Vittime in Costituzione approvato alla Camera
Valentina Stella Dubbio 28 maggio 2026
Ieri l'Aula della Camera ha approvato all'unanimità con 216 voti a favore la proposta di legge costituzionale per cui «All’articolo 24 della Costituzione, dopo il secondo comma è inserito il seguente: “La Repubblica tutela le vittime di reato”». Era stata già approvata, in un testo unificato, in prima deliberazione, dal Senato a gennaio 2025. Per il via libera definitivo occorrerà, essendo una modifica della Costituzione, un’altra deliberazione tra Palazzo Madama e Montecitorio. Inizialmente, il primo testo approvato nella commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama prevedeva modifiche all'articolo 111 della Carta Costituzionale. Poi nella commissione Giustizia si resero conto che l’inserimento della modifica all’interno dell’articolo 111, ossia quello del giusto processo, avrebbe alterato il rapporto tra il pubblico ministero e la difesa e sarebbe stato molto pericoloso per gli effetti che avrebbe potuto provocare all'interno del processo. Dopo un ciclo di audizioni si decise di inserire la norma non più nell’art.111 ma nell’art.24 della Costituzione che, oltre a sancire il diritto di difesa, indica coloro che possono agire in giudizio, ritenendola sede più adatta a recepire questa modifica. Per il deputato di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato, relatore del provvedimento, «questa proposta di revisione costituzionale è in linea con la normativa dell'Unione europea che ha sviluppato negli anni una crescente attenzione verso la figura della vittima, anche in risposta all'aumento dei fenomeni criminali transnazionali e alla necessità di garantire standard comuni di tutela». «Questo testo - ha dichiarato Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, annunciando il voto favorevole del suo gruppo al testo ieri a Montecitorio - rappresenta un passo serio e misurato nella direzione di tutelare le vittime di reato senza però comprimere le garanzie costituzionali degli imputati». La vice presidente del gruppo M5S Carmela Auriemma ha fatto poi un riferimento indiretto al capitolo chiuso sulla separazione delle carriere: «La Costituzione può essere cambiata, ma le modifiche devono apportare un miglioramento per i cittadini e per tutto il nostro Paese, un passo avanti rispetto a valori e diritti, un adeguamento alle nuove sfide che la società contemporanea ci pone. Questo provvedimento è un caso di modifica positiva della Costituzione». Plauso anche da parte del capogruppo di AVS alla Camera, Luana Zanella: «La figura delle vittime è spesso svilita, si pensi alla vittimizzazione secondaria nei femminicidi: c'è bisogno di maggior tutela per questa parte del processo penale spesso ai margini, se non si costituisce parte civile, ci sono vittime di aggiotaggio, dei disastri ambientali, della criminalità, degli incidenti sulla strada e sul lavoro, tutte e tutti loro hanno pieno diritto di cittadinanza, il nostro pensiero va alle loro sofferenze ingiuste». Con il solito distinguo è arrivato il voto favorevole anche di Forza Italia, attraverso il deputato Andrea Gentile: «Per troppo tempo - ha detto l’azzurro - la vittima è rimasta una figura marginale nel procedimento penale. Dietro questa definizione vi sono donne vittime di violenza, famiglie spezzate dalla criminalità, anziani raggirati, lavoratori colpiti da estorsioni e usura, minori abusati, cittadini segnati da ferite permanenti. Costituzionalizzare questo principio significa rafforzare un percorso di civiltà giuridica già avviato negli ultimi anni». Tuttavia Gentile ha voluto sottolineare, come fatto già in discussione generale da Pietro Pittalis, la necessità di «mantenere fermo l'equilibrio costituzionale e le garanzie dello Stato di diritto. Rafforzare la tutela della vittima - ha affermato - non deve mai tradursi in una compressione del principio di non colpevolezza o del diritto di difesa. Uno Stato democratico maturo deve saper tenere insieme entrambe le esigenze». Dunque, dopo mesi di scontro di fuoco sulla possibilità o meno di modificare la Costituzione proprio su un tema che riguardava l’ordinamento giudiziario, adesso tutte le forze politiche si trovano d’accordo nel rimaneggiare la nostra Carta fondamentale in senso contrario a principi liberali e garantisti, sacrificati sull’altare del vittimocentrismo. A parziale temperamento di questa riscrittura costituzionale, si potrebbe accelerare per l’introduzione della figura anche dell’avvocato in Costituzione, come da sempre auspicato dal Consiglio Nazionale Forense, ma l’obiettivo pare verrà raggiunto solo nel prossimo quinquennio, se si tiene conto che una approvazione sprint sulla professione forense sarà difficile vista anche la tradizionale ostilità della magistratura. Stamattina invece l’Aula della Camera darà il via libera ad un altro provvedimento, invece di stampo garantista, che porta la firma di Enrico Costa, per cui i media saranno tenuti a dare pubblicità alla notizia, senza oneri per l'interessato, dei deliberati favorevoli dell’imputato con rilievo adeguato allo spazio già riservato al relativo procedimento penale.
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