Procura Perugia: no a distruzione intercettazioni
Valentina Stella Dubbio 21 ottobre 2026
La Procura di Perugia ha formalizzato al gip la disponibilità a sospendere la distruzione delle intercettazioni tra alcuni avvocati e loro assistiti eseguite nelle sale colloqui del carcere di Perugia nell'ambito di un altro procedimento e ritenute non utilizzabili. Lo ha fatto sapere due giorni fa nel corso dell'udienza per decidere se procedere a eliminare il materiale. Udienza che è stata rinviata al 12 febbraio per l'impedimento di uno dei difensori. La decisione sull'eventuale distruzione spetterà dunque al gip. Un nuovo capitolo dunque si aggiunge alla vicenda delle captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti presso la Casa circondariale “Capanne” di Perugia da parte della polizia giudiziaria. Erano state autorizzate dalla Procura solo per l’avvocato Daniela Paccoi, indagata per concorso in associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, induzione a rendere dichiarazioni mendaci e concorso in traffico di droga, ma poi si sono allargate indebitamente anche agli altri legali presenti nella sala colloqui. Le captazioni erano state subito contestate dalla Camera penale di Perugia e dal Coa che hanno sostenuto hanno la violazione del diritto di difesa e il sacro rapporto di segretezza tra difensore e assistito. Sulla questione numerose erano state le interrogazioni parlamentari e pertanto era intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio. «Ritengo che se, come appare ed è apparso in questi giorni, si voglia attuare la distruzione immediata di quegli atti, astrattamente suscettibili in futuro di una differente valutazione in altre sedi, questa distruzione sarebbe quantomeno prematura» aveva detto il Guardasigilli appoggiando la richiesta dell’Ucpi. E aveva concluso: «Noi non intendiamo minimamente fermarci, andremo avanti fino in fondo, nei limiti delle nostre competenze» per fare luce sulla questione. La decisione formale della procura del capoluogo umbro è stata così commentata da Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali: «I gravissimi fatti emersi a Perugia hanno provocato una reazione molto dura da parte dell'avvocatura per cui abbiamo apprezzato l'intervento del ministero e quello della politica volti ad un pieno accertamento dei fatti. La richiesta della procura di procedere alla distruzione delle intercettazioni illegalmente eseguite nei confronti di decine di avvocati e dei loro assistiti detenuti per molti mesi avrebbe determinato una lesione gravissima nei confronti di tutte le parti interessate con la soppressione di una prova degli illeciti oggetto delle indagini in corso». E ancora: «La battaglia dell’Unione delle Camere Penali Italiane comincia a dare i risultati per i quali ci siamo impegnati in questi mesi. Confidiamo che, venuta meno anche l’opposizione del Pubblico Ministero alla conservazione delle registrazioni, venga scongiurata la distruzione di materiale necessario a ricostruire i fatti e ad accertare le responsabilità per quanto accaduto. Gli accertamenti dovranno anche identificare le persone estranee al procedimento i cui colloqui difensivi sono stati illegittimamente intercettati, poiché devono essere informate della violazione subita e poste in condizione di esercitare i propri diritti. L’Unione continuerà a vigilare e ad assumere ogni iniziativa necessaria perché si giunga a fare piena chiarezza sull’intera vicenda».
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