Unione Camere Penali: chi aveva paura del Congresso?

 Valentina Stella Spifferi sul Dubbio 21 aprile 2026

Visto che non è arrivato un comunicato stampa ufficiale dell’incontro della Giunta dell’Unione Camere Penali con i presidenti di tutte le Cp sul territorio, tenutosi sabato a Roma, non ci restano che gli spifferi.

E devo dire che è stato difficile raccogliere qualche informazione: molte sono le bocche cucite.  Mica tutti si chiamano Renato Borzone: “A quanto pare il Coniglio (non è un refuso) delle Camere Penali ha respinto la richiesta di Congresso Straordinario per discutere la sconfitta referendaria. Che tristezza abbandonare la battaglia. Meglio colonnelli in pensione”.

Però vediamo un po’ cosa sono riuscita a ca(r)pire.

Innanzitutto la partita tra chi non voleva un immediato congresso straordinario e chi invece lo avrebbe voluto convocare prima dell’estate è terminata 80 a 30 per i primi. 

Più persone ci spiegano però che “i 30 a favore sono qualitativamente più di peso” essendo venuti da grandi camere penali come Milano, Roma e Napoli.

Chi ha richiesto un momento di confronto immediato lo ha fatto non di certo per spodestare Petrelli (che gode della stima di moltissimi) e la sua giunta, seppur quest’ultima ritenuta da qualcuno almeno “zoppicante” (visto che sarebbe stata concepita in alcuni tratti più per spartizione di posizioni che per meriti), ma per guardarsi tutti in faccia dopo la sconfitta referendaria e comprendere da dove ripartire. Invece forse qualcuno ha temuto un cambio al vertice e ha lavorato, con le piccole camere penali, per rimandare il tutto all’autunno quando l’esito del 22 e 23 marzo sarà più lontano e meno scottante.

Altri poi non avrebbero apprezzato la dichiarazione di Petrelli per cui “non è che abbiamo perso, è che non abbiamo vinto”.  

Oppure chi come Guido Sola, sempre da Facebook, ha scritto: “Questa mattina ho ascoltato il presidente che, impegnato a magnificare il proprio operato, ha affermato che non è vero che la separazione delle carriere e(ra) il core del progetto politico UCPI.  Premesso che le opinioni sono soggettive per definizione - c’è anche chi giudica magnifica la debacle -, non sono d’accordo”.

Insomma più di qualcuno avrebbe preteso più sincerità sull’esito del referendum o una analisi più approfondita di cosa non sia andato, sempre comunque nella condivisione del fatto che se ha perso il Sì è soprattutto colpa della politica. Tuttavia qualcuno, maliziosamente, si è chiesto: “ok, abbiamo avuto dei pessimi compagni di viaggio ma noi, senza dubbio, possiamo dire di aver fatto il massimo?”.

E non sarebbe quindi bastato a placare le insofferenze il dato per cui “sarebbero stati organizzati 3000 incontri in tutto lo stivale e in particolare i membri della giunta avrebbero presenziato a 400”. La somma spesa sarebbe intorno ai 230 mila euro. 

“Se per incontri si intende il volantinaggio o i gazebo mi viene da sorridere” commenta un avvocato “perché è facile stare un paio di ore in piazza a distribuire fogli. Altra cosa è portare almeno 100 persone in un luogo raccolto e stare a parlare con loro due ore per spiegargli perché votare in un certo modo, come ha fatto Anm”.

E un altro: “noi abbiamo lavorato sul territorio da soli, è mancato un coordinamento centrale da parte della Giunta. Siamo andati in ordine sparso, ciascuno con le proprie forze”.

Non sarebbe prevista neanche una assemblea straordinaria nei prossimi mesi. Il primo appuntamento rimane l’Open Day nel primo fine settimana di luglio, appuntamento che a molti non sarebbe più gradito e forse andrebbe ripensato o eliminato.

Altri ci dicono poi che il presidente avrebbe detto che a breve si metterà in contatto col Governo per discutere delle riforme insieme all’Anm.

“Il Congresso straordinario – ci spiega un altro avvocato – sarebbe proprio servito a riscrivere insieme il programma di riforme da sottoporre a via Arenula. I tempi sono cambiati e con essi anche le priorità. Petrelli quale lista della spesa porterà all’attenzione di Sisto e Nordio?”.

Se l’Anm infatti al momento punto a contrastare l’entrata in vigore del gip collegiale e a stabilizzare gli addetti all’ufficio per il processo, sul primo tema gli avvocati penalisti sono divisi: “sono d’accordo con Caiazza, non dovremmo impiccarci su questo riforma che, per come è costruita, nella fase delle indagini potrebbe tramutarsi in un anticipo di condanna per i nostri assistiti”.

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