Superate le 500 mila firme

 Angela Stella Unità 16 gennaio 2026

È stato raggiunto e superato l’obiettivo delle 500 mila firme sul referendum ‘oppositivo’ alla separazione delle carriere, promosso dai cosiddetti 15 volenterosi che ringraziano e aggiungono tramite il loro portavoce l’avvocato Carlo Guglielmi: “Continuiamo a raccogliere e dimostriamo anche coi numeri la forza delle ragioni del voto No. Lo possiamo fare fino al 27 gennaio perché è necessario del tempo per chiudere formalmente la raccolta e consegnare tutto in Cassazione entro il temine di legge del 30 gennaio”. Da lì poi diversi sono gli scenari tra Tar e Piazza Cavour. Intanto ieri M5S, Pd, Avs hanno chiesto nell'Aula della Camera un'informativa urgente della Meloni, per sapere, come ha detto Alfonso Colucci (M5s), “se intenda rinviare le date sui referendum, che ha già fissato per il 22 e 23 marzo”, dopo che “si sono raggiunte le 500 mila sottoscrizioni”. Per la dem Debora Serracchiani “in questo Paese oltre 500.000 mila cittadini hanno firmato per chiedere il referendum. È un esercizio della democrazia che va difeso e che sosteniamo. Dimostra al governo che con l'arroganza i cittadini non ci stanno”. Sulla stessa linea Francesco Borrelli di Alleanza Verdi e Sinistra che ha sottolineato la necessità di “consentire ai cittadini di informarsi”. A tenere banco ieri anche l’iniziativa presentata da Giorgio Spangher che, in qualità di presidente onorario del “Comitato Pannella Sciascia Tortora” per il Sì alla separazione delle carriere, promosso dal Partito radicale, ha presentato una denuncia qualche giorno fa contro il Comitato “Giusto dire No” e  l’Anm per il messaggio trasmesso nelle grandi stazioni “Vorresti giudici che dipendono della politica? No”. Secondo Spangher e il Comitato da lui presieduto, assistiti dall’avvocato Fabio Federico, si delinea il reato 656 cp (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l'ordine pubblico) in quanto quella scritta veicolerebbe “una notizia palesemente falsa e tendenziosa finalizzata unicamente a manipolare l’opinione pubblica e a ingenerare nel corpo elettorale un timore del tutto infondato circa le conseguenze della riforma costituzionale, così da influenzare il voto”. Polemiche e stupore da parte dei magistrati. Rocco Maruotti, Segretario dell’Anm ha commentato: “Il fatto che un giurista come Spangher, cogliendo al volo l'auspicio del Ministro Nordio, abbia sacrificato il suo prestigio sull'altare della propaganda e abbia sottoscritto una denuncia, nella quale invoca persino la censura (Marco Pannella si starà rivoltando nella tomba) è la dimostrazione che il fronte del  è in enorme difficoltà, perché sente il fiato sul collo dei quasi 500.000 cittadini che hanno già firmato per opporsi alla riforma Nordio, alle cui parole è ispirato quello slogan che viene oggi fatto oggetto di denuncia”.

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