Ddl sicurezza torna alla Camera

 Valentina Stella dubbio 27 marzo 2025


Il ddl sicurezza dovrà tornare alla Camera per una terza lettura. Ciò a causa di alcuni rilievi della Ragioneria di Stato su sei articoli del provvedimento già approvato a Montecitorio e atteso ad inizio aprile nell’Aula del Senato. In pratica, come richiesto dalla Commissione Bilancio, vanno aggiornati i fondi per le coperture finanziarie, originariamente indicati a partire dal 2024, mentre ora con i correttivi dovranno iniziare dal 2025. La relazione della Ragioneria cita, ad esempio, le modifiche richieste al secondo comma 2 dell'articolo 5, sui benefìci per i superstiti delle vittime della criminalità organizzata, per cui saranno stanziati fondi dal 2025 fino al 2028 (precedentemente si fermavano al 2027) riducendoli, in questo caso, per ogni anno e complessivamente. Per l'articolo 17, che prevede l'assunzione di personale di polizia locale nelle città metropolitane siciliane, i fondi decorrono da quest'anno e fino al 2026. All'articolo 21 sulle videocamere alle forze di polizia, le coperture partiranno dal 2025 e fino al 2027 (si fermavano al 2026) dettagliandone diversamente la ripartizione tra polizia, carabinieri, finanza e polizia penitenziaria. A queste modifiche se ne potrebbero aggiungere altre sul merito, da presentare direttamente quando comincerà l'esame in Aula di palazzo Madama. In particolare riguarderebbero le detenuti madri, l’introduzione del reato di resistenza passiva in carcere e il divieto di acquisto di una sim a chi non ha il permesso di soggiorno: tre punti sui quali il Quirinale avrebbe fatto una moral suasion. Tutto dipenderà dalle intenzioni della Lega. Mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia sarebbero pronte ad accogliere queste modifiche, anche per non irritare il Colle, il Carroccio, al contrario, avrebbe voluto approvare senza pit stop e cambiamenti il disegno di legge promosso dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi   - di concerto con i colleghi Nordio e Crosetto -  e già approvato a Montecitorio il 18 settembre 2024. Considerato però che adesso il terzo passaggio è obbligatorio, gli altri due azionisti di maggioranza potrebbero spingere per fare quelle modifiche con emendamenti o dei relatori o del Governo.Proprio ieri le commissioni hanno votato a maggioranza il mandato ai relatori Marco Lisei (Fdi) e Erika Stefani (Lega) a riferire in aula. Per il resto se ne discuterà nei prossimi giorni. A dimostrazione della posizione aperta del partito della premier Giorgia Meloni sono arrivate le dichiarazioni del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, intervistato ad Agorà su Rai3: “ci riserviamo di fare qualche piccolo intervento in Aula. Si tratta di piccoli interventi di natura chirurgica, di qualche ritocco che non mette in discussione l'impianto di un provvedimento molto atteso”. Nel mentre esultano le opposizioni: “Grazie alla determinazione del Pd e delle altre forze di opposizione che hanno messo in luce le contraddizioni ei limiti del testo il Ddl sicurezza tornerà alla Camera per una terza lettura. Siamo di fronte ad una destra pasticciona che non sa nemmeno fare i conti e si è dimenticata di garantire le coperture future. Per fortuna c'è il Parlamento. A questo punto il testo sarà modificato e nella discussione riproporremo i nostri emendamenti che cercheranno di rispondere alle preoccupazioni del Presidente Mattarella per migliorare un testo propagandistico e sbagliato” ha dichiarato il senatore Andrea Giorgis, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama. Soddisfatto anche il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama: “Grazie all'ostruzionismo di Avs e delle altre forze di opposizione il ddl sicurezza tornerà alla Camera dei Deputati. Erano talmente convinti di approvare questa legge liberticida entro il 2024 che non avevano previsto il finanziamento per gli anni successivi, ma non hanno fatto i conti con il Parlamento. L'approvazione in commissione ha fatto scavallare l'entro il 2024 e quindi il ddl va modificato in Aula e poi rimandato alla Camera per essere approvato definitivamente. Il tutto è certificato dalla commissione Bilancio del Senato che ha appena approvato il parere al ddl sicurezza chiedendo modifiche sulle coperture Avs continuerà l'opposizione anche in Aula presentando centinaia di emendamenti”.

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