Nm non vota gli emendamenti di Fdi

 Valentina Stella Dubbio 8 luglio 2026

Iniziata ieri nelle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia del Senato l’illustrazione degli emendamenti alla legge di conversione del decreto legge ‘Giustizia e Patto Ue su migrazione e asilo’. Il voto molto probabilmente dalla prossima settimana. Come già anticipato dal Dubbio, Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento a prima firma Berrino per recepire le preoccupazioni del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo e ritornare alla normativa che consentiva le intercettazioni a strascico. Forza Italia, come già annunciato, si opporrà in quanto erano stati proprio gli azzurri a porre limiti alle intercettazioni nel 2023. Ad opporsi anche la quarta gamba del governo, ossia il partito di Maurizio Lupi. «Noi Moderati voterà contro l'emendamento al disegno di legge AS 1939 che interviene sull'art. 270 del codice di procedura penale ampliando ulteriormente i casi di utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per i quali sono state autorizzate. Si tratta di una modifica che rappresenta un evidente passo indietro sul terreno delle garanzie processuali». Lo ha affermato il responsabile Giustizia di Noi Moderati Gaetano Scalise. «L'articolo 270 c.p.p. costituisce - ha spiegato ancora l’ex presidente della Camera penale di Roma - uno dei principali presìdi a tutela dei diritti fondamentali del cittadino: esso impedisce che uno strumento investigativo particolarmente invasivo, autorizzato per uno specifico procedimento, possa essere utilizzato indiscriminatamente anche per altri fatti. Le intercettazioni rappresentano un mezzo investigativo essenziale nella lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo e ai più gravi fenomeni delittuosi. Proprio per questo il loro utilizzo deve rimanere rigorosamente disciplinato e confinato entro limiti precisi, evitando che l'eccezione diventi la regola». L'emendamento proposto amplia ulteriormente le deroghe previste dall'articolo 270, alterando, secondo Scalise, «quell'equilibrio tra efficacia investigativa e tutela delle libertà individuali che costituisce uno dei cardini dello Stato di diritto. La sicurezza non si costruisce comprimendo progressivamente i diritti dei cittadini. Uno Stato è tanto più forte quanto più riesce a coniugare l'efficacia dell'azione investigativa con il pieno rispetto delle garanzie costituzionali». 

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