“Gip collegiale” verso il rinvio Domani Cnf e Anm da Nordio

 Valentina Stella Dubbio 28 aprile 2026


A ventiquattr'ore dall'incontro fra l'Anm, il Cnf e il guardasigilli Carlo Nordio, prende sempre più corpo la possibilità di un rinvio della norma sul gip collegiale. Lo ha detto lo stesso ministro della Giustizia sabato scorso in un'intervista al Corriere della Sera: «È ormai legge e non si discute. Dovremmo considerare le compatibilità con gli organici presenti e semmai rimandare l'entrata in vigore a quando, presumibilmente entro la fine dell'anno, saranno superate le eventuali criticità grazie all'assunzione dei nuovi magistrati». Ipotesi non smentita dal numero due di via Arenula, il viceministro Francesco Paolo Sisto, che ci dice: «La norma c'è e non si torna indietro. Quindi si farà», ribadisce l'esponente forzista, «ma senza creare disfunzioni al sistema», non escludendo quindi un rinvio di qualche mese.Nello stesso provvedimento che dovrebbe prevedere lo slittamento, potrebbe essere inserita anche la previsione del gip distrettuale, come aveva ipotizzato, all'incontro promosso dal Dubbio qualche settimana fa, il neopresidente dei deputati di Forza Italia Enrico Costa. Secondo questa modifica, se a richiedere la misura cautelare fosse, per esempio, un pm di Isernia, a pronunciarsi sulla richiesta sarebbe un collegio di magistrati di Campobasso, appartenenti quindi alla stessa Corte d'appello ma al Tribunale capoluogo di distretto, dotato di un organico più ampio, in modo da sminare problemi di incompatibilità. Sisto su questo ha aggiunto: «Ogni soluzione che verrà da magistratura e avvocatura sarà la benvenuta. Sentiremo cosa hanno da dirci».


Insomma il dossier è aperto. Quello che è indubbio è che la proroga, con tutti gli annessi, va definita prima del 24 agosto, entrata in vigore della nuova previsione normativa. Sul possibile slittamento, Francesco Greco , presidente del Cnf, ci dice: «Prendiamo atto del possibile rinvio, sarà uno dei temi che affronteremo al tavolo con il ministero della Giustizia e l'Associazione nazionale magistrati per trovare un equilibrio tra funzionalità degli uffici e garanzie dell'indagato».


Dall' Anm filtra una sospensione del giudizio, in attesa di conoscere un quadro più preciso della proposta di via Arenula. Però si tiene a ricordare che sarebbe necessario sospendere l'entrata in vigore della norma fino al necessario adeguamento delle piante organiche, che non sarebbe soddisfatto, in termini numerici, dall'assunzione dei nuovi magistrati, diversamente da quanto dichiarato da Nordio.

Al tavolo in programma per domani non siederà l' Unione Camere penali : a fronte di un'interlocuzione che, con via Arenula, è sembrata interrompersi, l'associazione ha deciso di investire i gruppi parlamentari per instaurare un dialogo sulle possibili riforme da attuare in questo ultimo anno di legislatura. Su questo, Sisto ha però concluso: «Il Cnf sarà ascoltato per primo, ma non esistono secondi». Nel senso che poi «verrà il momento anche delle Camere penali e civili». Insomma nessuna esclusione, solo una questione di protocollo e di agenda.


Sempre nella stessa intervista al Corsera, il ministro Nordio ha annunciato: «All'Anm, che sostiene la necessità di una radicale depenalizzazione, chiederemo di darci un elenco dettagliato dei reati che vorrebbe depenalizzare». Fu proprio il guardasigilli, il 22 ottobre 2022, subito dopo il giuramento del Governo Meloni al Quirinale, a sostenere dinanzi ai cronisti che «la velocizzazione della giustizia transita attraverso una forte depenalizzazione, quindi una riduzione dei reati. Occorre eliminare il pregiudizio che la sicurezza o la buona amministrazione siano tutelate dalle leggi penali. Questo non è vero. L'hanno sperimentato sul campo soprattutto quelli come me che hanno fatto per quarant'anni i pubblici ministeri». I buoni propositi dell'ex magistrato prestato alla politica si sono poi infranti sul muro di quattro decreti sicurezza, dell'inserimento di decine di nuovi reati e aggravanti e dell'innalzamento delle pene. Peraltro, ha riferito Alessandra Ghisleri ieri su La Stampa, in tema di sicurezza il Governo ha deluso il 52 per cento degli italiani. E in ogni caso, per gli elettori leghisti e i sostenitori di Fratelli d'Italia, andrebbero rafforzate le misure. A ciò si aggiunge che siamo a un anno dal rinnovo del Parlamento. Fatto questo quadro, è altamente improbabile che ci si possa muovere nella direzione opposta per poi presentarsi davanti all'elettorato di centrodestra con un pacchetto approvato di depenalizzazioni. C'è chi poi aggiunge, tra le forze parlamentari, maliziosamente: «Dobbiamo pure farci dettare l'agenda politica dall'Anm? No grazie».

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