Caso Maruotti: volano stracci tra le correnti
Valentina Stella Dubbio 22 luglio 2026
Frizioni sotto l’ombrellone in Anm tra AreaDg e il resto delle correnti in merito ad una richiesta del gruppo progressista di una seduta straordinaria online del Comitato direttivo centrale per «esprimere tempestivamente una piena solidarietà al Segretario dell’ANM e manifestare così la loro vicinanza al collega attaccato nonché la loro intenzione di difendere l’esistenza stessa dell’attività associativa». Il riferimento è al fatto che Claudia Eccher e Isabella Bertolini, componenti laiche del Csm, abbiano chiesto l’apertura di una pratica per valutare «l'eventuale rilevanza della condotta del dott. Rocco Maruotti» che a detta delle due nel corso dell’ultimo Cdc avrebbe «formulato gravi dichiarazioni, mettendo in discussione l'indipendenza del Presidente della Scuola Superiore della Magistratura, prof. Mauro Paladini». Dopo tale iniziativa a Maruotti era giunta «la piena solidarietà» di tutta la Giunta dell’Anm, formata da esponenti di tutti i gruppi, tranne che dei CentoUno. Dopo di che era arrivato sostegno anche dalle giunte territoriali. Ma AreaDg voleva di più: ossia l’appoggio di tutto il Cdc. Ma dagli altri gruppi (Mi, Unicost, Md), seppur con toni diversi, hanno fatto notare che in base allo Statuto il Cdc può riunirsi solo in presenza a Roma, ipotesi impraticabile ad agosto. Il gruppo di AreaDg allora ha ritirato la richiesta forte anche del fatto che «nel frattempo i consiglieri del CSM appartenenti ad Area, Unicost e MD e un indipendente, oltre ad alcuni laici, hanno assunto una chiara e netta presa di posizione contro una iniziativa che, dietro l’apparente bersaglio del collega Maruotti, intende intimidire l’intero associazionismo e l’espressione della critica da parte dei magistrati» e che «tale presa di posizione, alla quale i consiglieri CSM appartenenti a Magistratura Indipendente non hanno partecipato, rappresenta un momento significativo della difesa dell’associazionismo». Inoltre «ancora più importante è l’iniziativa assunta da tutte le Ges locali (in alcuni casi con il solo voto contrario di Magistratura Indipendente)». Insomma una resa dinanzi alla legalità dello Statuto ma con diverse stilettate a Mi, la cui replica non si è lasciata attendere: «Scopriamo con un certo stupore che per qualcuno la difesa dell’associazionismo passi oggi attraverso un Cdc su Teams. A noi risultava che passasse attraverso il rispetto delle regole associative, compreso lo Statuto». Per Mi inoltre appare «singolare sostenere che chi non aderisce a un documento o a una presa di posizione sia meno impegnato nella difesa della libertà di espressione o dell’associazionismo. Il pluralismo, del resto, consiste proprio nel diritto di non pensarla tutti allo stesso modo». E infine: «MI continuerà a difendere i colleghi, il confronto delle idee e la libertà di manifestare il proprio pensiero. Ma continuerà anche a coltivare una vecchia abitudine: rispettare lo Statuto, persino quando non dispone di una connessione internet».
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