Minacce a Fausto Gianelli
Valentina Stella Dubbio 22 maggio 2026
Fausto Gianelli, avvocato difensore di Salim El Koudri, il 31enne che sabato scorso ha falciato con la sua auto otto persone nel centro di Modena, non solo è finito nel mirino della destra, dei giornali vicini ad essa, e del Tribunale del popolo social ma è stato anche minacciato di morte. La sua colpa? Difendere colui che da molti è considerato un mostro. È il solito ritornello: l’assimilazione dell’avvocato con il suo assistito e il reato da esso commesso. Il Giornale ha titolato «“Schierato con la causa palestinese”. Ecco chi è il legale dell'attentatore di Modena». E nel sottotitolo: «L'affondo dell'ex ministro Giovanardi: “Noto sostenitore della causa palestinese e delle ali più radicali ed intransigenti dei movimenti che vogliono la distruzione di Israele”». Il Tempo: «El Koudri, il nuovo avvocato difendeva gli amici di Hannoun e insultava ebrei e governo». La Verità: «Il nuovo legale di El Koudri ha fatto liberare chi è accusato di tifare Hamas». Poi è arrivato un video di Luca Negrini, Capogruppo di Fdi al Consiglio Comunale di Modena, anticipato dal commento: «L’avvocato dell’attentatore è un estremista che dichiara che in Italia non c’è democrazia. Voi ci credete al caso?», accogliendo il plauso, tra gli altri, di chi ha dato dell’«idiota» all’avvocato. Insomma scene già viste ma che certificano l’analfabetismo giuridico di una fetta del Paese. Sono arrivati in soccorso di Gianelli i consiglieri comunali di Alleanza Verdi e Sinistra di Modena, Laura Ferrari e Martino Abrate: «In queste ore è stato oggetto di attacchi strumentali e denigratori da parte della destra, che tenta irresponsabilmente di dipingerlo come un ’avvocato estremista’. Si tratta di accuse gravi e inaccettabili». Ma anche i Giuristi democratici, di cui è socio: «A lui la nostra più assoluta solidarietà, la nostra stima consolidata ed il nostro ringraziamento per il suo prezioso lavoro di difesa dei diritti e di denuncia delle violazioni al diritto umanitario». Incredibilmente, ma non a caso, proprio la VII edizione del Festival della Giustizia penale, appena terminata a Modena, era stata dedicata al tema della difesa dell’indifendibile. Ed infatti, il presidente del Festival, l’avvocato Guido Sola, ha replicato a Negrini e a chi ha condiviso il suo pensiero: «Sono un uomo di destra. Le idee politiche dell’amico e collega Fausto Gianelli sono sideralmente distanti dalle mie. Ma un conto è Fausto Gianelli-politico. Altro conto è Fausto Gianelli-avvocato. In questo caso, è del secondo che si sta parlando. In termini invero inaccettabili. Perché la sacralità del diritto di difesa è tale. Soprattutto di fronte all’inaccettabile. Difendere i diritti sempre e comunque è la base della nostra civiltà. È ciò che ci distingue dagli altri». Abbiamo raccolto anche una dichiarazione dello stesso Gianelli: «Chi fa l’avvocato da anni deve mettere in conto certe cose, in un clima spesso forcaiolo, che non accetta l'idea del diritto di difesa come garanzia costituzionale. Quando ho scelto di difendere la persona più odiata di Modena e forse d’Italia, sapevo che non sarebbe stata una passeggiata e ho messo in conto anche critiche feroci». Ed infatti Gianelli ci racconta di aver ricevuto «una marea di offese e di minacce, con messaggi anche personali, non solo di gente che ti offende ma che ti augura la morte, e ti minaccia di procurartela». Ma ciò che maggiormente lo ha «meravigliato è stato vedere figure con ruoli pubblici, ruoli istituzionali, che dovrebbero garantire il rispetto di regole e di principi agire come fomentatori per aizzare il peggio» contro di lui «e il peggio è arrivato». Tra l’altro, ha precisato, «in un processo in cui nessuno contesta la responsabilità. La famiglia che mi ha nominato non vuole né difendere né giustificare una persona che ha commesso un gesto gravissimo». In questo caso per Gianelli «difendere vuol dire un’altra cosa: la dinamica è chiara ma domandarsi cosa sia scattato nella mente del mio assistito non significa volerlo scagionare. Credo sia nell’interesse del processo, della verità e di Modena ferita capire cosa lo abbia spinto ad agire in quel modo: se non era capace di intendere e volere o se c’era altro». Intanto ci torna in mente Jacques Verges. Fu un noto avvocato e attivista francese, soprannominato «l’avvocato del diavolo» perché aveva fra i suoi clienti terroristi di estrema destra e di estrema sinistra, criminali di guerra e militanti scomodi, o personaggi che nessuno voleva difendere, incluso il negazionista dell'Olocausto Roger Garaudy, il criminale di guerra nazista Klaus Barbie, l'ex vicepresidente dell'Iraq Tareq Aziz. Quando gli chiesero se avrebbe difeso anche Hitler, lui replicò: «sì certo». Ma una delle sue frasi più famose è: «Non sono l'avvocato del terrore, ma l'avvocato dei terroristi. Ippocrate diceva: “Non curo la malattia, curo il malato”. Questo per dirvi che non difendo il crimine, ma la persona che l'ha commesso».
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