Fdi: Scarpinato lasci la Commissione

 Valentina Stella dubbio 6 ottobre 2026 

«Le dichiarazioni del senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato confermano, per l'ennesima volta, l'assoluta mancanza di senso delle istituzioni e un'attitudine a ritenersi costantemente al di sopra della legge, di ogni regola e di ogni verità fattuale». A dirlo ieri la deputata di Fratelli d’Italia Sara Kelany che ha proseguito: «Per Scarpinato, a quanto pare, tutti coloro che osano sollevare dubbi sul suo operato o indagare sulle sue condotte fanno parte di una colossale congiura orchestrata dalla destra. Prima l'obiettivo dei suoi attacchi era la Procura di Caltanissetta, rea di aver scoperchiato le sue imbarazzanti conversazioni con l'indagato Gioacchino Natoli; oggi il bersaglio diventa il gip Santi Bologna, 'colpevole' di aver scritto una scomoda verità in un provvedimento giudiziario. È lo schema fisso di chi non sa rispondere nel merito: gridare al complotto politico e gettare fango sulla magistratura giudicante. C'è un limite a tutto, anche al ridicolo». E ancora: «Scarpinato si lancia in spericolate ricostruzioni storiche per smentire i giudici, parlando di riunioni interne e di presunte confidenze. Ma ci domandiamo: lui cosa ne sa, di preciso, di una riunione del 14 luglio 1992 alla quale non era presente? Siamo di fronte a un ex magistrato che, anziché difendersi nelle sedi opportune e con il dovuto rispetto per i colleghi ancora in servizio, preferisce fare la vittima di un fantomatico 'bullismo politico'». E ha concluso: «Scarpinato non può continuare a sedere in Commissione Antimafia recitando contemporaneamente la parte del giudice, dell'imputato e del testimone. Fuori Scarpinato dalla Commissione Antimafia: si dimetta immediatamente e venga a riferire dato che si lamenta di una presunta assenza di contraddittorio che lui stesso da anni determina sottraendosi alle domande della stessa Commissione». Non ha torto la parlamentare del partito della Meloni nel difendere l’autonomia e indipendenza del giovane Santi Bologna. C’è solo un piccolo problema di coerenza su cui inciampano tutti i partiti. Fratelli d’Italia, insieme anche alla Lega, ha orchestrato delle vere e proprie campagne di fango contro i giudici che hanno emesso provvedimenti a loro sgraditi. Basti pensare ai recenti casi di Mario Roggero o della gip di Torino messa alla gogna per non aver trattenuto in carcere un bengalese che aveva palpeggiato i seni di una minorenne. In quei casi non hanno avuto remore nel gettare loro stessi fango sui magistrati, tanto da far intervenire, questa volta sì, l’Anm. 

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