Modena: Ucpi contro Adinolfi
Valentina Stella Dubbio 23 maggio 2026
La leghista Debora Piazza è stata sospesa da ogni incarico dopo le polemiche per un suo commento sotto la diretta Facebook dell'iniziativa elettorale con la segretaria Pd Elly Schlein e il candidato sindaco del centrosinistra di Lecco, Mauro Gattinoni, in cui evocava i fatti di Modena: «Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione, disoccupato, che offende i cristiani e che passa di lì e ci fa un favore?», aveva scritto Piazza. Alla leader dem è arrivata la «solidarietà» della premier Meloni: «Sono parole inaccettabili, che superano ogni limite e che non possono trovare alcuna giustificazione nel confronto politico. La Lega ha fatto bene a intervenire immediatamente, sospendendo la responsabile dai suoi incarichi». Intanto ci mancava solo Mario Adinolfi ad attaccare Fausto Gianelli, l’avvocato difensore di Salim El Koudri. Il giornalista da Facebook si è chiesto: «Chi ha ingaggiato, per difendere un islamista terrorista, il capo dei giuristi dem di Modena, già consigliere comunale dei Ds?». Poi l’esagerazione: «L’avvocato dichiara esplicitamente che vanno “accertate le sue condizioni psichiatriche anche nel momento in cui ha commesso la strage”. Avete capito la strategia? Dichiararlo matto e dunque non imputabile. Che fare? Noi il 29 giugno dalle 15 scendiamo in piazza a Roma con un tricolore e una croce, dobbiamo essere in tanti e in tanti state firmando l’appello OCOM: O capiamo o moriamo, contro il pericolo islamista che è tra noi anche perché qualcuno ingaggia per gli stragisti avvocati di sinistra con ottimi rapporti nelle procure bravi a far scarcerare gli islamisti più pericolosi. Gianelli ci è già riuscito con i finanziatori di Hamas messi in galera a Genova e da lui fatti liberare». Oltre all’invito alquanto surreale, ipotizza un patto tra Gianelli e le procure, non sapendo forse che a scarcerare semmai ci pensano i giudici e non i requirenti. Stavolta a replicare ci hanno pensato la Giunta e l’Osservatorio Avvocati Minacciati dell’Ucpi che «condannano con fermezza il post pubblicato. Colpire un avvocato per il solo fatto di difendere un assistito significa colpire il diritto di difesa stesso, principio inviolabile sancito dall’art. 24 Cost, dall’articolo 6 CEDU e ribadito anche dalla nuova Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione della professione forense». I penalisti ritengono poi «particolarmente grave» «l’invito a una mobilitazione “contro gli avvocati difensori”, con richieste di raccolta di nomi e recapiti: un clima di intimidazione incompatibile con lo Stato di diritto e con la tutela della professione forense».
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