"Altro che ventre a terra, l'Anm ci ha dato una pista"
Si avvicina il 18 aprile, giorno in cui a Roma Francesco Petrelli incontrerà i 129 presidenti della Camere penali territoriali per fare il punto di persona dopo la sconfitta referendaria.
E prima dell'incontro capitolino i vertici dell'Unione voglio raccogliere informazioni e arrivare preparati al meeting che ahimè sarà a porte chiuse (non posso neanche origliare come fatto in una seduta del Comitato direttivo centrale dell'Anm).
Per questo la vice presidente dell'Ucpi, Giulia Boccassi, su whatsapp ha inviato il messaggio che vi faremo leggere a cui poi è seguita una comunicazione ufficiale del presidente.
"Riuscite per cortesia - scriveva Boccassi qualche giorno fa ai presidenti territoriali - a raccogliere i dati di quanti eventi sono stati organizzati dalle vostre Cp (inclusi i banchetti allestiti nell’ambito delle 129 piazze) e a quanti eventi avete partecipato in rappresentanza del Comitato (scuole, associazioni, parrocchie, tutto)? Vorremmo fare un quadro generale anche delle attività delle CP. Non daremo il dato della singola camera penale perché, ovviamente, lo scopo non è fare confronti numerici, ma solo riferire un dato complessivo. Ci vorrà un po' di tempo, immagino, per fare mente locale e ricostruire l’attività svolta. Tenete conto che ci farebbe piacere dare questo dato al prossimo consiglio delle camere penali del 18 aprile. Scriveremo anche due righe per chiederlo, ma volevo anticiparvelo. Mandate in segreteria UCPI. Grazie! Un abbraccio".
Come anticipato in recenti articoli del Dubbio (cliccando qui e qui) all'interno dell'associazione politica dei penalisti italiani si vuole capire dove andare da oggi visto che, con la sconfitta al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, è venuto meno il core business dell'Unione. Ma qualcuno vuole anche interrogarsi sulle ragioni della sconfitta. A partire proprio dall'impegno profuso in questi mesi.
Io l'anno scorso, invitata da alcuni amici penalisti a Villa Marigola, avevo lanciato un allarme circa il ritardo dell'Ucpi sul piano comunicativo e strategico rispetto all'Anm ma qualcuno della giunta Ucpi in collegamento telefonico con un past president (così mi è stato riferito) non l'aveva presa bene ed ero stata accusata di non essere amica dell'Unione. Che grande errore di valutazione: non su di me (poco importa) quanto sul warning da me evidenziato. Perché poi alla fine Cassandra ahimé aveva ragione e ora i nodi vengono al pettine.
Bisogna capire se la richiesta di Petrelli e Boccassi abbia come unica finalità quella "banale" di chi capire cosa si sia effettivamente fatto o, invece, come maligna qualcuno serva per difendere il lavoro dell'Unione nella riunione del 18 aprile.
Sta di fatto che, checché ne dicono in autodifesa i sostenitori del ventre a terra, l'impressione è che non si sia fatto abbastanza. Riprendiamo appunto il messaggio della Boccassi: chiede di sapere quanti eventi siano stati organizzati. Ebbene l'Anm lo sapeva in tempo reale durante questi mesi di campagna in quanto il sito del Comitato Giusto Dire No aggiornava quotidianamente il calendario. Un esercizio utile internamente per il monitoraggio ma anche esternamente per il cittadino che decideva di volervi partecipare. "Siamo andati in ordine sparso, non abbiamo avuto nessuno a coordinarci, è mancata una regia da parte della Giunta dell'Ucpi" ci dice un difensore.
Inoltre qualcuno sottolinea che sia stato un errore che i vari past president siano andati in comitati diversi: Caiazza in quello della Fondazione Einaudi, Spigarelli in quello del Partito radicale, Placanica (già presidente della cp di Roma) in quello di Zanon.
"Perché non sono rimasti tutti in quello dell'Unione?" si chiedono in molti. E ancora: "perché Migliucci è onnipresente a mettere la sua mano sulla spalla di Petrelli in ogni evento pubblico? Il capitolo della raccolta delle 75 mila firme è concluso e superato"
Per non parlare del fatto che si è scelto Tullio Padovani come presidente onorario del Comitato dell'Unione: "eccellente giurista ma non è stato proprio considerato nel dibattito pubblico e mediatico e alcuni di noi neanche sapevano che fosse stato nominato presidente onorario" ci dice un altro avvocato.
Intanto starebbe aumentando la fronda di chi vorrebbe quanto prima un Congresso straordinario dell'Ucpi invece che una assemblea, come auspicato da Francesco Petrelli nella recentissima intervista al nostro giornale. "Tra di noi in molti ritengono che occorre convocare il congresso entro luglio. Intanto si sarebbe fatto ad ottobre, che cambia. Ed è necessario fare un congresso perché devono esserci i delegati a partecipare le posizioni delle assemblee territoriali. Non è possibile che sia Roma a decidere l'ordine degli interventi. Bisogna ascoltare tutti: il vertice ma soprattutto la base".
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