Selvaggi a capo del legislativo di via Arenula

 Angela Stella Unità 2 aprile 2026

Nicola Selvaggi è il nuovo capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia. Già Vicecapo nell’ufficio di diretta collaborazione, succede ad Antonio Mura, nominato dal Ministro Carlo Nordio per rivestire il ruolo di Capo di Gabinetto, dopo che Giusi Bartolozzi è stata "dimissionata". “Anche tenendo conto delle ragioni dell’opposizione” ha spiegato una nota di Via Arenula, “per la prima volta la scelta è caduta su una figura che non proviene dalla magistratura”. Nicola Selvaggi ha infatti intrapreso la carriera universitaria: dal 2021 Professore ordinario di Diritto penale presso l’Università mediterranea di Reggio Calabria, ha rivestito il ruolo di Ricercatore nella medesima materia sin dal 2008 e dal 2015 quello di Professore associato. Nella stessa giornata di ieri, sono state redistribuite le deleghe vacanti tra il Viceministro Francesco Paolo Sisto e il Sottosegretario Andrea Ostellari, da quando pure l’ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove ha lasciato la poltrona. Al momento, fonti del ministero a conoscenza del dossier, ci dicono che non dovrebbe arrivare quindi un sostituto: sia Sisto che Ostellari sarebbero in grado di gestire per un altro anno i nuovi compiti. Questa la volontà del dicastero. Bisognerà vedere però se questa scelta andrà bene a Fratelli d’Italia: fino a qualche giorno fa infatti si facevano i nomi delle deputate Carolina Varchi e Sara Kelany per prendere il posto di sottosegretario. Sarebbe ormai fuori dai giochi la pm Annalisa Imparato. Sempre fonti del Ministero della Giustizia ci dicono che dopo non essere riuscita a dirigere un dipartimento come potrebbe sedere al posto di Delmastro? Proprio quest’ultimo sempre ieri è stato sanzionato per l'omessa comunicazione agli Uffici di Montecitorio delle sue quote nella società 'Le cinque forchette' che gestiva a Roma il ristorante Bisteccheria d'Italia, finito al centro dell’inchiesta della Dda di Roma. Lo ha deciso il Comitato Consultivo sulla condotta dei deputati presieduto da Riccardo Zucconi (Fdi). La sanzione in pratica, come da regolamento, consiste in una 'censura' pubblica, ossia nella comunicazione in Aula da parte del presidente della Camera di quello che gli è stato contestato: la mancata comunicazione delle sue variazioni patrimoniali. La notizia sarà poi pubblicata sul sito di Montecitorio. La questione era stata sollecitata al Comitato dal Pd. Sempre dai dem, in particolare dalla responsabile giustizia Debora Serracchiani, arriva la richiesta di  “un'informativa urgente a Nordio per sapere perché siano ancora al loro posto al Dap”, Ernesto Napolillo (al vertice della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, ndr) e Lina Di Domenico, “allo stesso tavolo di Delmastro e Bartolozzi alle Bisteccherie d'Italia come abbiamo visto da foto pubblicate. Come è possibile che due capi del Dap siano ancora al loro posto?”. Tra l'altro Napolillo, ha aggiunto la parlamentare, “è noto alle cronache per la circolare dell'ottobre 2025 con ha di fatto impedito negli istituti penitenziari le attività trattamentali, come il teatro, il laboratorio di lettura o addirittura la via crucis. In un Paese normale, le dimissioni di Napolillo e Di Domenico sarebbero atto dovuto, ma per il governo Meloni l'impunità viene sempre prima di tutto. Su queste circostanze, abbiamo depositato interrogazioni e chiediamo a Nordio di riferire con urgenza alla Camera”, ha concluso Serracchiani.

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