Dl sicurezza: in Aula senza mandato al relatore?
Valentina Stella Dubbio 3 aprile 2026
È scontro al Senato tra maggioranza e opposizione sul dl sicurezza. E sembra il copione già visto rispetto ad altri provvedimenti con la prima che soffoca il confronto costringendo poi l’altra a presentare migliaia di emendamenti. «C'è un ostruzionismo accanito che vuole impedire in tutti i modi che venga approvato il decreto, una posizione ideologica e pregiudiziale con più di mille emendamenti al solo scopo di far perdere tempo», ha affermato il presidente della commissione Affari Costituzionali, Alberto Balboni di Fratelli d'Italia, al termine dei lavori nella mattinata di ieri. L'esame del provvedimento è proseguito al ritmo di circa tre emendamenti ogni ora, con interventi a raffica dei senatori del centrosinistra. «L'opposizione vuole trasformare l'ostruzionismo in un'arma per imporre la dittatura della minoranza sulla maggioranza, non mi pare un atteggiamento democratico», ha aggiunto Balboni. L'esame del testo riprenderà martedì e il presidente della Commissione ha annunciato: «Andremo avanti a oltranza, l'obiettivo è andare in Aula col mandato al relatore ma se disgraziatamente non ci riuscissimo si andrà in Aula senza il relatore». Il provvedimento dovrebbe essere approvato al Senato a metà aprile e va convertito in legge entro il 25 dello stesso mese, compreso il passaggio alla Camera, pena la decadenza. Non si esclude il ricorso al voto di fiducia. Contro le minoranze anche i senatori della Lega in prima commissione a Palazzo Madama, Daisy Pirovano, Stefania Pucciarelli e Paolo Tosato: «Il comportamento delle opposizioni nel corso dei lavori è la dimostrazione che della sicurezza del Paese alla sinistra non importa nulla. Eppure, parliamo di misure che tutelano le forze dell'ordine e garantiscono la loro dignità; contrastano spacciatori, borseggiatori, baby gang e maranza, forniscono risorse ai Comuni per videosorveglianza e sostegno alle politiche locali e con i nostri emendamenti vogliamo rafforzarle ulteriormente. La sinistra, con un ostruzionismo strumentale, è invece contro gli italiani e non vuole tutelare le donne e gli uomini in divisa». «Rispettiamo la scelta delle opposizioni di ricorrere all'ostruzionismo in I Commissione - ha detto Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati e membro della Commissione - ma come ha ribadito il presidente Balboni l'iter del disegno di legge sulla sicurezza va avanti. Siamo al lavoro per affinare e migliorare alcuni aspetti del provvedimento, ma l'impianto è già solido e ben definito». Opposta la posizione dei senatori del Partito democratico Valeria Valente e Dario Parrini: «Il dl sicurezza è la solita ricetta della destra: inasprimento di pene, nuovi reati, giro di vite sull'immigrazione, niente per politiche sociali ed educative. Dopo quasi quattro anni di esecuzione Meloni, gli italiani si sentono più insicuri perché sono cambiate le condizioni di vita e perché questa maggioranza non ha dato risposte adeguate, in termini di protezione dei salari, di investimenti sulla qualità della vita nella città, di sicurezza di prossimità. Solo annunci roboanti, massiccio ricorso al diritto penale, tagli alle politiche urbane di cui i sindaci si lamentano. Questa è una destra capace solo di mostrare la faccia feroce dello Stato, di limitare le manifestazioni di dissenso e di prendersela con i migranti». Polemiche anche dal M5S: «La maggioranza di governo ha dichiarato inammissibili o ha dato parere contrario a tutti gli emendamenti del M5S che proponevano interventi sulle cause del disagio sociale da cui trae origine la criminalità. Per la destra è più facile alimentare l'insicurezza e le tensioni sociali per poter poi sbandierare provvedimenti sempre più brutali» hanno detto le senatrici Ada Lopreiato ed Elisa Pirro e il senatore Roberto Cataldi. Per il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra, il senatore Peppe De Cristofaro, «il presidente Balboni accusa le opposizioni di ostruzionismo, che rivendico, ma in realtà il loro intento è solo comprimere il dibattito, mortificando il Parlamento, e approvare un testo propagandistico e inefficace». Insomma clima molto teso su un provvedimento bandiera della destra che dopo il fallimento sulla separazione delle carriere non può permettersi altri inciampi. Certo, arrivare in Aula senza il mandato al relatore sarebbe sì consentito dal regolamento ma rappresenterebbe una forzatura, l’ennesima e un danno di ‘immagine’ alla maggioranza, già sotto attacco delle opposizioni per aver blindato in questo modo precedenti provvedimenti. Infatti era già successo di arrivare in Aula senza il mandato al relatore e senza l’esame degli emendamenti per il precedente dl sicurezza e pure per la separazione delle carriere. Allora si parlò di «imperio intollerabile» e di «Parlamento come succursale di Palazzo Chigi». Siamo quasi certi che risentiremo queste espressioni a breve.
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