Sempio sotto indagine mediatica
Valentina Stella Dubbio 7 maggio 2026
Indagine mediatica minuto per minuto. Ieri è andato infatti in scena il solito copione sull’inchiesta bis per la morte di Chiara Poggi. Tra condizionali e presunte esclusive Andrea Sempio è finito per l’ennesima volta sotto i riflettori, processato senza neanche aver detto ufficialmente la sua versione dei fatti, a causa di brandelli di intercettazioni e di perizie passate da ormai mesi ora dagli investigatori ora dagli avvocati a giornalisti bramosi di riempire pagine e confezionare servizi televisivi. La confusione è totale, eppure le indagini neanche sono concluse, come affermato dagli stessi magistrati di Pavia. Ma tanto basta affinché il popolo si divida come tifoserie allo stadio, la credibilità della magistratura cada a pezzi insieme all’infallibilità della scienza, e tre famiglie – quella di Sempio, quella di Stasi e quella Poggi – insieme ai protagonisti in prima linea finiscano in una centrifuga insopportabile. Ieri è stato il giorno della doppia e contemporanea convocazione in Procura a Pavia del testimone Marco Poggi, fratello di Chiara, e del suo amico Andrea Sempio, unico indagato per il delitto. Il secondo, come già preannunciato dai suoi legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti, si è avvalso del diritto alla facoltà di non rispondere, in attesa della discovery di tutti gli atti raccolti dalla Procura, secondo la quale il ragazzo avrebbe ucciso la giovane donna dopo un rifiuto di un suo approccio sessuale. Il primo invece è stato sentito per circa due ore. Il 37enne avrebbe spiegato di non aver mai visto sul pc di famiglia insieme a Sempio filmini intimi girati da Chiara Poggi con l'allora fidanzato, Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. Alcuni organi di stampa hanno poi reso noto che gli investigatori avrebbero fatto sentire a Marco Poggi l’intercettazione di un soliloquio di Andrea Sempio che parlando da solo in auto il 14 aprile 2025 avrebbe detto di aver visto sul pc quei video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, di aver chiamato Chiara prima del delitto e di aver tentato un approccio. Lei gli avrebbe detto: «Non ci voglio parlare con te». A quanto risulta invece al Dubbio, a Marco Poggi non sono stati fatti ascoltare audio. Il procuratore aggiunto Stefano Civardi e le pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano avrebbero solo raccontato il contenuto di quei soliloqui al fratello della vittima. Le due poi avrebbero anche sottolineato al fratello della vittima di essere in possesso di elementi robusti contro Sempio. In particolare avrebbero citato la compatibilità del suo profilo Y con il Dna sulle unghie della 26enne uccisa e la famosa “impronta 33”, altro scoop del Tg1, poi ampiamente ridimensionato. Ma tutto ciò non avrebbe scalfito la certezza di Marco Poggi circa l’estraneità all’omicidio del suo storico amico. «Non avendo mai avuto nulla da nascondere, Marco Poggi ha risposto anche in questa occasione a tutte le domande che gli sono state rivolte», ha reso noto l'avvocato dell'uomo, Francesco Compagna. È rimasto in procura per quattro ore invece Andrea Sempio. Il faccia a faccia in realtà con gli inquirenti è durato due ore e quaranta, al netto degli adempimenti puramente burocratici che hanno occupato gran tempo. Sono state illustrate ai suoi avvocati dalla pubblica accusa le fonti di prova «solo oralmente e senza che ci sia stata data la possibilità di ascoltare gli audio relativi a captazioni ambientali e telefoniche» ha detto Cataliotti. «La procura ha ritenuto che rappresentare fonti di prova non pregiudichi le indagini, noi non commentiamo – ha proseguito - Ci confronteremo con queste stesse fonti di prova non appena il supporto che le riassume ci verrà consegnato». Secondo i legali dell’indagato poi, le sue parole intercettate mentre si trovava solo in auto hanno una spiegazione: «Andrea Sempio commentava le trasmissioni televisive e scimmiottava voci e possibili dialoghi in riferimento alle novità pubbliche» sull'omicidio del 13 agosto 2007, ha spiegato l'avvocata Angela Taccia. «I pm volevano che confessasse? Non può confessare quello che non ha fatto», ha aggiunto la legale. «Alla faccia del segreto istruttorio mi viene da dire – ha aggiunto Cataliotti ai microfoni di Dentro la notizia, in onda su Canale 5 - io ho appena lasciato il mio cliente e avevamo tutti il telefono spento non può essere trasudato da noi quanto state dicendo tra l'altro in modo non aderente alla realtà». E ancora: «Io non ho sentito l'intercettazione di questo soliloquio, l'ho vista trascritta, solo una parte, infarcita di 'non comprensibile’». In sintesi e per parare i colpi che arrivano dalle mille indiscrezioni che filtrano dagli uffici giudiziari la difesa di Sempio ha tenuto a specificare che «non c'è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo. Siamo calmi e lucidi», ha detto Taccia. Forse anche troppo calmi visto la pressione mediatica sul loro assistito. Sarebbe necessario un self restraint da parte di tutti: meno stampa, meno salotti televisivi in attesa di un eventuale processo in Aula.
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