Carcere, l'Ucpi a Firenze
Valentina Stella Dubbio 9 settembre 2026
La crisi dell’esecuzione penale investe le fondamenta dello Stato di diritto. Le condizioni inumane e degradanti nelle quali vivono le persone detenute impongono una risposta collettiva, capace di restituire effettività ai diritti garantiti dagli articoli 2, 3, 13 e 27 della Costituzione e dall’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Con questo obiettivo, l’Unione delle Camere Penali Italiane promuove a Firenze, il prossimo 19 settembre, una giornata di confronto tra Accademia, Avvocatura, Magistratura e Politica dal titolo “Lo Stato generale dell’esecuzione penale – anatomia di un disastro e possibili soluzioni”. Presenti politici di diversi schieramenti: Riccardo Magi di +Europa, Debora Serracchiani del Pd, Ciro Maschio di Fratelli d’Italia, il vice ministro alla giustizia di Fi Francesco Paolo Sisto, Roberto Giachetti di IV. Presenti anche se in due panel diversi l’ex garante nazionale dei detenuti Mauro Palma e quello attuale Riccardo Turrini Vita.
L’aumento costante delle presenze, il sovraffollamento strutturale, la carenza di personale e di spazi per il trattamento, i suicidi, gli atti di autolesionismo e le tensioni quotidiane negli istituti descrivono un sistema che ha compromesso la propria funzione rieducativa e non assicura neppure le condizioni minime di rispetto della persona. Il raffronto europeo, spiega una nota dell’Ucpi, «rende questa realtà ancora più drammatica: l’Italia presenta uno dei tassi di suicidio più bassi nella popolazione generale, mentre nelle carceri il dato raggiunge circa il doppio della media europea. Una distanza che rivela il fallimento strutturale dell’esecuzione penale e l’incapacità dello Stato di garantire condizioni detentive rispettose della dignità umana». Il confronto si terrà a pochi giorni dall’udienza del 22 settembre davanti alla Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla possibilità di differire l’esecuzione della pena quando la detenzione risulti incompatibile con il nucleo essenziale dei diritti fondamentali. L’Unione parteciperà al giudizio quale amicus curiae: indipendentemente dal suo esito, sarà un passaggio decisivo per misurare l’adeguatezza degli strumenti di cui l’ordinamento dispone per impedire l’esecuzione di pene contrarie al senso di umanità. Mentre la scelta di Firenze richiama una vicenda emblematica delle distorsioni del sistema: il sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano.
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