Ucpi contro Anm

 Valentina Stella Dubbio 10 settembre 2024


Sul fatto che la temperatura del dibattito sul referendum sulla separazione delle carriere stesse salendo non c’era alcun dubbio. A corroborare il pensiero ci ha pensato ieri anche un durissimo comunicato dell’Unione Camere Penali che attacca quell’asse tra Partito democratico e Anm che si sta rafforzando in questo momento. Scrivono, infatti, i penalisti guidati da Francesco Petrelli: «Assistiamo ormai da tempo ad un impegno politico diretto della magistratura, per cui non ci stupisce che a tutti i livelli e al di fuori dei contesti istituzionali, si intervenga nella campagna referendaria perdendo di vista quelli che dovrebbero essere i confini della sobrietà e dell'indipendenza degli stessi vertici della magistratura». Il riferimento principale è all’audizione informale di due giorni fa organizzata dai dem a cui ha preso parte pure Cesare Parodi, vertice dell’Anm. «L’idea delle audizioni da parte del PD è – si legge ancora nella nota -  con tutta evidenza, lo strumento attraverso il quale veicolare contenuti propagandistici, posto che sia alla Camera che al Senato sono stati compiuti ampli cicli di audizioni, nell’ambito dei quali l’ANM, così come l’UCPI e tutti i più vari soggetti accreditati, hanno espresso le proprie posizioni e le eventuali critiche al disegno di legge di riforma Costituzionale». Effettivamente è così ed ora sarebbe impossibile farne altre, come previsto dal Regolamento parlamentare. Aggiunge poi l’Ucpi: «Ciò senza considerare che anche il Csm ha licenziato ben due pareri, uno di maggioranza e uno di opposizione, che hanno analizzato sotto ogni profilo ogni comma ed ogni singola riga del testo in corso di approvazione. Solo ipotizzare, dunque, la necessità di un ulteriore contributo tecnico per la comprensione e la valutazione della riforma è, chiaramente, una forzatura, per veicolare, al contrario, messaggi politici». La critica si fa poi ancora più aspra. Come ha detto il Ministro Nordio la riforma costituzionale della magistratura è «la madre di tutte le battaglie» e di questo ne sono pienamente consapevoli sia l’Anm che l’Ucpi. Quest’ultima per questo picchia duro senza sconti: «l’Anm a parole afferma di non volersi schierare sul piano politico al fianco dei partiti di opposizione, mentre di fatto, anche in questo caso, si pone proprio accanto al PD insieme alla CIGL». Poi l’anatema sulle parole di Parodi: «il presidente dell'Anm ha affermato che la riforma “indebolisce l'indipendenza di tutti i magistrati attraverso il progressivo allontanamento del pm dalla giurisdizione”, mentre è esattamente l'opposto: l'istituzione di un Consiglio Superiore dei pubblici ministeri aumenta le garanzie di indipendenza del pm rispetto al presente. Al contrario allontana la giurisdizione dall'influenza dei pm, non solo garantendone l'indipendenza interna, ma realizzando una effettiva terzietà dei giudici. Sono i cittadini a pagare oggi la iniquità di un sistema che vede le Procure al centro della giurisdizione e la figura del giudice emarginata dal processo». Poi la conclusione: «Non è affatto vero che la riforma non migliora la giustizia del nostro Paese, perché la terzietà dei giudici davanti alle parti costituisce una precondizione per avere un processo equo e decisioni giuste ed autorevoli. Temiamo invece che la “difesa dei valori comuni messi in discussione dalla modifica della Costituzione”, di cui parla il presidente Parodi, sia la difesa del correntismo cui si devono gli scandali ed i guasti irreparabili della storia recente e meno recente della magistratura nel nostro Paese». Insomma abbiamo letto parole molte dure da parte dei penalisti contro i magistrati. Sarà così anche nei prossimi mesi. Tutti stanno giocando la partita della vita. Certo, se è vero che l’Anm, come scritto ieri da queste stesse pagine, rischia uno schiacciamento sugli antagonisti politici, in primis il Pd, i quali venderanno cala la pelle per il “no” al referendum costituzionale che dovrebbe tenersi la primavera prossima, è altrettanto vero che inevitabilmente anche l’avvocatura rischia un appiattimento sui riformatori, ossia sul Governo e sui partiti che lo sorreggono. Infatti, anche non volendo - l’Unione Camere Penali ha sempre rivendicato la sua trasversalità - esiste la possibilità che l’Ucpi possa essere additata come una associazione che va assumendo sempre di più una connotazione politica. E questo, come già scritto qualche giorno, potrebbe far desistere qualche avvocato dall’andare a votare. Così come all’interno dell’Anm esistono voci favorevoli alla riforma.

Commenti

Post popolari in questo blog

Garlasco, sì alla revisione del processo? Indagato Andrea Sempio

Lettera della famiglia Poggi

Intervista a Francesco Compagna