Scontro Ucpi Zaccaro

 Valentina Stella Dubbio 18 settembre 2026

Nonostante la campagna referendaria sia ormai alle spalle, non si placano le polemiche tra avvocatura e magistratura. A fornire lo spunto della nuova diatriba il comitato direttivo centrale dell’Anm dello scorso sabato durante il quale, tra l’altro, si è discusso della mancata nomina di Sebastiano Ardita a procuratore della DNAA per presunte pressioni esterne sul Csm, come denunciato, ma non nelle sedi giudiziarie come rilevato da AreaDg, da Andrea Mirenda e Nino Di Matteo. L’Unione Camere Penali in un comunicato ha dunque ricordato che il Cdc «ha bocciato la proposta di Magistratura Democratica, che voleva attuare quanto richiesto dall’assemblea straordinaria di ANM tenutasi il 16 maggio, a valle del confronto referendario, ovvero introdurre, per le nomine, criteri di comparazione preventivi, oggettivi e verificabili, destinati a restringere la discrezionalità del CSM». Per i penalisti guidati da Francesco Petrelli «si afferma il principio e, immediatamente, ci si rifiuta di trarne qualsiasi conseguenza che possa effettivamente incidere sullo status quo». Nella stessa discussione del Cdc, ricostruisce l’Ucpi, «il Dott. Andrea Reale, Consigliere presso la Corte d’Appello di Catania, ha detto, con parole che non lasciano molto spazio all’interpretazione, che: “tutte le correnti sono obiettivamente pronte a mandare i loro candidati” e, subito dopo, che “il rinnovamento non ci sarà mai dentro il Consiglio superiore della magistratura”. La conclusione è stata altrettanto netta: “ma non prendiamoci in giro”». Reale comunque si è astenuto sull’emendamento di Md, mentre la sua collega del gruppo dei CentoUno Cristina Carunchio ha addirittura votato contro.  Siamo ora alla vigilia del banco di prova della proclamata capacità di autoriforma delle correnti e di tutta la magistratura: il 25 e 26 ottobre i magistrati eleggeranno i venti componenti togati del nuovo CSM.  «Un tentativo di rompere il meccanismo tradizionale esiste» scrive sempre Ucpi. Il riferimento è ad Altra Proposta che «ha selezionato attraverso un sorteggio temperato dieci magistrati, estranei negli ultimi cinque anni agli incarichi nelle associazioni e nell’ANM, che hanno liberamente accettato di candidarsi senza rappresentare il Comitato che li ha individuati. È un tentativo che va nella apprezzabile direzione di cercare di sottrarre almeno alcune candidature alla preventiva scelta delle correnti». Al contrario «il resto però riproduce un passato che già conosciamo. Le correnti presentano i propri candidati e tra questi figurano ancora ex presidenti e segretari dell’ANM ed esponenti che da anni hanno ruoli di primo piano nei gruppi associativi o hanno già svolto la funzione di consiglieri del CSM; tra i candidati vediamo perfino Cosimo Ferri, protagonista della famosa serata all’Hotel Champagne e dello scandalo Palamara». I penalisti aggiungono: «C’è poi uno statuto, quello di Magistratura Indipendente, che prevede espressamente la perdita della qualità di socio per chi partecipi alle elezioni come indipendente in competizione con i candidati designati dall’associazione». La conclusione è che «risulta difficile, di fronte a questi fatti, riconoscere quel cambiamento che la stessa assemblea straordinaria di ANM aveva indicato come necessario e urgente». All’Ucpi ha replicato il Segretario di AreaDg Giovanni Zaccaro: «Ho grande rispetto per l'avvocatura penale, presidio dei diritti dei cittadini e per le associazioni forensi, delle quali condivido molte battaglie. Non mi capacito però dell'ossessione delle camere penali verso le associazioni dei magistrati, fino addirittura a sponsorizzare espressamente alcuni candidati togati e a denigrare i candidati con precedenti esperienze associative». Per il giudice della Corte di Appello di Roma «le associazioni dei magistrati, come degli avvocati, sono le formazioni in cui i singoli sviluppano la loro personalità e da decenni sono il fermento del dibattito politico e giuridico su temi della giustizia. Spero che tutti convengano su questo e le Camere penali si lascino alle spalle l'agonismo polemico della campagna referendaria a favore delle riforme Nordio Meloni». Insomma nessuna pace all’orizzonte e l’atmosfera potrebbe surriscaldarsi dopo il voto di fine ottobre. 

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