Lavitola potrebbe voler parlare ancora
Valentina Stella Dubbio 15 agosto 2026
Valter Lavitola potrebbe chiedere di essere risentito. Il suo difensore, l'avvocato Sergio Cola, sta valutando l'opportunità di un nuovo interrogatorio davanti al pm. A inizio settimana depositerà pure la richiesta di ricorso al tribunale del Riesame sia per le esigenze cautelari sia per l'aggravante del metodo mafioso contestata. Sigfrido Ranucci invece resta arroccato e posta su Facebook un intervento del responsabile Informazione dem Sandro Ruotolo. Di suo pugno ci mette il titolo: «Il governo chiede la mia sostituzione, il Pd denuncia alla Commissione Ue». Ha replicato il deputato di FdI Salvatore Deidda, annunciando di aver depositato un'interrogazione parlamentare rivolta ai ministri dell'Economia e delle Imprese: «Da mesi assistiamo a continui e strumentali richiami alle normative europee sulla libertà di stampa da parte delle opposizioni. Condividiamo quei principi, ed è proprio per difenderli che denunciamo il palese collateralismo politico-editoriale tra il conduttore di Report e diversi esponenti del Movimento 5 Stelle. Il servizio pubblico è stato trasformato in una succursale televisiva per la propaganda grillina e per il killeraggio politico contro il Governo e la maggioranza». Intanto in attesa di conoscere la decisione dell’Ad Rai Giampaolo Rossi dopo aver ricevuto due giorni fa la relazione del Comitato etico sulla vicenda che coinvolge il giornalista, il legale del conduttore di Report Roberto De Vita ha evidenziato in una nota come «alla vittima (scomoda) di un grave attentato (che diventa pretesto) viene imputata la responsabilità di un danno all'immagine e ne viene chiesta dalla politica la sostituzione, un paradosso morale con conseguenze gravi per la democrazia». Ma a prendere la parola sono anche i penalisti Luigi Petrillo e Sara Petella, legali di Girolamo Cangiano, parlamentare di Caserta di Fdi. Anche loro in una nota hanno sottolineato che la puntata del 19 aprile di Report, dal titolo "Il cantiere dei misteri", prendendo spunto da una lettera anonima, indicava in Cangiano il possibile mandante dell'attentato dinamitardo. Quella puntata, denunciano, è ancora visibile su Rai Play. «Attendiamo con fiducia che la Procura di Roma completi in tempi brevi il suo lavoro per dare corso alla denuncia per diffamazione a mezzo stampa che abbiamo da tempo depositata». Il capogruppo di Fi alla Camera, Enrico Costa, polemizza invece coi magistrati: «L’Anm, è pronta a occuparsi di tutto, a dichiarare su tutto, a protestare su tutto, a solidarizzare su tutto, oggi tace imbarazzata, perché non sa che pesci pigliare» con Ranucci.
Commenti
Posta un commento