Ecco il programma del M5S sulla giustizia

 Valentina Stella Dubbio 2 ottobre 2026

Ripristinare il reato di abuso d’ufficio, potenziare le intercettazioni, restituire i poteri di controllo alla Corte dei conti, rafforzare il codice rosso e la legge sul femminicidio: ecco il programma sulla giustizia del Movimento Cinque Stelle. Più in generale «abolire tutte le norme del governo Meloni che hanno creato una giustizia a doppio binario: benevola con i potenti e inflessibile con i cittadini comuni» si legge nella proposta del M5S al tavolo della coalizione progressista. Una road map che spazzerebbe via anche tutte quelle norme, non molte, di stampo garantista approvate su iniziativa di Forza Italia e del Ministro Nordio.  Ma a dare voce al manifesto del partito di Giuseppe Conte sulla giustizia è stato il vice presidente della Camera ed esponente di spicco dei pentastellati Sergio Costa venerdì scorso, durante il dibattito sul tema che ha aperto l’evento di presentazione di “Officina Costituzione” a Napoli.  Pur nell’incertezza della data del voto, la campagna elettorale è iniziata e quindi ogni incontro pubblico diventa l’occasione per illustrare le direttrici del gruppo in materia. Al deputato e generale dell’Arma dei Carabinieri sono bastati sei minuti per elencare quello che verrà messo in atto. «Il reato di abuso d'ufficio va ripristinato» ha detto il parlamentare, aggiungendo con franchezza: «Vi prego, nessuno parli di paura della firma, che è una corbelleria colossale, la paura della firma ce l'ha chi non studia». Poi ha criticato «il ridimensionamento del reato di traffico di influenze illecite» ma l’anatema più grande lo ha riservato per l'interrogatorio preventivo prima delle eventuali misure di custodia cautelare: «Immaginate quei giorni cosa possano significare per i testimoni, che potrebbero essere minacciati. O anche la possibilità di occultare i proventi. Tutto questo deve far riflettere molto». Successivamente la critica è stata rivolta anche alla recente norma Zanettin che fissa a 45 giorni la durata massima delle intercettazioni: «È vero che non si applica per reati di terrorismo, per quelli contro i reati contro la Pa o la criminalità organizzata – ha detto Costa dinanzi all’ampia platea partenopea – però si applica, per esempio, per i reati fiscali e finanziari, per i maltrattamenti in famiglia, per la violenza sessuale, per l'estorsione, per la rapina. Ha senso?» si è chiesto il deputato «se tra l'altro le intercettazioni sono il pane quotidiano di chi, anche come me quando aveva l'uniforme, fa le indagini che costano tra i 200 e i 300 milioni di euro su base annua ma il ritorno è di circa 4 miliardi al FUG (Fondo Unico Giustizia, ndr) sempre su base annua?» E ancora contro «l’inutilizzabilità delle intercettazioni a strascico. Io le ho fatte le intercettazioni, ne ho fatte migliaia nella mia vita professionale. Se incontri un reato fai un fascicolo ulteriore e lo sposti in Procura della Repubblica. Un reato è un reato: punto e basta». Nel mirino pure «il divieto di trascrizione nei verbali della Pg delle comunicazioni riferenti chi non è indagato. Adesso ve lo dico da generale dei carabinieri: noi abbiamo lo Sdi, che va a vedere, tra le altre cose, le frequentazioni di persone non indagate, perché ci servono nelle indagini per andare a capire chi si frequenta con chi, come e in che termini. In questo modo si uccide il sistema delle informazioni territoriali». E in chiusura di intervento ha segnato gli ultimi punti del programma: «Ripristinare l’autonomia e indipendenza della Corte dei Conti e intervenire sul Codice degli Appalti: il 90% degli appalti oggi, con l'innalzamento della soglia di ammissibilità, viene data con affido diretto.  Questo implica il forte rischio di intromissione della criminalità organizzata, più tutte le problematiche per i lavoratori. E poi la famosa spazzacorrotti che è stata completamente cancellata». Infine «introdurremo l'educazione affettiva nelle scuole come elemento culturale che invece oggi non è prevista, e un rafforzamento del codice rosso e del femminicidio». Da qui la stoccata a Vannacci: «C'è qualcheduno che dice che il femminicidio è uguale a qualsiasi omicidio. Invece dobbiamo rafforzarlo perché non è solo una posizione politica, ma una posizione di etica e di morale dello Stato».  Tutte queste modifiche per Sergio Costa saranno al centro dei primi tre mesi di attività del nuovo Governo di area progressista, prima in Consiglio dei Ministri e poi per via parlamentare.  Ora bisognerà capire quanto di questo pacchetto è condivisibile col Partito democratico. Pensiamo ad esempio all’abolizione del reato di abuso d’ufficio che era stata caldeggiata anche da molti sindaci dem. 

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