Magistrati per il Sì: è fine di un amore?
Valentina Stella Spifferi sul Dubbio 12 maggio 2026
Avete letto l’intervista di oggi di Simona Musco a Carmen Giuffrida? Quando la collega le chiede se nel fronte dei magistrati del Sì ci sia una spaccatura visto che non tutti, dopo la sconfitta referendaria, hanno aderito al nuovo Comitato la magistrata nega e precisa: «Nessuno dei magistrati facenti parte del gruppo dei magistrati per il sì ha mosso obiezioni specifiche né tantomeno ha evidenziato problemi di possibile politicizzazione. Assai più semplicemente, diversi colleghi avevano già deciso di mettersi gioco limitatamente al referendum».
Ma le cose stanno davvero così?
Tra quelli che non hanno aderito c’è proprio la giudice Natalia Ceccarelli che ha consegnato a Facebook questa riflessione qualche giorno fa: «L’istituzionalizzazione dei comitati del no così come quella dei comitati del sì nell’era post referendaria mi sembra una cosa accettabile (anche se non necessariamente utile, direi uno sfogo di ammuina) se relegata nella sfera civica e/o para-politica (di ausilio cioè a specifici partiti politici). La reputo invece estranea al perimetro della sana interlocuzione istituzionale ove essa coinvolge, o peggio, è coordinata da intere categorie del processo, siano essi avvocati o magistrati. O fate politica o fate associazionismo categoriale. Decidetevi».
Il riferimento a me pare chiaro: la “Camera Forense per la Costituzione” fondata da Franco Moretti dopo l’esperienza del Comitato Avvocati per il No e il Comitato “Magistrati del SÌ per una nuova giustizia” di cui Carmen Giuffrida è la frontwoman.
Avete letto l’intervista di oggi di Simona Musco a Carmen Giuffrida? Quando la collega le chiede se nel fronte dei magistrati del Sì ci sia una spaccatura visto che non tutti, dopo la sconfitta referendaria, hanno aderito al nuovo Comitato la magistrata nega e precisa: «Nessuno dei magistrati facenti parte del gruppo dei magistrati per il sì ha mosso obiezioni specifiche né tantomeno ha evidenziato problemi di possibile politicizzazione. Assai più semplicemente, diversi colleghi avevano già deciso di mettersi gioco limitatamente al referendum».
Ma le cose stanno davvero così?
Tra quelli che non hanno aderito c’è proprio la giudice Natalia Ceccarelli che ha consegnato a Facebook questa riflessione qualche giorno fa: «L’istituzionalizzazione dei comitati del no così come quella dei comitati del sì nell’era post referendaria mi sembra una cosa accettabile (anche se non necessariamente utile, direi uno sfogo di ammuina) se relegata nella sfera civica e/o para-politica (di ausilio cioè a specifici partiti politici). La reputo invece estranea al perimetro della sana interlocuzione istituzionale ove essa coinvolge, o peggio, è coordinata da intere categorie del processo, siano essi avvocati o magistrati. O fate politica o fate associazionismo categoriale. Decidetevi».
Il riferimento a me pare chiaro: la “Camera Forense per la Costituzione” fondata da Franco Moretti dopo l’esperienza del Comitato Avvocati per il No e il Comitato “Magistrati del SÌ per una nuova giustizia” di cui Carmen Giuffrida è la frontwoman.ae
Avete letto l’intervista di oggi di Simona Musco a Carmen Giuffrida? Quando la collega le chiede se nel fronte dei magistrati del Sì ci sia una spaccatura visto che non tutti, dopo la sconfitta referendaria, hanno aderito al nuovo Comitato la magistrata nega e precisa: «Nessuno dei magistrati facenti parte del gruppo dei magistrati per il sì ha mosso obiezioni specifiche né tantomeno ha evidenziato problemi di possibile politicizzazione. Assai più semplicemente, diversi colleghi avevano già deciso di mettersi gioco limitatamente al referendum».
Ma le cose stanno davvero così?
Tra quelli che non hanno aderito c’è proprio la giudice Natalia Ceccarelli che ha consegnato a Facebook questa riflessione qualche giorno fa: «L’istituzionalizzazione dei comitati del no così come quella dei comitati del sì nell’era post referendaria mi sembra una cosa accettabile (anche se non necessariamente utile, direi uno sfogo di ammuina) se relegata nella sfera civica e/o para-politica (di ausilio cioè a specifici partiti politici). La reputo invece estranea al perimetro della sana interlocuzione istituzionale ove essa coinvolge, o peggio, è coordinata da intere categorie del processo, siano essi avvocati o magistrati. O fate politica o fate associazionismo categoriale. Decidetevi».
Il riferimento a me pare chiaro: la “Camera Forense per la Costituzione” fondata da Franco Moretti dopo l’esperienza del Comitato Avvocati per il No e il Comitato “Magistrati del SÌ per una nuova giustizia” di cui Carmen Giuffrida è la frontwoman.
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