Ilva: chiesto arresto per ex ad

 Valentina Stella Dubbio 27 ottobre 2026

Il gip Francesco Maccagnano ha disposto per il 3 novembre l'interrogatorio preventivo di Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d'Italia (l’ex Ilva), il dirigente dello stabilimento Alessandro Labile, e Francesco Astorri, capo del Nucleo ispettivo di Ispra, per i quali la procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari nell'ambito di una inchiesta sul presunto inquinamento provocato dalle emissioni dello stabilimento tra il 2019 e il 2024 e sulle irregolarità ipotizzate nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets (Sistema per lo scambio di quote di emissioni nell'Unione europea). Complessivamente risultano indagate ventotto persone e cinque società. Otto persone rispondono, secondo l'impostazione accusatoria, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l'ambiente, l'incolumità pubblica e la pubblica amministrazione. Secondo l'ipotesi accusatoria, la gestione dello stabilimento sarebbe stata orientata a massimizzare profitti e produzione a scapito della tutela ambientale. Secondo i requirenti, Morselli avrebbe assunto il «ruolo di capo, organizzatore ed esecutore dei reati fine». In particolare avrebbe «ispirato, promosso, sovrainteso e diretto ogni fase delle condotte criminose del sodalizio», impartendo direttive per contenere i costi delle manutenzioni e bloccando gli ordini di acquisto di macchinari, ricambi e materie prime. Le viene inoltre contestato di avere dato «indicazioni per produrre documenti con dati non veritieri, finalizzati a recuperare illecitamente le quote gratuite di CO2 relative al 2020». Lucia Morselli già nel marzo del 2024 si vide notificare un avviso di proroga delle indagini nate da un esposto sui picchi di benzene che furono registrati nello stabilimento. Nel luglio successivo poi le perquisizioni e i sequestri per la presunta truffa ai danni dello Stato sulle quote di Co2 e poi gli avvisi di garanzia all'ex manager e ad altri dirigenti, consulenti e dipendenti per le ipotesi di associazione a delinquere finalizzata all'inquinamento, al disastro ambientale e alla truffa ai danni dello Stato. La procura ha contestato la carente manutenzione degli impianti che avrebbe provocato emissioni dannose per lavoratori e cittadini. Morselli è anche coinvolta in un'inchiesta per bancarotta fraudolenta avviata dalla Procura di Milano dopo una relazione dei commissari straordinari dell'ex Ilva. Le nuove indagini della Procura di Taranto sono state salutate favorevolmente dalle associazioni di Taranto che si battono da tempo per salvaguardare la vita delle persone. Secondo l'associazione Giustizia per Taranto «non siamo ancora di fronte a condanne. Ma per una città che da decenni paga un prezzo altissimo in termini di salute e vite umane, è un piccolo passo verso quella giustizia che Taranto attende da troppo tempo. Ci auguriamo che venga fatta piena luce sulle responsabilità di chi ha gestito gli impianti e di chi avrebbe dovuto vigilare. Perché non può esserci profitto che valga più della vita delle persone e non può esserci futuro per Taranto senza verità e giustizia». 


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