Rigoli incalza Ranucci
Valentina Stella Dubbio 22 agosto 2026
Un inatteso faccia a faccia due giorni fa per Sigfrido Ranucci. Al termine della presentazione del suo libro “Ritorno della casta” ad Asiago, il giornalista è stato interrotto da un medico, Roberto Rigoli, già coordinatore delle microbiologie del Veneto durante l’emergenza Covid. Il medico era finito al centro di una puntata di Report nel 2 gennaio 2023 perché coinvolto in un'inchiesta della Procura di Padova legata all’utilizzo dei tamponi rapidi durante la pandemia. Il tutto era partito da un esposto di Andrea Crisanti, senatore del Pd, e ai tempi grande sostenitore dei tamponi molecolari. Ma il professor Rigoli fu assolto dalle accuse di depistaggio e falso ideologico “perché il fatto non sussiste”. Non un’assoluzione arrivata al termine di un interminabile dibattimento: il giudice applicò infatti l'articolo 129 cpp pronunciando la sentenza a processo ancora in corso. Intanto, però, il processo mediatico aveva già emesso il suo verdetto, anche a causa della trasmissione di Rai 3. Come ha raccontato in una intervista al Corriere della Sera: «Un giorno sto andando al parcheggio dell’ospedale e da dietro un’auto sbuca all’improvviso un giornalista di Report. “Dottor Rigoli, cosa ha combinato con i tamponi rapidi?” e mi sventola il microfono sotto al naso. Mi sono sentito male ma non sono scappato: ho dato l’intervista che chiedevano, poi sono salito in auto e ho chiamato il cardiologo. Stavo avendo la prima fibrillazione della mia vita e da quel giorno sono iniziate le aritmie ventricolari». L’esperto si dimise anche dalla carica di vice presidente dei microbiologi italiani. Seduto mercoledì in terza fila per tutto l’incontro, a pochi minuti dalla conclusione, mentre Ranucci tentava di rassicurare di come Report si preoccupi sempre di aggiornare le vicende giudiziarie di cui tratta (lo fa con poche righe sul sito ma senza altrettanti servizi in prima serata), Rigoli, attualmente direttore della Funzione Territoriale dell’Usl Marca Trevigiana, si è alzato in piedi e ha interrotto il giornalista dicendo: «Non è vero, nel mio caso non è vero. Se lei ammette davanti a tutti l’errore, almeno di quella trasmissione lì, io sono felice». Pronta la replica, racconta il Corsera, del frontman di Report: «Io posso ammettere gli errori che vogliamo, ma se lei dice che in quella trasmissione abbiamo detto il falso, lei non dice il vero». «È bene dire che è stato colpito un innocente», ha ribattuto Rigoli, che ha chiesto al conduttore se credesse nella sua innocenza. «Se lo dice la magistratura lei per me è innocente. Però in questo momento io non sono neanche indagato ma sono quello che si è messo la bomba da solo». Rigoli ha quindi ripreso la parola: «Io sono solidale con sua figlia, perché sua figlia ha sofferto quanto mia figlia per tre anni, come ha sofferto la mia famiglia». Ranucci è poi sceso dal palco ed è andato a stringergli la mano. Tuttavia il vicedirettore di Rai resta imputato in un processo per diffamazione aggravata verso Rigoli. Il servizio televisivo avrebbe leso la reputazione di Rigoli e avrebbe, tra l’altro, insinuato il dubbio che tali scelte potessero aver avuto conseguenze gravi, fino a ipotizzare un possibile impatto sulla morte di centinaia di persone.
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