Le proposte dell'Anm a Nordio
Valentina Stella Dubbio online 9 maggio 2026
Ufficio per il processo, riforma del gip collegiale, risorse
informatiche e carceri: sono questi i quattro temi intorno ai quali ruotano le
proposte che l’Anm ha sottoposto ieri all'attenzione del ministro della giustizia
Carlo Nordio con il quale, il
29 aprile scorso, c'è stato, dopo la vittoria del No al referendum, un
primo incontro per la ripresa di un confronto sulle questioni della giustizia,
a cui aveva partecipato anche il Cnf.
Per quanto riguarda il comparto degli addetti all’ufficio per il
processo: «Occorre stabilizzarlo e garantire la continuità del modello
organizzativo oltre il 30 giugno 2026». Per questo l'Anm propone di «stabilizzare
a tempo indeterminato tutto il personale precario degli addetti all'Ufficio per
il processo attualmente in servizio, incluse le circa 1.500 unità ancora
escluse, e di attingere alla graduatoria di circa 1.800 idonei non
vincitori per coprire ulteriori uffici». Nei giorni scorsi è stato siglato
un accordo fra via Arenula e rappresentanze dei lavoratori che ribadisce
l’assunzione definitiva nell’organico della Giustizia di gran parte dei
giuristi addetti all’Ufficio per il processo: esattamente 9.368. Altri 1500,
seppur non immessi immediatamente nella pubblica amministrazione, vengono
inseriti in una graduatoria triennale, dalla quale il ministero confida di
riuscire a reclutare tutti, con un eventuale temporaneo utilizzo di alcune
risorse in funzioni diverse da quelle dell’Upp, ormai noto come “team del
giudice”.
L'Anm torna poi a ribadire le criticità legate alla prossima entrata in
vigore, fissata per fine agosto, della riforma del gip collegiale puntando
il dito contro la carenza di organici. Per questo l'Associazione delle toghe
chiede di «differire l'entrata in vigore della norma fino al
completamento dell'adeguamento delle piante organiche degli uffici gip italiani»
utilizzando il periodo di rinvio «per valutare se il procedimento previsto
dalla legge garantisca un equilibrio efficace tra la necessità di decisioni più
ponderate e quella di una tutela cautelare tempestiva ed efficace».
I magistrati pongono poi sul tavolo il problema legato
all'informatica: «I problemi per il processo civile telematico sono
costanti. I malfunzionamenti dell'applicativo per il processo penale
compromettono l'efficienza degli uffici giudiziari: è necessaria - sottolinea
l'Anm - una reingegnerizzazione completa del sistema».
Infine, quanto al tema delle carceri, il sindacato delle toghe
guidato da Giuseppe Tango torna a puntare l'attenzione su un «sistema
penitenziario in crisi: sovraffollamento, carenze di personale e risorse
insufficienti richiedono interventi immediati sia per migliorare le condizioni
di vita detentiva, sia per alleggerire il carico degli uffici di sorveglianza».
A tal fine, tra le proposte di Anm, ci sono quelle di: «Definire misure
immediate per diminuire in tempi brevi il sovraffollamento; realizzare un
serio ampliamento delle misure alternative; trasmettere all'Agenzia
delle Entrate la competenza sulla rateizzazione delle pene pecuniarie,
coinvolgendo gli uffici di sorveglianza solo in caso di mancato pagamento;
elevare a due anni il limite di pena dell'articolo 678 co. 1ter cpp per i
condannati liberi in sospensione, alleggerendo il carico del Tribunale di
Sorveglianza; facilitare l'accesso all'affidamento in prova e alla detenzione
domiciliare, rendendole più ricche di contenuti risocializzanti; incrementare
la dotazione di braccialetti elettronici, i posti in Rems e il personale
medico, educatori e psicologi negli istituti penitenziari; affrontare le
criticità degli Ipm e la previsione di investimenti adeguati per risanare le
strutture penitenziarie».
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