previste dal Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. A far scattare l’indagine numerosi ricorsi ai magistrati di sorveglianza da vari detenuti in ordine alle condizioni igienico sanitarie delle celle di detenzione e di alcuni spazi comuni all’interno dei vari reparti. Com’è noto proprio il 22 settembre la Corte Costituzionale si pronuncerà su giudizio promosso dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze a seguito di un ricorso di un recluso che pur non avendo i requisiti ha chiesto di scontare la pena fuori dal penitenziario a causa delle condizioni degradanti della prigione, infestata da cimici del letto, scarafaggi, celle ammuffite, priva spesso di acqua calda. Il giudice ha anche disposto il trasferimento di tutti i detenuti che si trovavano in quelle sezioni ad altra casa circondariale. Non si conosce il numero esatto ma sarebbero intorno ai 200. E non si sa al momento neanche il luogo di destinazione degli stessi. Non dovrebbe essere un altro carcere toscano considerato che gli altri istituti sfiorano un sovraffollamento del 130 per cento. Nella mattinata di ieri il Ministero della Giustizia aveva diramato un comunicato quasi volto ad anticipare quello della Procura in cui è parso mettere le mani avanti. Infatti vi abbiamo letto che in riferimento al sequestro preventivo “il Dap ha risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di 9 milioni di euro. […] Proprio in virtù di questi lavori programmati, si è previsto un trasferimento di detenuti con destinazione in altri Istituti penitenziari, dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione, che consentono, ad oggi, di ospitare nuovi ingressi”. Ma alla richiesta di specifiche (quanti detenuti, luogo del trasferimento, tempi del trasferimento) nessuna risposta al momento di andare in stampa. Diverse le reazioni alla notizia. Per Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, “Si tratta di una notizia che accogliamo positivamente. Detto questo è arrivato il momento di provvedimenti legislativi urgenti per consentire almeno alle 10mila persone che sono verso fine pena di poter accedere a misure alternative alla detenzione. Altro che le misure sui tossicodipendenti, annunciate già 4-5 volte dal ministro della Giustizia Carlo Nordio”. “È una conseguenza inevitabile considerato lo stato di enorme degrado in cui versa il carcere di Sollicciano” ha commentato pure il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani che lo ha descritto come “un atto inedito perché in tanti anni di avvocatura non avevo mai visto un fatto simile e va reso merito ai magistrati, dalla Procura alla sorveglianza, perché hanno messo il dito nella piaga a tutti evidente e sollecitando una soluzione a questo problema”. “È - conclude - un esempio e una sollecitazione nei confronti di altre carceri perché, non scordiamolo, Sollicciano non è l'unico penitenziario in Italia ad avere grandi problemi”. Secondo Federico Gianassi, deputato dem e segretario del Pd Firenze, quanto accaduto “certifica il fallimento del Ministero della Giustizia”. Anche le toghe di Magistratura democratica osservano che “in una generale condizione di sovraffollamento che supera nella media il 140% e in una diffusa fatiscenza delle strutture, nell'immobilismo del governo che da tre anni preannuncia piani e investimenti e si rifiuta di adottare misure di clemenza che si rendono necessarie per il solo senso di umanità saranno ancora una volta, gli accertamenti e i documenti di un procedimento penale a diffondere informazione e domanda di civiltà”. Infine anche il segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, Francesco Oliviero, ha commentato il sequestro “come intervento ormai inevitabile”, ricordando che “da tempo vengono denunciate condizioni che non rispettano minimamente gli standard minimi né come luogo di detenzione né, ancor più, come luogo di lavoro per il personale di polizia penitenziaria”.
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