In procura manca la stampante: ci pensa l'avvocato
Valentina Stella
Quando l’amministrazione centrale non arriva, ci pensano gli avvocati a migliorare il servizio giustizia. Questa che stiamo per raccontarvi parrebbe una piccola storia di provincia ma in realtà è rappresentativa di come negli uffici giudiziari manchino realmente risorse umane e tecnologiche per far funzionare la macchina. Siamo a Nola, negli uffici della Procura, impegnata in prima linea contro la criminalità organizzata. Un avvocato, un giorno, previo appuntamento, si reca negli uffici di un sostituto procuratore. Devono discutere di un procedimento in cui il legale assiste una parte offesa. Il difensore nota che la stampante in uso alla segreteria del magistrato si regge con il nastro adesivo. «Mi ha fatto specie vedere quella scena. Da un lato il Procuratore sta facendo molto per lo sblocco delle udienze, dall’altro gli uffici non possono contare sugli strumenti adatti». Allora, prosegue il legale, «ho deciso di donare una stampante alla segreteria del pubblico ministero». Che la Procura però non ha accettato. L’avvocato desidera restare anonimo: «Conta il gesto, non la persona che lo ha fatto» dice. E prosegue: «Si è trattata di un'iniziativa simbolica che credo rispecchi lo spirito di molti colleghi. I magistrati qui sono in prima linea per il contrasto al malaffare e per il ripristino della legalità. È assurdo che non abbiano neanche una stampante per lavorare bene, per rispondere alla domanda di giustizia». Qualcuno però potrebbe pensare che l’avvocato abbia agito per captatio benevolentiae e allora gli chiediamo se abbia votato a favore della riforma Nordio che andava a modificare l’ordinamento giudiziario. Ci ha risposto: «Io certamente ho votato a favore della separazione delle carriere che avrebbe reso più giusto il processo. Ma questo è altro rispetto al tema delle risorse che sono fondamentali per mandare avanti e accelerare il corso dei procedimenti». In effetti i dati ufficiali non sono confortanti. Come reso noto dalla rivista ‘La Magistratura’ dell’Anm «a scorrere le tabelle e il report del servizio studi di Camera e Senato sugli effetti della Manovra sui dicasteri il dato è evidente: ancora una volta le risorse per la giustizia calano in diversi settori essenziali per il funzionamento della stessa e per i servizi ai cittadini. Nel complesso risulta una riduzione, sotto forma di definanziamento, per 127,8 milioni: il decremento maggiore – si legge nel rapporto – è concentrato principalmente in termini assoluti nel programma Giustizia civile e penale per un totale di 93,8 milioni». In particolare «le dotazioni che riguardano il capitolo dedicato all’edilizia degli uffici giudiziari vengono ridotte per un importo di 68,7 milioni di euro: scendono anche quelle del capitolo dedicato alle spese relative alla progettazione, ristrutturazione e messa in sicurezza delle strutture giudiziarie nelle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia che risultano ridotte per un importo che supera i 24 milioni di euro». Ecco proprio, tra le altre, la Campania, teatro del nostro racconto.
Commenti
Posta un commento