Caso Almasri: Italia deferita ufficialmente

 Angela Stella Unità 3 aprile 2026

Non c’è pace per il Governo Meloni. Dopo la sconfitta al referendum e le dimissioni di Andrea Delmastro Delle Vedove, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanché ieri è arrivata l’ennesima tegola da oltre confine. E le opposizioni unite vanno all’attacco.  La presidenza della Corte penale internazionale (Cpi) ha infatti deferito l'Italia all'Assemblea degli Stati membri per “inadempienza a una richiesta di cooperazione” sul caso Almasri. Il nostro Paese non ha rispettato i propri obblighi internazionali ai sensi dello Statuto di Roma, impedendo alla Corte di esercitare le proprie funzioni e i propri poteri ai sensi dello Statuto “[non] eseguendo correttamente la richiesta della Corte di arresto e consegna del signor Njeem mentre si trovava sul territorio italiano, e non consultando e cooperando con la Corte per risolvere le presunte questioni derivanti dalla formulazione del mandato d’arresto e dalla presunta richiesta concorrente di estradizione”. Il torturatore libico, infatti, arrestato a Torino il 19 gennaio dello scorso anno, era stato due giorni dopo scarcerato e rimpatriato nel suo di Paese a bordo di un aereo di Stato senza preavviso o consultazione con la Cpi. La Corte ha fatto anche sapere che un rappresentante dell'Italia è stato invitato alla riunione dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea del 1° aprile 2026 “per discutere le implicazioni della decisione della Corte in merito alla sua non cooperazione e per presentare il suo punto di vista su come intende cooperare con la Corte in futuro. Ai sensi del paragrafo 15 del medesimo allegato, l'Ufficio presenterà una relazione sulle azioni intraprese, unitamente a eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell'Assemblea”. Sempre due sere fa l'ufficio di presidenza di Montecitorio aveva deciso, a maggioranza, con undici voti a favore e dieci contrari, di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti della procura di Roma che indaga su Giusi Bartolozzi per false dichiarazioni ai pm sempre nell'ambito del caso Almasri. La prossima settimana l'aula di Montecitorio sarà chiamata a confermare la decisione. Intanto la procura di Roma, come riferito ieri dal Corriere della Sera e dalla Stampa, ha chiesto il rinvio a giudizio proprio dell’ex capa di Gabinetto di Nordio. Ma il procedimento appunto è destinato a bloccarsi fino al verdetto dei giudici costituzionali, grazie al voto della Camera che alzerà una sorta di scudo a sua protezione. E questa vicenda che si protrarrà per mesi in attesa della Consulta sarà una vera grana per il Governo Meloni da qui alle prossime elezioni. Secondo il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, il deferimento “è la prova provata delle bugie dette dal nostro governo su quella triste vicenda. Il governo di Giorgia Meloni e del ministro Nordio ha favorito la fuga del torturatore Almasri, che è stato riaccompagnato in Libia con un aereo di Stato. Almasri, Bartolozzi, Delmastro: una sequela di fatti gravi che dovrebbero portare il ministro Nordio, visto anche l'esito del referendum sulla riforma della giustizia che portava il suo nome, a trarre delle conclusioni evidenti sul suo fallimentare mandato”. “Gli scheletri nell'armadio di Giorgia Meloni non daranno tregua alla premier – ha dichiarato invece Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva – Il caso Almasri è il più clamoroso: rimpatriare con l'aereo di stato un criminale di guerra è uno scandalo costato all'Italia una figuraccia mondiale e, oggi (ieri, ndr), un deferimento dalla Corte penale internazionale. Dopo la beffa dell'arresto di Almasri da parte delle autorità libiche, arriva la conferma ulteriore che l'operato del governo è stato vergognoso, e che il ministro Nordio ha mentito in Parlamento”. All’attacco del Governo pure Nicola Fratoianni di Avs: “Ogni giorno che passa il governo Meloni si conferma un vero e proprio disastro per la credibilità internazionale e l'immagine del nostro Paese agli occhi del mondo”. Altresì per Sergio Costa, vicepresidente della Camera, la decisione della Cpi “è una pagina di profonda vergogna per il nostro Paese”. Infine Riccardo Magi, deputato di +Europa, ha parlato di“altro triste primato di Giorgia Meloni, di cui ogni italiano dovrebbe vergognarsi: per la prima volta nella Storia, infatti, l'Italia viene deferita all'Assemblea degli Stati membri della Corte Penale internazionale. Siamo al punto forse più basso del governo delle destre perché è davvero una pagina buia per il nostro Paese, per la sua cultura giuridica, per il fatto di essere un punto di riferimento per il diritto internazionale, essendo peraltro il Paese che ha ospitato la firma del Trattato che istituisce la Cpi. Nordio è stato il protagonista e l'autore di questo disastro e per questo, oltre che per gli evidenti fallimenti della sua amministrazione della giustizia, dovrebbe dimettersi”. 

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