Anm: finisce il tour dei partiti
Valentina Stella dubbio 8 maggio 2025
Quando i due schieramenti si incontrano di persona la tensione cala, si cercano punti di incontro e ci si lascia con un arrivederci. Così si è concluso ieri il “tour” dell’Anm con i partiti, in particolare con Fi, Lega e Noi Moderati. Pensato per discutere di separazione delle carriere, si è poi allargato in questi mesi anche ad altre questioni. Alla fine, ovviamente, sul principale tema della riforma costituzionale le posizioni restano le stesse ma questo tutti lo sapevano fin dall’inizio. Nessuno si illudeva del contrario. Per il leader delle toghe, Cesare Parodi, “l'occasione è stata importante perché tutti ci hanno fatto presente la volontà di intervenire su altri aspetti” della giustizia “come i femminicidi oppure le nuove disposizioni che ci saranno in tema di sequestro dei telefoni cellulari, perché dovrà essere completamente rivista questa normativa". Dalle forze di maggioranza è arrivata di nuovo la richiesta di poter partecipare alla scrittura dei decreti attuativi qualora passasse il referendum. Su questo Parodi si è mostrato aperturista, rispetto a posizioni più rigide assunte in passato. Sulla concreta possibilità che in Senato si acceleri l’iter di approvazione della riforma costituzionale, bypassando l’analisi degli emendamenti, la toga torinese ha aggiunto: “È un colpo al Parlamento, ma non è la prima volta che viene utilizzato, fa parte delle prassi”. Ha aggiunto: “Non siamo una forza politica, non siamo in parlamento quindi non possiamo intervenire in questo dibattito, ovviamente tutto quello che è una limitazione di una possibile discussione, di un arricchimento e di approfondimento dei temi è una perdita in qualche misura”. Durante l’incontro con FI si è parlato anche delle polemiche relativa alla nuova disciplina dei limiti a 45 giorni per le intercettazioni. “La nostra idea - ha detto Parodi incontrando i giornalisti in Piazza del Parlamento - è non che alcune procure hanno dato una interpretazione contraria sulla legge delle intercettazioni rispetto a quella che il Governo ha formulato. Ma che semplicemente la legge è stata elaborata dimenticando una norma che consente in realtà le intercettazioni ancora per i reati di pubblica amministrazione. Tutto lì”. Fi ha ribadito che si va verso una norma di interpretazione autentica. Al termine degli incontri tutte le delegazioni dei partiti hanno rilasciato una nota. "Valutiamo positivamente l'incontro di oggi con l'Anm, all'insegna di un dialogo franco. Forza Italia ha ribadito le proprie posizioni in tema giustizia, in particolare sul provvedimento che riguarda la separazione delle carriere, ma aperti in futuro ad un confronto anche su tutti i temi che riguardano l'organizzazione e l'amministrazione della giustizia, per rendere questo servizio per i cittadini sempre più all'insegna di una giustizia giusta e di qualità": così Paolo Barelli, Maurizio Gasparri , Francesco Paolo Sisto, Pietro Pittalis, Enrico Costa, Tommaso Calderone, Pierantonio Zanettin e Davide Bellomo. Per il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, “la maggioranza di centrodestra vuole proseguire, anche con i tempi che ci siamo dati, con la riforma costituzionale della separazione delle carriere, ma questo lo vuole fare in un dialogo, in un confronto, in particolare con la magistratura. Non vogliamo uno scontro, vogliamo attuare il programma politico che ci hanno assegnato i cittadini eleggendoci e abbiamo detto anche oggi (ieri, ndr) che poi nella fase di attuazione della riforma costituzionale, ci auguriamo che possano eventualmente venire delle proposte migliorative per attuare concretamente la riforma costituzionale''. Giulia Bongiorno senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama, ha concluso: “C'è stato non solo un clima disteso e una volontà di collaborazione da parte di tutti ma anche qualcosa di concreto. Ci hanno esposto alcune cose che sapevamo e che ovviamente hanno ribadito sulla riforma. Noi su questo abbiamo risposto che non solo la Lega, ma la maggioranza e il governo andrà avanti nella riforma della giustizia. Lo riteniamo doveroso, su questo tema non abbiamo dato delle aperture che non potevamo dare. Abbiamo però sottolineato l'importanza di questo dialogo, riteniamo importante parlare con la Anm”.
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