Care "toghe rosse" quanto siete fragili quando non vi piacciono i miei articoli!

Valentina Stella Spiffero sul Dubbio 22 settembre 2026


Qualche giorno fa ricevo un messaggio su Whatsapp da un magistrato: "Comunque con te ho chiuso" e mi manda un link ad un pezzo che avevo fatto.

Ho pensato subito: "oh dio che ho combinato? Mi becco una richiesta di rettifica o addirittura una querela?"

Nulla di tutto questo: non avevo scritto nulla di sbagliato nel pezzo incriminato. Semplicemente non gli/le aveva dato spazio, non lo avevo citato/a. In realtà lo avevo fatto ma in un pezzo precedente. Per di più gli/e avevo fatto ottenere una intervista ma non si era degnato/a di rispondere alle domande.

In pratica ha decido di chiudere un rapporto con una giornalista, con cui aveva anche instaurato una minima amicizia, perché non ha gradito il taglio che ho dato al prezzo. Io sono rimasta senza parole e l'ho saluto/a.

Qualche settimana fa altri due magistrati rivolgendosi a dei colleghi di altra testata hanno detto: "Questo me lo aspetto dalla Stella, dal Dubbio ma non da te", commentando dei loro pezzi. Come se un magistrato dovesse aspettarsi qualcosa da una testata, se non la verità dei fatti e delle analisi in scienza, coscienza e nel rispetto del codice deontologico e di quello di rito.

Sempre qualche mese fa, ad una cena incontro un magistrato mai citato nei miei articoli ma con cui non corre buon sangue. Quando ci incontriamo non mi rivolge mai la parola. Eppure ci vediamo almeno una volta al mese. Quella sera fa il giro del tavolo per salutare tutti, arriva a me e si ferma. Io cerco di sdrammatizzare: "Siamo ad una festa, seppelliamo l'ascia". Risposta: "Meglio mantenere le distanze con lei". La mia colpa? Non saprei! Mi dicono che non gradisca alcuni miei articoli di critica all'Anm e che non approvi che abbia un rapporto molto confidenziale con gli uomini della sua corrente.

Questi tre magistrati (di cui non vi dirò quale è donna e quale è uomo) sono tutti di area progressista. 

In passato mi era capitato di avere reprimenda mattutine da un senatore di Forza Italia e da un ex capo di gabinetto, sempre nella scia irricevibile "dal suo giornale non me l'aspetto". 

Cari tutti ma avrò il diritto di scrivere quello che mi pare senza ottenere come risposta reazioni isteriche, arroganti, esagerate? Siete così narcisisti e di conseguenza così fragili da non sopportare l'oblio o una minima critica? 

Forse i test psicoattitudinali dovrebbero essere estesi ai magistrati in funzione e a quelli fuori ruolo nei ministeri. Per i parlamentari basta non votarli.

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